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God save the fimm

domenica, novembre 10th, 2013

Dopo l’indimenticabile performance della mia partecipazione al matrimonio di William e Kate d’Inghilterra desidero informare l’utenza che ho partecipato anche al Battesimo del royal baby, il principe George Alexander Louise. Attesi i convenzionali festeggiamenti con l’Arcivescovo di Canterbury, zia Pippa, zio Harry, la Duchessa di Cornovaglia e all the Cuccuzzarou, la festa post Battesimo si spostava da Clarence House a Little Pen House, ove la nostra precious amica Mariapà, dopo aver cucinato per due giorni saccheggiando tutte le riserve di burro della Contea di Suffolk, allestiva un reale Royal Tea Party per dodici convenute delle quali mi pregio di aver fatto parte.

I locali della Little Pen House venivano allestiti all’uopo con l’issamento di un inglese vessillo nella sala da pranzo recante i volti di William e Kate, posto che sul portone d’ingresso era stata apposta una corona d’oro e meno male che già stavo scampanellando alla vicina. Il desco veniva apparecchiato da far invidia a Stevens, il maggiordomo Anthony Hopkins di “Quel che resta del giorno”, per l’occasione si sdoganavano servizi di porcellane, posaterie, teiera originale con il volto di Our Gracious Queen Elizabeth che manco al casato di Windsor.

Royal table - Foto Eli Barrè

Mariapà ci informava che tutto ciò che sarebbe affluito on the table di commestibile avrebbe avuto forma rotondeggiante in quanto la Regina non mangia mai roba con spigoli. Chiunque si sarebbe accontentata della spiegazione e sarebbe passata all’assalto mangereccio. Chiunque tranne le mie commensali, eravamo dodici come gli apostoli, le quali inziavano una pippa (minuscolo) complottarda su perchélareginanonmangiacongliangoli. Non essendo pervenute a nessuna conclusione ci gettavamo comunque sulle circolari prelibatezze.

E alle diciotto in punto on the table iniziavano ad atterrare (mi scuso sin d’ora, Pennè fammi avere l’errata corrige):

Biscotti hand made al cheddar, pepe e semi di papavero
Torta allo Stilton non quello di Gerolamo (anziché gli avanzi di quella del matrimonio di William e Kate, dunque vecchia di 30 mesi, che si son dovuti ingurgitare da Carlo e Camilla)
Scones in quantità piramidali
Tramezzini al cetriolo
Lemon curd, marmellata, burro salato
Gelato con zucchero caramellato salato

Il tutto innaffiato da tazze di profumato tè fumante proveniente dall’ultima incursione di Mariapà dalla perfida Albione. Ogni invitata aveva naturalmente un dress code adatto alla circostanza ma mi piace qui sottolineare la classe della padrona di casa con una composizione tipo piumaggio azzurro reale, la rosa aulentissima che faceva bella mostra di sé fra i biondi boccoli di Chiaretta nostra e la cuffia da doccia di Buckingham Palace che la sottoscritta -sprovvista di piumaggio o roseti- rimediava nel real bagno di Mariapà:

Buckingham Pop - Foto Eli Barrè

Non vi sto neanche a dire del fiume di italian chiacchiere e risate oltre che di english tea, che inondava la serata. Fatto sta che a un certo punto, guardando questa good company, mi veniva proprio di alzarmi in piedi e cantare l’inno inglese.

Si diceva pochi giorni fa che, mentre aspettiamo l’uomo giusto che notoriamente non esiste, è bene iniziare a rendersi conto che la parte più bella, se hai delle amiche coi cointrocavoli -against cabbages-, è proprio l’attesa. Teoria che mi sento di confermare anche davanti alla Crown Court.

E dunque Inno sia: God save the fimm. Le fimmine che, aspettando, godono. E quelle che ormai l’hanno capita, saltano i preliminari e godono direttamente senza manco più aspettare.

Buckingham House

mercoledì, ottobre 23rd, 2013

Oggi Battesimo del royal George.

Mi è allora gradito ricordare di quando, per il matrimonio dei reali genitori, su Zuckercoso si organizzò con Roberta e Grazia la direttastriming dal titolo “Anche tu invitato al royal wedding”.

Ero in cerca di casa e un giorno chiamò l’agenzia.

-DRIIIIIIINNN -Signora Meripo’ scusi per lei andrebbe bene vedere l’appartamento venerdì alle 15?

-No, guardi, mi scusi ma io venerdì alle 15 ho il matrimonio di William e Kate.

Silenzio. Poi lui

-Signò, joo dico subito: la casa non è un granché