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Caro amore, ecco perché ti lascio andare

mercoledì, aprile 13th, 2016

Caro amore,

Ho fatto tutto per TE
perché è quello che fai
quando qualcuno ti fa sentire vivo
come tu mi hai fatto sentire.

Un amore così profondo che ti ho dato tutto
dalla mia mente al mio corpo
dal mio spirito alla mia anima.

Ma non posso amarti più con la stessa ossessione.
Questa stagione è tutto quello che mi resta.

Il mio cuore può sopportare la battaglia
la mia mente può gestire la fatica
ma il mio corpo sa che è ora di dire addio.

E va bene.
Sono pronto a lasciarti andare.
E voglio che tu lo sappia.

Ci siamo dati entrambi tutto quello che avevamo.
E sappiamo entrambi, indipendentemente da cosa farò,
che rimarrò per sempre quel bambino
con i calzini arrotolati
bidone della spazzatura nell’angolo
5 secondi da giocare.
Palla tra le mie mani.
5… 4… 3… 2… 1…
Ti amerò per sempre,
Kobe

Signori, l’addio di Kobe Bryant al basket. Stanotte. E no, non sta parlando solo al pallone.

(l’integrale della lettera è qui)

L’uomo che imparò a volare

martedì, febbraio 17th, 2015

Per quegli inspiegabili meccanismi di emulazione accadde che, dall’alto del mio metro e mezzo abbondante, nella mia vita precedente mi appassionassi al basket. E mi ci appassionai quando il motivo per cui decisi di commutare lo stato civile da nubile a sposata mi fece conoscere Michael Jordan. Nel senso tramite la tv. Michael Jordan -che oggi compie 52 anni- è l’unico uomo che io abbia visto volare. Nel senso senza deltaplani e altri ausilii che non fossero la spinta e la potenza delle proprie gambe. Volare con una palla in mano.

Per quel che ce ne racconta oggi Wikipedia questo santantonio di figaccione che lèvati, cioè  “il giovane Michael”, ” frequenta la Emsley A. Laney High School, ma è un ragazzo molto timido; segue addirittura un corso di economia domestica, per paura di non riuscire a trovare una donna da sposare una volta cresciuto. Di conseguenza, impegna tutte le sue energie nello sport”.

Dunque eccone un altro, come tipo Zuckerberg:

lezione numero 1) spesso c’è un casino amoroso all’origine delle fortune. Se ne tenga conto

E una volta, parlando di Phil Jackson, disse:  “È l’unico che sia riuscito a tirare fuori sempre il meglio di me, l’uomo che mi ha fatto diventare un vincente. Fra me e lui era una continua sfida a livello mentale. Mi ha spesso messo in difficoltà nello spogliatoio con i compagni, ma lo faceva per fortificarmi. Non mi sorprende che continui ad avere successo a Los Angeles: è un mago nel mischiare la personalità dei giocatori. Perché -ed eccoci alla lezione numero 2- con il talento e basta non si vince”.

Ma la lezione più importante che ho imparato da Michael Jordan è la lezione numero 3:

“Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”.

Buon compleanno

Los Suns y Los Sbavaglios

mercoledì, maggio 26th, 2010

Lo so che magari voi del basket non ve ne impipate per nulla però questa non è una storia di basket ma una storia di civiltà e secondo me è una di quelle “tacco 12”, storie che ci aiutano ad alzarci, elevarci, soprassaltarci soprattutto rialzarci.
L’avevo letta qui giorni fa. Ve la ripropongo oggi che Nomfup ci regala il seguito.

Dunque sti giocatori di Phoenix, I Phoenix Suns, dei figaccioni mai visti, anzi Meri Pop li vide un matrimonio fa nell’America West Arena (che oggi manco si chiama più così), dicevo sti Phoenix Suns si sono straniti per bene quando il loro Governatore dell’Arizona ha firmato la legge sull’immigrazione che introduceva il reato di clandestinità. Vi ricorda qualcosa di familiare?

Dunque dicevo i figaccioni si sono straniti e che hanno fatto? Hanno giocato la gara 2 dei playoff Nba (cioè stiamo dicendo una cosa tipo la partita dei Mondiali, a Cempionlì, la semifinale di campionatodicalcio no pizzeffichi) nella ricorrenza del Cinco de mayo, cambiando la divisa e indossandone una con su scritto “Los Suns” in segno di solidarietà con i “latinos” dell’Arizona.

Ecco, no, pensavo: ma ce li vedete Materazzi o Balotelli con la maglia “A.S. Sbavaglios“?

P.S. Se per caso sabato siete a Bologna si va tutti allo Sbavaglio