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Una donna fantastica

martedì, novembre 14th, 2017

Non sapevo esistesse e non lo avrei mai saputo se Roberta non mi avesse scritto “Meripo’ Una donna fantastica 18,45 Mignon”, in cui purtroppo Unadonnafantastica non era l’apposizione di Meripo’, il resto essendo invece ora e luogo della proiezione al cinema.

E’ un film, Una donna fantastica. E che film. Che parla di una donna. Che era uomo. E parla però soprattutto del bisogno di tutti noi di cercare l’immagine di noi, quella nella quale ci si possa sentire non dico a nostro agio ma quantomeno meno spaesati nel mondo. C’è chi con quell’immagine ci nasce e chi deve conquistarsela tutta la vita.

Un film cileno, quello di Sebástian Lelio, che si apre sulle cascate brasiliane di Iguazù, così possenti e così leggere insieme. Come il film, alla fine. Che parla della vera storia di Marina che era Daniel, e Marina è la fantastica attrice transessuale Daniela Vega.

Marina, ventisette anni, con le pratiche del passaggio burocratico ancora in corso, ha un compagno molto più grande, Orlando, che è amore e anche angelo custode. E che un giorno scompare. Ma sarà proprio quando si ritroverà da sola, e nella disperazione, il momento della svolta.

Che certe volte il miglior gesto d’amore che qualcuno possa farci è proprio quello di lasciarci soli, costringendoci a combattere le battaglie che abbiamo rimandato fino ad allora. Questo però lo si capisce dopo. Nella vita, intendo, non nel film.

Una donna fantastica Marina

Non voglio anticiparvi troppo.
Se potete, e se ce l’avete ancora in programmazione, andate. Godetevi anche la musica. Tutta.
Perché è parte essenziale del film. E della vita.

Partire è un po’ restare

sabato, aprile 27th, 2013

Come vi dicevo qualche governo fa, il Professor Pi si trova attualmente impegnato in una missione scientifica internazionale in quel di San Paolo del Brasile a studiare l’algoritmo della samba. La missione lo terrà lontano ancora -almeno- per il voto di fiducia e un paio di consigli dei ministri. Non è escluso che abbia scelto l’espatrio anche in ragione degli ultimi accadimenti geopolitici ma mi pare più probabile la tesi del richiamo scientifico delle oba oba. Va anche detto però che, in ragione delle mie caduche condizioni di psicolabilità già in situazioni normali e vieppiù alla luce degli ultimi politici accadimenti da due mesi in qua, egli -mossosi a pietà- mi abbia messo a parte della rivoluzionaria scoperta dello Skype.

Trattasi di un insondabile mistero attraverso il quale due corpi immersi in due diversi emisferi terrestri sono condannati aiutati a non perdersi mai di vista. Il corpo immerso in Brasile clicca una iconcina azzurra sul computerino e nel giro di qualche squillo si materializza in formato A4 il corpo immerso nel casino nell’Italia.

In realtà, non so per quale inceppamento, il corpo immerso in Italia lo vede ma quello in Brasile non vede quella in Italia. Il che si è rivelato provvidenziale sia quando ho trovato chiuso il parrucchiere che quando mi è scoppiato il raffreddore ciclopico.

Tutto questo per dirvi che, ora che lui sta al Tropico del Capricorno e presumibilmente io in quello delle capricorna, in realtà ci vediamo più di prima. E a fronte dei fine settimana con 300 km di separazione, ai 10.000 km ci si vede tutti i giorni, anche un paio di volte al giorno. Sostanzialmente una convidenza di fatto.

L’occasione, poco fa, gli è stata proprizia per osservare che:
-Certo Meripo’ che la tecnologia è una cosa molto bella. Ma ci ha di fatto reso impossibile andarcene da qualsiasi luogo. In qualche modo si rimane. Si rimane sempre lì. Lì da dove si è partiti.

Che ora che ci penso certe volte non succede solo coi viaggi. E con Skype. Che certe volte uno pensa di aver fatto chissà quanta strada e aver fatto chissà quali cambiamenti e poi si ritrova al punto di partenza senza nemmeno il conforto di Skype. Mh. Ora devo chiedere al Professor Pi se ha un rimedio scientifico anche per questi casi. Non so tipo l’algoritmo della capoeira.

Ora però vado che Skype sta suonando, tipo Toquinho. E gli devo spiegare che è successo oggi.