Posts Tagged ‘Bossi’

Tutta colpa del prura plura prurlalismo

martedì, aprile 10th, 2012

Scusate, sono scesa dal treno ma ero qui.

Perché in queste ore il mio pensiero va a quegli eroici professori che per tre volte cercarono a scuola, molto prima che lo facessero nelle procure, di aprire gli occhi a un paio di genitori che non ce l’avevano duro per niente: che la caduta dei …Bossi’s non inizia coi soldi in Tanzania ma con la tesina della maturità a Tradate. La rovina inizia quando il Trotapadre, invece di correre a ringraziare chi per 1500 euro-mese deve rintracciare cervelli in scatole craniche viziate, li denuncia al Tar. La rovina inizia quando quando farà accomodare simil talento accanto a un’igienista dentale: non per debellare il tartaro ma per legiferare in Lombardia.  E dunque non è stata manco una questione di pirla ma di prura plura prurlalismo.

(continua qua)

Ti amo

giovedì, aprile 5th, 2012

Bossi si è dimesso. Trota nei guai.

Trota all'amo

Burp

giovedì, novembre 10th, 2011

Per Bossi inizata l’elaborazione del rutto

Carava-nserraglio

martedì, novembre 8th, 2011

Il rendiconto passa con 308 voti.

CaroBossi

Caravaggio

nAnnarella

martedì, ottobre 25th, 2011

Caffè Giolitti, esterno giorno

Il leader della Lega Umberto Bossi

L'Umberto

prende un caffè al bar vicino alla Camera. Intanto arriva Annarella:
“Ahò quello ce vò fa lavorá fino a 67 anni?”.


E Bossi: “Eccola… ma come fai a sapere le cose che non so neanche io?”
Annarella:”Berlusconi s’è magnato pure i sampietrini”.
Bossi tace. Campo lungo, immagini sfumate. Ciak. Stop

Yawn

giovedì, ottobre 13th, 2011

Uno dei momenti topa ci topici della discussione di oggi alla Camera

Dallo sbaraglio allo sbadiglio

A questo mondo vi sono solo due tragedie: una è l’Umberto

lunedì, giugno 20th, 2011

Io mica l’ho capito che è successo ieri a Pontida. Però mi sa niente. E’ che ormai siamo drogati di attesa e di attese, da gente che minaccia, parla, straparla e urla illudendoci che, per ciò stesso, stia dicendo qualcosa. E quindi alla fine, parafrasando Fortebraccio, a un certo punto del raduno aspettavano il Carroccio invece si fermò un’auto blu, si aprì la portiera e non scese più nessuno: era l’Umberto.

Insomma oggi in tivvù a commentare il nessuno di ieri c’era invece qualcuno, che è la mia amica Chiara, che -al contrario del nessuno- sa parlare in italiano, fa un uso disinvolto del congiuntivo, legge buoni libri -pure perché ha un fratello con annessa libreria che glieli spaccia- ed è anche bella, pure se non ha mai abitato all’Olgettina. Non so perché Chiara sia andata a commentare nessuno, però la chiamano. E Chiara è pure molto educata. Fatto sta che a un certo punto lei dice una cosa: dice che quello lì, nessuno, non riesce più a dare -appunto- alcuna prospettiva, nessuna idea nuova, a questi del prato. E infatti, a pensarci: voleva tanto arrivare a Roma e ci è arrivato. Voleva tanto espugnarla e poi ci si è accasato, voleva prenderli tutti a calci in culo e invece lì ci ha piazzato il suo, col Bostik. E pure quello di suo figlio, che non bisogna mai essere egoisti.

E Chiara a un certo punto dice che, a volte, raggiungere una cosa tanto desiderata è quasi peggio che non raggiungerla mai.

Che come diceva Oscar Wilde, e stamattina pure Chiara, “A questo mondo vi sono solo due tragedie: una è non ottenere ciò che si vuole. L’altra è ottenerla. Questa seconda è la peggiore. La vera tragedia”.

Che giustappunto, in amore, quante volte siamo lì a sospirare qualcosa che non abbiamo? Poi capita persino che arrivi, ma noi che facciamo? Ci mettiamo a fare il “più uno”: e non mi dice mai che mi ama. E poi me lo dice però non sempre. E poi me lo dice più spesso però si vede che non è tanto convinto. E poi è convinto però non risponde subito all’essemmesse. E poi e poi maporcamiseria eccheè.

