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The Photoshop must go on?

lunedì, maggio 19th, 2014

La prima cosa che ho fatto, dopo, è stata andare davanti allo specchio e ripercorrere i miei, di segni dell’età. Dopo aver visto il servizio fotografico su Veronica Lario che oggi fa gridare allo scandalo, confesso, la prima cosa che ho pensato non è stata

-Cattivi
e nemmeno
-Ognuno ha diritto di invecchiare
ma, ariconfesso, un autopreoccupato

-Ossantocielo

Ho sobbalzato per lei ma soprattutto per me, probabilmente perché ho sentito il fiato sul collo dei non tanti anni che mi separano dalla signora e perché era ieri che faceva irradiare splendore persino a suo marito e si affacciava al balconcino del Campidoglio con Bill Clinton facendo nel contempo irradiare pure Rutelli.

E se è vero che ciascuno ha diritto di invecchiare come desidera è anche vero che la moratoria sull’immagine arriva, di solito, solo quando quell’immagine non è più glamour. La domanda allora  forse è: come e fino a quando è lecito farci rubare e manipolare l’immagine di sé che si intende offrire al mondo? E se la bellezza era una notizia e un richiamo perché non dovrebbe esserlo anche la trasformazione di quella bellezza?

E se davvero, al netto delle questioni dei singoli personaggi e dei singoli editori, Photoshop è ormai la nuova arma con la quale danneggiare avversari e nemici consegnandoli alla spietata realtà, allo stesso modo ci si dovrebbe lamentare di quando lo si usa -con piaggeria e servilismo- per “abbellirli”, cioè comunque cambiandoli a proprio piacimento. Perché la disillusione di oggi è figlia anche dell’illusione di ieri, quando un grafico compiacente “aiutava”.

Vabbè comunque, concludendo, abbiamo capito che vi dobbiamo lasciare tutte le rughe quelle che ci avete messo tanto per farvele venire. Ma allora mi dite che ci fate ogni mattina un’ora al bagno??

Zerozerotette al servizio di Sua Maestà

martedì, settembre 18th, 2012

Soppiantiamo momentaneamente le gesta di Sandokan e della pirla di Labuan per urgenti comunicazioni riguardanti l’agente Zerozerotette. Le trasmissioni malesi riprenderanno nel pomeriggio. Perché oggi siamo qui con questo qua

E dunque arrivò anche il giorno di Zerozerotette al servizio di Sua Maestà. Scusate, è che la notizia che le tette della Granduchessa di Cambridge potrebbero essere all’origine di una potenziale crisi diplomatica, una Falkland all’amatriciana tra Stivale e Corona, nel senso quella inglese, mi giunge mentre sono sulla metro A e la mia vicina di posto è immersa nelle Cinquanta sfumature di grigio, della londinese E.L.James: una lettura algida e composta, come avesse tra le mani Alla ricerca del tempo perduto (magari il titolo del secondo potrebbe farle da chiave interpretativa del contenuto del primo).
L’altro segno dei tempi è che dove non poté Calderoli con le magliette blasfeme poté Alfonso Signorini con le tette. È giusto il caso di aggiungere che del primo abbiamo appena finito di pagare, dopo sei anni, i costi della scorta.

(segue qui)