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Borneo to run

venerdì, settembre 21st, 2012

-Meripo’, belli i racconti, eh, però si capisce che stavolta non è stata come le altre

E’ che io prima apro i blogghe, poi ci scrivo sopra e infine mi stupisco se sono frequentati da gente che sa leggere. Pure tra le righe. Tutto ciò premesso, arrivati ai titoli di coda di sto grande Boh che è stato il Bohrneo, è ora di dire che si, stavolta il mio sguardo sul viaggio è stato pressappoco questo:

Il grande Bohrneo (Foto Chiara Paparelli)

al punto che quando sono arrivata a casa e ho scaricato le mie 145 foto per totali 21 giorni, a fronte delle 7.890 di Miss Nikon sempresialodata, mi sono accorta che sembravano fatte da Frank Morris aka Clint Eastwood mentre scappava da Alcatraz. Ce ne fosse una a fuoco, per dire. Tipo le mie idee e un po’ anche il mio cuore mentre ero lì.

E dunque potrei anche continuare a raccontarvi dei quattro giorni a Mabul Island e dei tre a Kuala Lumpur ma, credetemi, direi che dopo il Teorema del M’illudono d’immenso ci possiamo fermare. Non prima, almeno di avervi messi a parte delle dieci cose che ho imparato dal grande Bohrneo.

10) Ci sono VIMP, viaggi a immediato impatto, e ci sono quelli a LER, lento rilascio.

9) Ci sono viaggi, e momenti della vita, nei quali non bastano gli occhi  per vedere cose che non siamo pronti a vedere

otto – il numero otto ve lo devo scrivere a lettere perchè col numero sto coso non so perché mi mette la faccina che ride. dunque dicevo otto) Inutile in questi casi portarsi la macchinetta fotografica (anche perché se siete fortunati trovate Miss Nikon e Carmencita che lavoreranno al posto vostro. Per non dire di Maria Teresa, Chiara e il professor Pi)

7) ci sono invece momenti della vita nei quali sei certo di vedere cose che in realtà non esistono. La salvezza corre, di norma, nel saper distinguere un attimo prima della catastrofe il punto 9 dal punto 7.

6) Se non ci state a capì niente potete dunque capire come mi sono sentita io

5) I noodles sono ottimi ma, come tutte le cose della vita, a forza di trovarteli ogni momento tra i denti possono venire a noja presto. Dunque se, a occhio, vi rendete conto che eravate un amore ma state a diventà un noodle, defilatevi.

4) Le sanguisughe possono essere assai fastidiose. Ma se quando le incontri ti sembrano un raro esempio di correttezza istituzionale fatti una domanda e datti una risposta

3) E se anche quando incontri i tagliatori di teste tutto sommato ti sembrano un faro di civiltà è ora di cambiare Paese. No, non quello nel quale momentaneamente ti trovi: quello dal quale provieni

2) Hai avuto paura e ti sei sconcertato nella giungla, a casa dei dajacchi, in mezzo ai guadi di fiume e sotto il tiro di incazzosi orang utang. Non avevi ancora visto la festa di Trucidopoli, Toga party alla vaccinara . Che quelli almeno le teste dei maiali le seppelliscono nelle fondamenta delle case.

1) Il viaggio è quella distanza che separa ciò che ti poteva essere chiaro anche qui accanto dai diecimila chilometri che hai dovuto percorrere per rendertene conto.

Ed è per questo che vale sempre la pena percorrerli. E dunque Borneo to run.

Voi sarete qui

domenica, agosto 12th, 2012

A seguito di circostanziate richieste pervenute nella mail di questo blogghe -“A Meripo’ ma ndo caspita vai che non ho capito?”- informo che non l’ho capito bene manco io ma in linea di massima voi sarete qui:

12 agosto – Fiumicino (è di norma la parte più impegnativa)
13 agosto – Bangkok-Kuala Lumpur
14 agosto – Kuala Lumpur-Kuching
Semenggoh Wildlife centre “per il pasto degli UrangUtang” (io speriamo che il pasto non siamo noi)
15 agosto – Bako National Park. Poi si torna a Kuching
16 agosto – Kuching-Sibu e poi Kapit via mare infine via terra alla Ruman Badong Iban Longhouse (non vi fate illusioni su Longhouse)
17 agosto – “Giornata pescando con la Iban tribe e passeggiata nella giungla”. So’ i daiacchi, tagliatori di teste, per capirci. Per l’occasione ho evitato di fare la messa in piega prima della partenza.

