Posts Tagged ‘Barack Obama’

Michelle ma belle

martedì, luglio 26th, 2016

In occasione del memorabile discorso di lei

Michelle Obama speech

e dell’amoroso tuitto di lui

Obama Tweet michelle

si racconta di quella volta che gli Obama, in un ristorante di New York, incontrarono il primo fidanzato di Michelle nonché proprietario del ristorante.

Fu allora che Obama, scherzando con la moglie le disse:

-Vedi cara, se avessi sposato lui, a quest’ora saresti proprietaria di un ristorante…

-Ti sbagli caro -rispose Michelle- se io avessi sposato lui, a quest’ora lui sarebbe il Presidente degli Stati Uniti d’ America

Ovunque proteggi

mercoledì, settembre 25th, 2013

Io non lo so se veramente l’avvento di Mister Rohani sia il segnale di un cambiamento, anche di un inizio di cambiamento, di un’apertura, fosse pure uno spiffero.

E’ che mentre lo guardo parlare dal palco delle Nazioni Unite non so perché ma non riesco a pensare ad altro che a un manifesto appeso in un chiostro ad Abanyeh, Islamic Republic of Iran, nel velato viaggio con il quale vi ho già ampiamente sbomballato. E’ che aveva richiamato la mia attenzione in quanto veicolato da un ombrello, oggetto principe del mio conflitto di interesse:

"Proteggiti da sguardi indiscreti" - Foto Professor Pi

La scritta in farsi, tradottami dal nostro Iraj Shai Architect, recitava: “Proteggiti da sguardi indiscreti” ed era un invito per le donne a rispettare la legge islamica che obbliga a coprirsi il capo e a non mostrare né forme né parti del corpo. Ma non pubblicizzato come un’imposizione di legge piuttosto come qualcosa che mi veniva consigliato nel mio stesso interesse: proteggiti. Quale parola è più avvolgente di “protezione”? E quale verbo è più paterno e materno o genitore1 o genitore2 di proteggere?

Beh ecco io ho pensato che uno dei segnali del cambiamento che mi aspetto, in quello splendido Paese che oggi è guidato da Mister Rohani, senza nulla togliere alle trattative sul nucleare sia chiaro eh, sarà anche il momento nel quale le donne avranno la libertà di proteggersi o farsi proteggere come ritengono. Ovunque. Non solo dentro la chiusura ermetica di un velo.

L’occasione mi è molto gradita per dedicare loro un po’ di pioggia di parole e note senza ombrello, quelle di Vinicio Capossela:

Inforchèttabol

giovedì, giugno 13th, 2013

Nella generale crisi di sistema che ci attraversa ieri sera si è aperto un varco. Gastricoemotivo. E anche di accesso al centro storico. E cardiaco. La convocazione è arrivata qualche sera fa con un dispaccio mail secretato che contemporaneamente veniva dunque letto nella Sala Ovale di Barack, che a noi Prism ce spiccia casa.

-Meripo’, cena di femminazze da Ippazia. Astenersi astemie
La specifica secretata era che, tra le femminazze, ci sarebbe stata anche alta, molto alta, carica dello Stato ma solo in qualità di femminazza (si, ve vojo proprio vedè a -tipo- trovarvi, per dire, Michelle sul divano desiderosa solo di parlà di tacco12 e di (omissis)).

Vabbè, dunque Ippazia, al solito, aveva allestito il tinello delle grandi occasioni, comprensivo di candele profumate e sottofondo di Natalie Cole iz incredibol mentre già arrivava il Prosecco con datteri ripieni di caprino.

Le otto convenute spaparanzate in evri uei esaurivano le formalità a incrocio di presentazioni degli incroci non ancora conosciuti. L’occhio della qui presente, la cui palpebra già provata dall’assenza di blefaroplastica si appesantiva vieppiù dopo il Prosecco scolato d’un fiato, cadeva sui piedi delle astanti: tutte belle altibus calzantibus ma belle pure, darling iz incredibol, le due con simil pianelle (gli aborritori delle ballerine sappiano che esiste un piano B chiamato loafer).

Era sulle prime pagelle che si stavano assegnando al sesso a noi avverso che Ippazia, pietosa, interrompeva la seduta per farci atterrare sui
-Sedanini al finocchietto selvatico raccolto a Capo Peloro dalla signora Vizzini, con pomodori Pachino secchi e ricotta di pecora

Il Lagrein scorrendo a fiumi sul Capo Peloro e sui tavoli nostri veniva quindi sostituito dal Rosso di Montepulciano all’ingresso dello
-Sformato di carne ripieno di melanzane in agrodolce, peperoni ripieni di frutta secca e tortino di patate e zucchine alla menta.

L’analisi della generale crisi di sistema sentimentale che ci attanaglia trovava improvvisamente dei varchi di luce gastroalcolica. Due bis e tre brindisi dopo si conveniva che anche la grande tragedia dell’homo insapiens così come quella dell’homo che scappa, era tutto sommato arginabile proprio nel perimetro del sottostante piatto.

Era al momento del tiramisuà alla fragola e limoncello che veniva affogata in una definitiva bottiglia di Marsala anche l’emergenza della cornificazione globale, cui ognuna aveva avuto modo di offrire testimonianze anforghettabol too. E dunque, a mezzanotte e passa, si conveniva all’unanimità che laddove a volte neanche può il lettino dell’analista, potrebbe utilmente riuscire il tinello della sorella.