E’ che dovremmo essere così grate e grati a quei piccoli e grandi ostacoli che ci tengono un po’ a distanza dai sogni: quel non sentirsi dire la parola “amore” con la stessa frequenza dell’intercalare di un “cioè”, quel non vederlo così spesso, quel non sentirlo in continuazione, quel fatto che quel poveruomo non è mica il pesce pagliaccio con l’anemone, eh. Dovremmo esser grati a ciò che fa rimenere i sogni sempre un po’ sogni. E ce li avvicina ma non ce li fa afferrare.

Perchè spesso, quando li afferriamo, è tale l’entusiasmo che dopo poco ce li ritroviamo, sì, tra le mani. Ma stritolati.

Oddio che stavo a dì? E com’è che stavo a parlà di Bossi e so’ finita al pesce pagliaccio? Sarà mica colpa del Trota?

Truci a San Siro

giovedì, maggio 19th, 2011

Lo stato delle sciagure sevincerappisapia ad oggi:

Bossi: Pisapia è un matto che vuole Zingaropoli
Sacconi: Pisapia e De Magistris portano declino
Red Ronnie: Pisapia incentiva la droga
Letizia Moratti: Pisapia vuole droga libera e stanze del buco

Ora però, scusatemi:
1) Bossi dice che dice che Pisapia è matto è tipo Al Capone che dice a Berlusconi che è basso ed evasore fiscale 
2) idem Sacconi sul declino
3) il problema, è evidente, è Red Ronnie: Red, già che ci hai sto nome estremista abbinato a quel colore di capelli che Biscardi altro che Processo te sta già a fa’ proprio causa per direttissima per plagio, ma dico io ma che te sei bevuto al Roxy Bar?

E poi scusa, Letì, ma qua se c’è uno che la stanza del buco non è che la vuole, l’ha usata proprio mesi e mesi e scusa eh ma non si chiama proprio Pisapia bensì (omissis). E dai su.

Testimonial improbabili/Celoduro Bossi

mercoledì, maggio 4th, 2011

++ LIBIA: BOSSI, LEGA HA VINTO, CE L’HA SEMPRE DURO ++

ROMA – “La Lega ha vinto. Ce l’ha sempre duro”. Così il leader del Carroccio, Umberto Bossi, nel recarsi in Aula alla Camera per votare la mozione sulla Libia, risponde ai cronisti che gli chiedono se la Lega abbia vinto il braccio di ferro nella maggioranza. (ANSA).

Si è fumato pure il cervello

giovedì, marzo 31st, 2011

In una giornata che già di suo era stata indegna nonché vergognosa, accade che a un certo punto le agenzie battano anche questo titolo: CAMERA. BOSSI TRASGREDISCE E INFESTA IL TRANSATLANTICO COL SIGARO.

Non che lo sbruffone sia nuovo a queste performance ma, sapete come accade, no? Che uno tiene, tiene, tiene e alla fine, magari sull’ultima inezia, sbotta.

Ecco, io mo’ ve la trascrivo tutta, la notizia che così recita: “Un grosso sigaro toscano, tirato con una boccata forte e profonda prima di espirarlo. Umberto Bossi non si fa scrupoli e in mezzo al Transatlantico della Camera, nonostante il divieto, risponde ai giornalisti tenendo nella mano destra il suo sigaro acceso e fumante. Non è la prima volta. Tempo fa successe una cosa analoga a Palazzo Madama con il Senatur seduto in maniche di camicia, sfidando l’obbligo della giacca, insieme all’amico Giulio Tremonti vicino ad una finestra del Transatlantico. Anche in quella occasione il leader della Lega fumava un sigaro. I commessi dei vari Palazzi non sanno piú che fare”.

Come sarebbe che i commessi dei vari Palazzi non sanno più che fare? Eh? Quello che fareste se a fumare quel caspita di sigaro fosse chiunque: acchiapparlo per la collottola e sbatterlo fuori, questo dovete fare. E se oppone resistenza lo prendete a pedate, santocielo.

E però adesso qualcuno mi deve spiegare anche perché da oggi in poi se io mi fumo la mia cacchiarola di sigaretta in luoghi pubblici e pure al cesso, qualcuno dovrebbe sentirsi legittimato a farmi una multa.

Che, ve lo dico, io non fumo: ma da oggi mi imbottisco di scatole di sigari e me le spippetterò ovunque. O-VUN-QUE.