Posts Tagged ‘Beppe Grillo’

Ingrati

martedì, maggio 28th, 2013

E’ così: è così dopo tutti i rifiuti che si rispettino. Ingrati. Ingrati è il re degli alibi. Ingrati è il corollario del “dopo tutto quello che ho fatto per te”. Salvo poi rendersi conto che infatti “chi te l’aveva chiesto”. Vale dagli scontrini ai matrimoni.

Ingrata-a ingrato-o è il nuovo “se mi respingi non mi meriti”.

Ingrata-a ingrato-o ingrati-i è l’impossibilità di abbassare un po’ la cresta e la testa e guardarsi dentro. Ingrati guarda solo fuori. Siamo al grande classico: “gli elettori non ci capiscono? Cambiamo gli elettori”. Sindrome dalla quale nessuno, a quanto pare, è immune. Né il nuovo né il vecchio né il così così.

Ingrata-a ingrato-o ingrati-i è la restituzione del 50%, si, ma di responsabilità. Che ci si sgola, finché si parla degli altri, a pontificare che “comunque quando una cosa a due non funziona le responsabilità sono al 50%”. Salvo poi, quando i conti si fanno in casa, bellamente addebitare pure il nostro all’altro 50

Ma in natura ne esiste anche una vera, di ingratitudine. Quella extra-alibi. Maria Rita Parsi la chiama la “sindrome rancorosa del beneficato”. E’ “quel sordo, ingiustificato rancore (il più delle volte covato inconsapevolmente; altre volte, invece, cosciente) che coglie come una autentica malattia chi ha ricevuto un beneficio, poiché tale condizione lo pone in evidente “debito di riconoscenza” nei confronti del suo benefattore. Un beneficio che egli “dovrebbe” spontaneamente riconoscere ma che non riesce, fino in fondo, ad accettare di aver ricevuto. Al punto di arrivare, perfino, a dimenticarlo o a negarlo o a sminuirlo o, addirittura, a trasformarlo in un peso dal quale liberarsi e a trasformare il benefattore stesso in una persona da dimenticare se non, addirittura, da penalizzare e calunniare”.

Il punto è che, in amore come altrove, il 100 per cento della popolazione è convinta di essere un benefattore. Un popolo di benefattori senza manco un beneficato. Ingrati.

La rivoluzione del salutismo

lunedì, marzo 18th, 2013

Diceva mia nonna che, in qualsiasi circostanza, sono due i momenti fondamentali ai quali fare attenzione: come entri e come esci. Dal lavoro, dalle amicizie, dagli amori, dalla vita, dalla porta, tutto ruota attorno al primo e all’ultimo atto. E dunque, fatte salve le considerazioni sulla gestione delle prime performance parlamentari, ho trovato quantomeno insolito che il cambiamento del mondo nella visione cinquestellata, potesse scaturire da  atti di questa pregnanza:

“Ieri sera un gruppo di noi si stava dirigendo verso l’uscita dell’aula, ci ferma la Bindi e ci dice: “Ma presentiamoci, così cominciamo a conoscerci!!!”. Io ho tirato dritto e me ne sono andata… ma ti pare che ti do la mano e ti dico pure “piacere”??? No guarda, forse non hai capito: NON E’ UN PIACERE!!!”.

Certo, ci sono stati tempi nei quali le rivoluzioni iniziavano con una cannonata e dunque tutto sommato queste tre righe di status Facebook almeno risparmiano le munizioni: ma sono ugualmente violente e rumorose. Le dobbiamo alla neodeputata M5S Gessica Rostellato che, dopo aver preso visione della rivoluzione quell’altra –contro di lei– suscitata dal proclama anti-salutista, così si è giustificata:

“Chiedo scusa a tutti coloro che si sono sentiti offesi dalla mia dichiarazione. Io non intendevo essere maleducata. Purtroppo non riesco ad essere falsa e se una persona fa finta di avere piacere di conoscerti e ti fa sorrisi falsi, scusate ma non ce la faccio…. so che il mio ruolo mi chiederà di farlo, probabilmente mi dovrò abituare! Scusate ancora”.

Dunque siamo nel campo del “non sono ipocrita, se non mi piaci non ti saluto”, tipico dell’età adolescenziale che spesso si prolunga per tutta la vita.

Stupisce che, giusto ventiquattro e quarantott’ore prima, avevamo invece salutato l’altra rivoluzione, quella di Papa Francesco, che si è annunciata giustappunto a suon di saluti: perchè le prime e seconde e terze parole del nuovo Papa che più hanno sorpreso sono state proprio “Buonasera. Buongiorno. Buon pranzo”. La rivoluzione di una ritrovata gentilezza.

Perché, questo prima o poi tocca trovà il coraggio di dirlo pure ai neo rappresentanti cinquestellati, salutare o non farlo non è più o meno rivoluzionario: è solo buona educazione. E di norma la si apprende nei primi cinque anni di vita. Temo dunque che i proclami di cambiamento del mondo debbano subire un momentaneo slittamento e lasciare il posto alla fase educativa “basic”:

-Gessica, saluta la signora.

Ho visto cose

domenica, novembre 25th, 2012

Scusate l’assenza ma poi appena posso vi dico meglio. Intanto oggi siamo qui. Con questo. Che si intitola “Ho visto cose”. E oltre tutte quelle che troverete cìè che ho visto pure il turista dalla Nuova Zelanda togliersi il cappello quando, stamattina a Piazza Santa Maria ai Monti, fotografava esterrefatto più i votanti alle primarie al gazebo che la chiesa e allora mi  ha chiesto
Ma Uozzappened tudei?
E io gli ho detto
-Tudei noi votiamo
-Ma per strada?
-Si, anche per strada
E poi ho visto Grillo rosicare… E centomila volontari che si sono alzati alle sei e faranno notte e questi manco Blade Runner l’ha visti mai.
Buona democrazia a tutti

I love and I am loved

lunedì, luglio 2nd, 2012

Siccome abbiamo trovato persino la particella di Dio ma fatichiamo a trovare un po’ di rispetto per l’amore di una parte dell’umanità, se divergente dal nostro, c’è che un molto popolare giornalista della Cnn che risponde al nome di Anderson Cooper ha annunciato di essere gay. Via mail. A un altro molto popolar blogger che si chiama Andrew Sullivan. Insomma tipo come se Vespa scrivesse una mail a Grillo.

La lettera-mail è qui. Ed è molto, molto bella.

La frase riportata dal Post è:
“Il fatto è che sono gay, lo sono sempre stato e sempre lo sarò, e non potrei esserne più felice, orgoglioso e a mio agio”.

Quella che invece ha colpito e affondato me sta alla fine ed è: “I love, and I am loved”.
Amo e sono amato.


E siccome i miei riferimenti cultural-musicali sono quelli che sono mi è venuto in mente Ron-Shakespeare “Vorrei incontrarti fra cent’anni”.

Ecco , io vorrei fare un po’ prima. A incontrare un po’ di rispetto per l’amore. Di qualsiasi tipo sia.