Posts Tagged ‘Bataclan’

Valeria Solesin, sorella d’Italia

lunedì, novembre 13th, 2017

“Rimasi lì, finché una testa di cuoio mi disse È finita”. È forse questo -nel racconto del suo fidanzato Andrea- l’ultimo fotogramma della vita di Valeria Solesin, l’ultimo per lei e il primo per noi, che abbiamo iniziato a conoscerla quando la sua vita è finita, la sera del 13 novembre di due anni fa, al Bataclan di Parigi.

Valeria Solesin, 28 anni, ricercatrice italiana. Valeria nata a Venezia ma giá cittadina d’Europa, licenza liceale a Venezia, laurea a Trento poi trasferitasi a Parigi per un dottorato in demografia alla Sorbona.

Valeria che non è una eroina ma una ragazza normale, maturità con 88, figlia del tempo della precarietà, una che -la racconta la mamma ad Aldo Cazzullo – non voleva pesare sulla famiglia e che vince un concorso di dottorato alla Sapienza ma non la borsa di studio riservata ai primi due e lei arriva terza “le erano passati davanti due ricercatori più anziani, legati ai loro professori. Ma nessuna lamentela per carità. Valeria rideva della retorica sulle vittime del sistema. Ci diceva sorridendo ‘Non sono ancora un cervello e sono già in fuga’”. Tesi di dottorato sulla scelta delle donne se avere o no un secondo figlio.

Valeria volontaria di Emergency, Valeria a raccogliere sul campo testimonianze per le sue ricerche, Valeria che tutta l’Italia ha pianto e ancora piange come una sorella. Mi sono chiesta spesso perché l’abbiamo sentita e la sentiamo così nostra. Me lo sono chiesto qua do sono andata a Venezia con Lorenza e, uscite dalla stazione, abbiamo attraversato un ponte e su quel ponte c’è una targa perché quello è il ponte. Valeria Solesin. E io sono tornata indietro e mi sono messa sotto a quella targa e mi è preso un nodo in gola e no, non era la menopausa. E lì ho capito che cosa, forse, succedeva: che in Valeria Solesin ciascuno di noi può ritrovare non solo un pezzo italiano di una tragedia mondiale -che a Parigi quella notte sono state uccise persone di 19 Paesi diversi- ma un pezzo di sé.

Valeria, il volto di un sogno interrotto. Che era anche il nostro. Noi, intanto, continuiamo a camminare sul ponte che porta il suo nome.

Valeria Solesin ponte

Un ponte che collega l’Università alla stazione, certo, ma che colleghi soprattutto al dialogo fra diversi e che porti tutte le ragazze e i ragazzi che lo percorrono a realizzarli davvero, i loro sogni.

Valeria Solesin