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E retrodatiamo pure l’età dell’unità d’Italia, no?

mercoledì, febbraio 9th, 2011

Allora, riassumo: ci sono questi 150 anni dell’unità d’Italia. Però questi non si mettono d’accordo manco se devono festeggiarli andando a lavorare o restandosene a casa. Allora dico io: ma siamo sicuri che ne ha proprio 150? E allora retrodatiamola, st’unità d’Italia.
Perchè, vedendo il casino, i legali del premier potrebbero presentare nuovi documenti per dimostrare la vera età dell’Italia all’epoca delle cene ad Arcore dei festeggiamenti a Roma. E magari potrebbe anche spuntare l’ipotesi di una rogatoria in Marocco in Padania.

Quindi Gnazio La Russa, ministro della Difesa fa festa (“Certo che il 17 marzo non si va a lavorare. Si va a lavorare per fare qualcosa di più grande e bello per cementare quello che è un sentimento comune di tutti gli italiani, un lavoro morale ed etico che vale più di una giornata di lavorativa”).
Paolo Romani, ministro dello Sviluppo economico non lo sa ma vorrebbe fare un ponte, appena si può, e non solo a Messina (“I 150 anni dall’unitá d’Italia si festeggiano solo quest’anno, mi sembra che per una volta si possa festeggiare senza andare a lavorare. Il primo maggio cade di domenica e il 25 aprile è Pasquetta, se c’è solo questo di ponte allora festeggiamo”).
Roberto Calderoli ministro per la Semplificazione invece lavora (“No, il 17 marzo si può festeggiare lavorando. “Ho votato contro, a suo tempo, in Consiglio dei Ministri e sono e resto completamente contrario al fatto che l`attribuzione delle caratteristiche di festività nazionale, conferita alla data del 17 di marzo, comporti la chiusura di molti uffici pubblici”).

Ecco, scusate eh, ma, concludendo, io mo’ ci ho solo due domande:
1) Che caspita deve fare una per sapere che deve fare il 17 marzo?
2) E la cosa che mi fa impazzire non sono nemmeno questi cialtroni: ma è possibile che non si riesca a battere gente che non riesce a mettersi d’accordo manco sull’agenda, Santocielo?

Pm, posta melanzana

martedì, maggio 18th, 2010

-Meripo’ t’ho mandato due essemmesse, che sei morta che non rispondi?
-Grazie per questo tuo sincero interesse per la mia incolumità. Che c’è, è pronto il blog quello vero?
-No, continua a giocà su questo finto, ricordati sempre di premere pubblicazione “privato”
-Uffa, lo sooooo. Allora che vuoi?
-No, scusa, siccome avrei un po’ di offerte di banner di case di moda, dico io ma che ti costa parlà un po’ di vestiti, qua sopra? Cioè quando vi vedete con Giulia non fate altro che parlà di scarpe, tacchi e borse e mo’ tutto insieme vuoi fa’ Micromega?
-Ramon, che ora leggi Micromega?
-Guarda che sei tu che avevi detto “e sbrighiamoci co sto blog-quello-vero, che mica devo fare Micromega”
-Ah. No, però moda no, non ci capisco niente
-Lo so, si vede, no però dico con tutte ste amiche giornaliste che ci hai chè sanno scrivere solo de semipresidenzialismo alla francese e di scuola?
-Allora ti occupi di riforme istituzionali?
-Nooo, io purtroppo me devo occupà solo de sto blog tuo che ancora non s’è capito di che parla però sei tu che avevi detto “e facciamo una bella grafica scapricciatella, che mica ci devo pubblicare la bozza Calderoli”
-NO. Moda no
-E allora scusa apri un blog di posta. Posta rosa
-Ti ho già detto che qua niente rosa
-Meripo’, senti a me: allora apriti ‘sto bel blog de posta, posta melanzana