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Abbiate Pietà

martedì, febbraio 18th, 2014

Giunto in semifinale fino allo sportello della biglietteria, alla fine domenica Monuments Men ha prevalso su Smetto quando voglio. Determinante si rivelava lo sprint finale del Professor Pi

-Meripo’, considera anche i protagonisti

che nella mia accezione erano Matt DamonBill MurrayJohn GoodmanJean Dujardin e George Clooney, nella sua Michelangelo, Degas, Raffaello, Renoir, Picasso e colleghi.

La storia, vera, è quella della più grande Caccia al tesoro messa in piedi in tempo di guerra, la seconda mondiale, per trovare e restituire le opere d’arte rubate dai nazisti prima che Hitler le distrugga. Tra le opere c’è uno dei capolavori di Michelangelo, la statua della Madonna di Bruges. Lo racconto oggi quttrocentocinquantesimo anniversario della morte di Michelangelo Buonarroti.

Una delle domande che il film ci fa mentre stiamo spaparanzati sulla poltrona è se valga la pena dare la vita, letteralmente, per l’arte. perché lì così accadde. Farsi sparare in petto per difendere una statua, un quadro, una tela, una scultura.

E forse è questo che dovremmo pensare ogniqualvolta l’arte la calpestiamo: non stiamo mandando alla malora solo la nostra storia, la testimonianza di chi siamo e da dove proveniamo. Stiamo rendendo inutile anche il sacrificio di chi per quel patrimonio ha dato o speso la vita.

Insomma mi veniva in mente, guardando tutto quel sangue in guerra, che aver cura dell’arte non è un vezzo da intellettuali o da nullafacenti ricchi di famiglia che possono permettersi il lusso di occuparsi del superfluo ancorché divino: è anche difendere quello che siamo e siamo stati. E difendere la memoria chi ci ha permesso di arrivare sin qui.

Se non vogliamo farlo per l’arte facciamolo per la Pietà. Pietà umana.

Via con l’Avvento/ I’d Like to Teach the World to Sing. Cioè la Cocadlin

lunedì, dicembre 10th, 2012

“Buon Natale un ca…” recita la scritta di lucine appese a un balcone. La foto sta vorticosamente girando su uno dei socialcosi in corrispondenza del vorticoso nostro girar di altro. E forse di tutto avremmo voglia in questo momento tranne che pensare a Natale.  Eppure Ramerrez ed io, entrambi provenienti per carta di identità da una serie di sommovimenti rivoluzionari di vario tipo,  ci siamo ormai convinti che una delle forme più avanzate di rivoluzione sia quella di star fermi. Star fermi nei propri pensieri e sentimenti, non permettendo a nessuno di sostituirceli con altri decisi altrove. E dunque, sia pure in ritardo sul calendarietto dell’Avvento, a questo incubo dell’eterno ritorno dell’uguale, a questo infinito Giorno della marmotta, rispondiamo proponendovi un risveglio diverso. Cambiamo musica. Cambiamola noi, che se aspettiamo che ce la cambino stiamo freschi, anzi congelati.

Il fatto è che molti di noi sono nati lievemente prima degli altri, e non c’erano computer e navigatori e cellulari e siccome non si potevano mandare i link di youtube l’unico modo per fare sentire una canzone ad una ragazza era registrarla sulla musicassetta e fargliela sentire nel mangianastri dell’automobile. E alcuni pensieri sono rimasti proprio lì.

Certo, erano anni duri, anche più di questi. Però si pensava di potere cambiare il mondo e di cambiarlo in meglio. Sapendolo bene una famosa agenzia pubblicitaria decise di prendere un bel gruppo di ragazzi di tutti i colori e li mise a cantare con una candela in mano su di una collina vicino a Roma facendogli dire che volevano comprare una casa al mondo e arredarla con l’amore; che volevano insegnargli a cantare tutti insieme per vedere per una volta tutte le persone tenersi per mano. E alla fine pure se volevano che si bevesse proprio una certa bibita, il tutto non ci lasciava indifferenti perché erano le stesse cose che avremmo voluto cantare tutti noi.

Ecco, sono passati tanti anni, ma quella canzone è ancora molto bella e a quelli che sono diversamente giovani ancora fa venire un tuffo al cuore.

Perché il Natale è bello quando è fatto dell’avvento musicale su questo blog, di mail, di sms di auguri e di canzoni in mp3. Ma nel mondo dove tutte queste cose si incrociano come lampi di luce ci vuole la pace.

Perché senza la pace che Natale è?

Ramerrez

I’d like to build the world a home
And furnish it with love
Grow apple trees and honey bees
And snow white turtle doves

I’d like to teach the world to sing
In perfect harmony
I’d like to buy the word a Coke
And keep it company

I’d like to see the world for once
All standing hand in hand
And hear them echo through the hills
For peace throughout the land