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Stasera mi butting

martedì, aprile 22nd, 2014

C’è un momento preciso, per chi abiti a Roma ma poesse che succeda pure a quelli di Monfalcone, tipo, in cui esci una mattina e ti rendi improvvisamente conto che tutto ciò che hai addosso è sbagliato. Pesante. E non sono solo i vestiti.

Non so cosa sia, una luce, un’aria, un qualcheccosa che lo dice chiaro e tondo. Dalle calze 40 denari allo stivale, dal piumotto alla borsona.. l’imperativo è solo uno: alleggerire.

Appena varcato il portone senti nell’aria c’è già, e vorresti risalire immediatamente a cambiarti e a cambiare. Posponi. Ma è lì’ che si annida il germe del butting.

Il butting è quell’irrefrenabile voglia di alleggerirsi. Dai vestiti, ai cibi, alle suppellettili in casa, alle piramidi di imperdibili ritagli di giornali accumulati nel tetro inverno, al plaid sul divano al tomo di Guerra e Pace che pure quest’anno ahimè resterà intonso.

Il butting non è il cambio armadi e non è il pedaggio pagato al senso di colpa consumista nel Giorno Della Terra (quale oggi è): il butting è soprattutto quella cosa che inizia buttando oggetti e non sai mai dove ti porterà a buttare. Per fare spazio. Spazio al nuovo. A volte si inizia dall’armadio e si finisce al letto passando per la dispensa.

Ecco dunque una breve guida al Butting Consapevole che, non sfuggirà a un occhio attento, vale anche come Prontuario Scegli Compagno:

1) se non ti è stato utile nell’ultimo anno non ti serve

2) se non ti dà soddisfazione portarlo è inutile conservarlo

3) se non ti dà gioia pensare di averlo può essere che sia addirittura dannoso

Domani

domenica, settembre 30th, 2012

C’è stato un tempo in cui una persona a me vicina sognava di poter definitivamente espatriare in un posto “in cui fosse primavera tutto l’anno”. E per un po’ l’ho sognato anche io pur di sognare qualcosa insieme. Mi sembrava desiderabile quella temperatura ma soprattutto quella voglia di “altro da qui”, dove il qui era anche l’alternarsi delle stagioni. All’epoca vivevo in campagna che, ve lo dico a scanso di equivoci, se pensate che a Roma o Milano o Genova l’inverno duri troppo non vi fate un’idea di quanto può durà in campagna; dunque quel sogno spesso lievitava di fronte al caminetto tipo la pasta pizza. Però poi per lui ha continuato a lievitare anche dopo la campagna e dopo la pasta pizza. E dopo di me.

Io invece, sarà che me sto proprio a invecchià e invecchià male, è da un po’ che desidero che le stagioni si alternino. Che il tutto uguale mi crea ansia. E la tragedia è che comincio ad appassionarmi pure al cambio armadi. Lavare, stirare (poco), tintoriare (abbastanza), piegare, riporre, sistemare, scegliere cosa lasciare nel cassetto, cosa in sospeso e cosa archiviare. Insomma mentre cambio l’armadio penso che in qualche modo mi aiuto a cambiare pure io.  E una vita sempre col pareo non mi aiuterebbe a farlo. E non voglio affatto essere certa che domani sarà uguale a oggi. Pure se pioverà. Nel caso mi copro. Che ora ho pure l’ombrello nuovo da Meri Pop.

Inoltre oggi sul socialcoso la mia amica Carla ha scritto che “domani è lunedì. Non solo è il I ottobre. Mi piace quando si comincia sia la settimana che il mese. E’ tutto nuovo come un pacco sorpresa”. A Roma pioveva ed era autunno già dall’ora di pranzo, che di solito quando c’è il sole è sempre estate. E sono stata felice di quella pioggia uggiosa, di dover chiudere le finestre che avevo spalancato la mattina. Desiderando il momento in cui le riaprirò. Voglio aspettare il pacco-sorpresa, comunque. Anche se spesso si rivela solo un pacco.

Domani si passa il confine: del mese, della settimana e passerò anche un piccologrande confine personale pure io. Ma questo ve lo racconto meglio. Domani.