18 agosto – Aritorniamo a Sibu e proseguiamo per il Similijau National Park. Pernottamento nell’ostello del parco
19 agosto – “Mattinata di relax sulla spiaggia e/0 camminata verso Turtle Bay (secondo voi come va a finire, la disfida delle opzioni, considerando che sta camminata è di 7 chilometri andà e 7 a tornà?). Nel pomeriggio trasferimento a Miri
20 agosto – In mattinata si spediscono i bagagli a Limbang. Il gruppo vola a Mulu National Park con uno zainetto , nel pomeriggio Deer and Lang’s Cave. Al tramonto ci appostiamo davanti alla bat-cave per vedere l’uscita dei pipistrelli
(a noi il figlio della Moratti ce fa un baffo, con la bat-casa)

21 agosto – Risaliamo in barca il Clearwater River, visitiamo le Wind e Clearwater Cave. Volendo si può fare il bagno nel fiume. Pic nic. In barca per Long Lutut
22 agosto – Trekking per salire ai Pinnacles. Per chi non è in grado c’è un agevole Kerangas Trail di due ore con arrivo su cascate.
23 agosto – Headhunters trail (12 chilometri) verso Terikan. Barca e arrivo alla città di Limbang
24 agosto – Barca veloce da Limbang a LABUAN (ecchime) poi verso Kota Kinabalu
25 agosto – ore 7 volo per SANDAKAN
26 agosto – In barca a Ox-bow lake, camminata nella giungla alla ricerca di scimmie e uccelli
27 agosto – In mattinata trasferimento via terra a Semporna
28 agosto – Trasferimento da Semporna a Mabul Island
29 agosto – Mabul Island
30 agosto – Mattina ancora al mare poi Semporna poi aeroporto di Tawau verso Kuala Lumpur
31 agosto e 1 settembre – Kuala Lumpur

(se.. capirai, pare vero)

La tigre della Malesia e il Leone di Tolstoj

venerdì, agosto 10th, 2012

Poco prima di separarmi dal mio primo marito, che ad oggi è anche l’unico ma faceva fico la frase, mi regalarono “Guerra e Pace“. Non so se fosse un suggerimento strategico-diplomatico. Consta, in ogni caso, di due discreti mattoni, di capolavoro sia chiaro, ma sempre mattoni sono. E dunque, siccome ci si avviava verso l’inverno, ricordo che dissi fra me e me (anche perché nel frattempo non c’era più nessuno accanto)
-Bene, mi terranno compagnia nelle solitarie serate invernali

Tre mesi dopo aprii questo blog (son circa due anni e una nticchia fa). Beh io, finora, non sono riuscita ad arrivare neanche a finire il riassunto della quarta di copertina.  

Così ieri stavo cercando il libro da portarmi in quota “letture da perla di Labuan” e m’è riscappato fuori, anziché la tigre della Malesia, il Leone de Tolstoj.

La presente dunque per dirvi che se ad oggi io non ho la più pallida idea di che caspita ci sia scritto là dentro, e dunque del capolavoro che mi sto perdendo, si sappia, è colpa vostra. Di serate solitarie non se n’è vista più manco una, da che son rimasta sola.

Ciò detto io allora vado. A Sandakan. E Labuan. E in Giro Batol. E mi porto dei libri. Ma non quello. Che, ne sono certa, mi terrà compagnia nelle solitarie serate invernali prossime.

Ci vediamo tipo ai primi di settembre, tigrotti.
Fate come foste a casa vostra, non innamoratevi d’agosto, spegnete le luci prima di andarvene la sera e date un po’ d’acqua alle piante.

Hasta la lista

giovedì, agosto 9th, 2012

Elenco degli oggetti ancora mancanti per lo zaino secondo la lista fornita dal professor Pi alla voce “Cosa portare” per fare la perla di Labuan:

-Sacchi spazzatura grandi e robusti (nell’escursione sui fiumi e durante alcuni trasferimenti sulle isole i bagagli potrebbero essere esposti all’acqua)
Io purtroppo sono ormai nella fase rassegnativa tale per cui a leggere sta cosa neanche mi sono agitata più di tanto e anzi mi son detta “Ambeh, almeno non ha scritto che i bagagli potrebbero essere esposti all’attacco degli squali”
-Guanti da lavoro (utili soprattutto nell’ascensione ai Pinnacles)
-Zanzariera (utile per il pernottamento in Longhouse al camp 5)
(Ora voi mi dovete dì, se uno scrive che si dorme nella Longhouse io già penso al Longhouse Resort Hilton, MINIMO, no a un posto in cui te devi portà pure la zanzariera e la carta igienica da casa)
-Carta igienica di riserva
(Anfatti, vedete? Ma di riserva de che? Ma io come devo fa’ con quest’uomo?)
-Coltellino svizzero e posate tipo campeggio
(Picchè, picchè, picchè io sono l’unica che se le dicono che dormirà in “alberghetti” e mangerà in “ristoranti” se deve portà pure le posate tipo campeggio?)

In questo agile “Indicazioni per il viaggio Borneo malese” a cura del professor Pi esiste poi un paragrafo “Sanguisughe”: io l’ho stampato ma non l’ho manco letto. ED è IL PARAGRAFO PIù LUNGO DI TUTTI. MEZZA PAGINA SCRITTA A CORPO 8 NEL SENSO SCRITTO PICCOLISSIMO.

