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Un apostrofo rosa fra le parole t’arresto

Tuesday, June 19th, 2012

Ogni tanto compulso la parola “bacio” sull’Ansa. E’ il mio modo perverso per reagire alle brutture di tutto il resto che l’Ansa ci scodella per contratto. Senonché oggi mi esce fuori una rapina. Questa:

(ANSA) – ROMA, 19 GIU – Rapina una farmacia armato di martello, ma prima di andarsene bacia sulla guancia il proprietario per ringraziarlo dell’incasso, circa 1500 euro.

Contestualmente la mia amica Annalisa mi spedisce su Zuckercoso il filmato

e mi scrive: “Meripo’ ho l’incontenibile desiderio di postarti questa notizia”.

Se avete un minuto e ventuno secondi a disposizione vi pregherei di guardarlo. Perché possiate farne tesoro all’occorrenza.

Intendo dire che quest’uomo così garbato e gentile, cappelletto da baseball e occhialetti da sole che si muove in modo disinvolto fra gli scaffali, si avvicina con garbo al farmacista, lo segue alla cassa, educatamente attende che apra, prelevi, conti e gli consegni il malloppo, poi gli butta le braccia al collo lo bacia e se ne va, a me ricorda qualcuno. Più di uno.

Nello specifico la trovo la plastica rappresentazione del Gec-man, uomo per donna Gabbata-E-Contenta. Quello che dolcemente circuisce, garbatamente si insinua, fascinosamente -nella tua vita e nel tuo letto- di fino entra e di chiatto si piazza. 

Poi, nella migliore delle ipotesi, rapinate la tua buona fede e il travolgente amor che a grullo amato amar perdona, prende e indisturbato sparisce. Di norma per tornare dalla moglie o per rapinarne un’altra.

Ecco, di questi Arsenio Lupin dell’anima -sappiatelo- è piena non solo Casalbertone. E vale -lo specifico- anche a parti inverse: che di Arseniche Lupinie inizia a essere affollatissimo l’orbe terracqueo (e così sistemiamo pure sta polemicuccia sempreaperta col professor Pi, Guidè e Francè).

Il bacio. Una delle armi più subdole e pericolose. Un apostrofo rosa tra le parole mo’tefrego. E t’arresto.