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Noemi Cingoli. Quando la storia dà i brividi

giovedì, maggio 23rd, 2013

E’ successo che stamattina a Roma, al liceo artistico di Via di Ripetta, tutti i ragazzi della scuola si siano ritrovati nell’Aula Magna. Per ricordare un’ex compagna di scuola che non c’è più. Che non c’è più da 69 anni. Si chiamava Noemi. Noemi Cingoli. Noemi si innamora di Mario, Mario Segre. Tutti e due, nel 1939, sono costretti a firmare la dichiarazione di appartenenza alla razza ebraica. Nel 1941 si sposano. Nel 1942 nasce Marco e nel 1943 scampano al rastrellamento del Ghetto. Ma non scampano nel 1944 all’avidità di due ex compagni di Università di Noemi. Che li vendono alla Polizia Repubblicana per cinquemila lire. La mattina del 23 maggio 1944 il loro treno entra a Birkenau.

“Senza neanche il tempo di salutarsi, Mario raggiunge la fila di sinistra, Noemi e il piccolo Marco quella di destra. Non si rivedranno più”.

La loro storia è anche qui, sul sito del liceo. E stamattina c’erano tutti, nell’Aula Magna. A vedere le foto di Noemi, di Mario e di Marco. A sentire il racconto di Sami Modiano, Sami sopravvissuto ad Auschwitz, Sami che racconta la sua storia in un libro che si intitola “Per questo ho vissuto” e dice che “quella mattina mi ero svegliato come un bambino. La notte mi addormentai come un ebreo”.

Cinquemila lire. Nella tragedia di questa storia è da stamattina che ho in mente queste cinquemila lire. E i due ex compagni di Università che li hanno venduti come una pagnotta al mercato nero. Però dice mio padre che il tempo è galantuomo. E la storia, dice quell’altro, “non si ferma davvero davanti a un portone, la storia entra dentro le stanze”. E stamattina la storia è entrata dentro a un portone di scuola. E a un’aula. Un’aula lunga 69 anni. Piena di gente. “Perché è la gente che fa la storia e, quando si tratta di scegliere e di andare, te la ritrovi tutta con gli occhi aperti”.

Ed è per questo che la storia dà i brividi. Perchè nessuno la può fermare