Con la prima scimitarra che trovo all’aeroporto di Kuala Lumpur lo so io che ci faccio.

La pirla di Labuan

martedì, luglio 31st, 2012

DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIINNNNNNNNNNNN
-Meri?
-Professor Piiiiii che piacere, ci siamo quasi eh?
-Si ,cara, senti volevo ricordarti di mettere nello zaino anche un cappello
-Ma certo che l’ho messo, il cappellino di paglia con il velo da Marianna, tendenza Carole Andrè
-Ecco no, paglia non va bene perché ha i buchi, serve un cappello di cotone pesante
-Professor Pi ma il cotonaccio non va bene per perla di Labuan…
-Lo so Meri però va bene per le sanguisughe

SILENZIO

-Meri? Meriii???
-Ma non s’era detto che per le sanguisughe servivano le ghette e i pantaloni tenuti stretti coi calzini sopra?
-Si, quello per le sanguisughe che saltano da terra. Poi ci sono quelle che scendono dagli alberi

SILENZIO 2

-Meri?
-Io però così non ce la posso fare, eh. Già con le calze da sanguisuga lo capisci da te, prof, che io la perla la faccio col cavolo ma adesso pure con il cappellaccio l’unica cosa che posso fare è la pirla, la pirla di Labuan, accidentammè e a quando guardavo Kabir Bedi da piccola e accidentipurallui e alle calze elastiche e antisanguisughe, che possa portarle mo’ che è anziano e che anzi ci si arrotoli tutto come la mummia di Tutankane.

Gli Oliveronions

lunedì, luglio 30th, 2012

Oliveronions. Per l’utenza al di sotto dei 30 anni evocherà al massimo una salsa alla cipolla. Ma a noi questi ci hanno rovinato l’esistenza: Guido e Maurizio De Angelis. Gli Oliver Onions. Sandokan. Janez. Philippe Leroy. Una specie di Risiko della memoria e della carta d’identità.

Una generazione di adolescenti passata indenne da Zorro, Rin Tin Tin e La casa nella prateria si è infine arenata sulla riva della Malesia ma soprattutto ha ardentemente desiderato abbarbicarsi alla tunica di Kabir Bedi.

E la Carole Alt che è in noi ancora, invano, ovunque lo insegue. Sempre e solo sulle note di “My Sweet Lady Blue”.

(Scusate ma siccome è ora di prepararsi sto caspita di zaino per il Borneo malese, prima di occuparmi di reperire un cappello -che servirà fino all’incontro con i dajacchi poi ve lo potete pure riciclare- approfitto degli ultimi istanti di illusione romantica. Che ora che ci penso ma po’ esse che io poi parto romantica e mi ritrovo sempre alle prese con le cipolle? Ma com’è sto fatto?)

Sa’ ndo van

giovedì, luglio 5th, 2012

DRIIIIIIIINNNNNN

-Ciao Meri
-Professor Piii che piacere, come va?
-Intendi dire “dove” va?
-Ho paura di sapere la risposta
-Meri, vuoi fare la perla di Labuan?
-Ceeeerrrrtoooo.Eeeeee, mi scusimaaa che se deve fa’ per fare sta perla?
-Borneo. Borneo malese. Sandakan, Janez, Salgari, l’isola di Sipadan, le isole delle Tartarughe, Meri…
-Ohhhsssiiii professor Pi, stavolta proprio si
-Bene, allora ti mando il programma
-Grazie grazie, finalmente. Intanto prenoto
-Brava, ciao CLIC

Eh si stavolta proprio non gli si può dire nulla, eh. Io, Meri, la perla di Labuan.

DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN
-Pronto?
-Ciao cara, sono Meri senti ma lo sai che quest’estate farò la perla di Labuan? Io, Sandokan, il paradiso di Sipadan, le acque cristalline… hai presente “nasce il seme dalla pianta il grande albero adesso canta, sale e scende la marea che tutto copre e tutto crea, forte e tenero è l’amore e l’uomo sa cos’è l’amore?” ecco quello. Ohhhffinalmente
-Meriii??? Meri?
-Eh?
-No, bene eh, bene. Solo che guarda che il Borneo malese sarà pure questo maaaaa… hai cliccato su Google?
-No, io ho solo cliccato prenota
-Ah
-Perchè, cara? Non mi dire così: ma che non posso fa’ la perla manco a Labuan?
-Ma ceeeeerto che la puoi fare, ceeeerto. Anzi, si si mooooolto bello. Brava. Allora ci sentiamo CLIC

Io ve lo dico sin d’ora: le prime tre parole che mi so’ venute fuori cliccando Borneo malese non so’ né Sandokan e né Sipadan ma so’ giungla, sanguisughe e tagliatori di teste. Io lo sapevo. Lo sapevo porcamiseria che mi fregava anche stavolta in questo di dovecaspita di posto mi porta.

Ah ma stavolta mi faccio trovare con la scimitarra affilata. Altro che La Perla, je faccio proprio Sandokan.