Molto ottimiste nei confronti della vita e financo del giro vita, le otto convenute si riavviavano traballanti sui so posh tacchi12 ivicompresa laltacarica sulle pianelle.

E dunque questo in sostanza volevo dirvi: non esiste sentimental dramma anforghettabol che non possa essere rimosso con un’opportuna serata inforchettabol.

Donne

venerdì, maggio 3rd, 2013

Si racconta di quella volta che gli Obama, in un ristorante di New York, incontrarono il primo fidanzato di Michelle nonché proprietario del ristorante.

Fu allora che Obama, scherzando con la moglie le disse:

-Vedi cara, se avessi sposato lui, a quest’ora saresti proprietaria di un ristorante…

-Ti sbagli caro -rispose Michelle con altrettanta ilarità- se io avessi sposato lui, a quest’ora lui sarebbe il Presidente degli Stati Uniti d’ America

Capitol Hill e Capita a Chìst

lunedì, gennaio 21st, 2013

E’ stato mentre risuonavano avvolgenti e maestose le note di “Glory Glory Alleluiah” da Capitol Hill, Washington DC, che invece da zona Mondragone ci raggiungevano frammentarie e approssimative note e dispacci in merito a una fuga di elettorali faldoni.

E nei domestici tinelli si accavallavano sugli schermi stridenti flash di agenzia che oscillavano dalla solennità dell””Oggi continuiamo un viaggio che non avrá mai fine” (e questo era Obama) a “Cosentino fuori liste Pdl e scompaiono elenchi candidati”. (prosegue qui)

A proposito di Paolo. E di Martin e di Barack

lunedì, gennaio 21st, 2013

Il presente post parla di cose alcune delle quali essendo successe parecchio fa è bene che siate avvertiti. Qualsiasi riferimento sconnesso a fatti o persone reali è dunque puramente possibile. Siate clementi.

Dunque il mio amico Tommy l’altro ieri mi ha invitata a un unnnnn.. un… tipo meeting, incontro, raduno, non so una cosa in cui si parlava dell’Internèt. La rete. Pieno di giovani. Come lui. E’ che io Tommy l’ho conosciuto da pochi mesi ma ogni volta che lo incontro mi viene in mente il suo papà. Che non c’è più. E che avevo conosciuto parecchio tempo fa. Il papà di Tommy era un giornalista della Rai e scrittore che non se la tirava pur avendone motivi a bizzeffe. Si chiamava Paolo. Paolo Giuntella. E’ che io Paolo l’ho conosciuto così, che un giorno ero stata appena assunta nel mio primo quotidiano quando il mio capo disse:

-Meripo’ (non ero ancora Meripo’ ma semplifichiamo), telefona un po’ a Paolo Giuntella e chiedigli se ci scrive qualcosa su non me lo ricordo. Cioè voglio dirvi che io non me lo ricordo cosa dovevo chiedergli. Perché con Paolo poi non ci ho parlato.
Telefonai a casa (non c’erano i telefonini, ma la luce elettrica si), aspettai tre squilli poi lui rispose:
-Pronto? Ciao
Io lì iniziai a dare subito le referenze ansiogene della neofita
-Salve, mi chiamo Meripo’ e la chiamo per chiederle un articolo per….
Ma fu a quel punto che lui mi interruppe e disse
-Martin Luther King aveva un sogno
No, non era svalvolato lui: ero io che stavo parlando con una segreteria telefonica
La quale -con in sottofondo “Imagine” di John Lennon ma anche qua chissà se mi ricordo proprio bene- così continuava
-E questo sogno era “che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo”
Poi continuava, mi pare, dicendo che a quel sogno Martin Luther King aveva dedicato la vita e in quel sogno aveva creduto accompagnandolo con una passione creativa che aveva contagiato mezzo mondo.

Beh vi lascio solo immaginare la scena della sottoscritta a bocca aperta con una cornetta attaccata all’orecchio che, all’ansioso capo che chiedeva “Allora ce lo scrive?” poteva solo rispondere
-“SSShhhh che sto a ascoltà Martin Luther King”.

Una radiosa carriera stroncata sul nascere.

Ma io quella segreteria telefonica non l’ho scordata mai. Che poi Paolo l’ho effettivamente visto e incontrato, dopo, ma tutta sta storia era un po’ lunga da spiegare nelle presentazioni.
Questo per dire che ogni volta che incontro Tommy a me parte nella testa quella segreteria. Perché, lo dico, quella segreteria telefonica mi prese alla sprovvista. E mi convinse che si, forse pure io potevo avere un sogno o partecipare a quello di un altro. E che la politica a questo serviva: a realizzarli. Poi s’è visto cosa se ne è fatto della politica e dei sogni e delle segreterie telefoniche. Che oggi ci sta Lady Gaga, per dire. Però io un po’ ancora ci credo. Perché ci sono persone, poche eh, poche, che mi aiutano a crederci. Un po’. Abbastanza, comunque. E uno di questi, vedi mo’ come va la vita, mi sa che potrebbe esser pure Tommy. Il figlio di Paolo.

E ci penso oggi che Obama giura.

Insomma guardo Obama e penso a Martin. E a Paolo. E pure a Tommy. E lo so, ve l’avevo detto: dovete aver pazienza.

Yes, ai chen

mercoledì, giugno 6th, 2012

L’sms che ti cambia la vita me l’ha spedito di buonora il mio amico democratico sì, ma del Salario (maiuscolo).
-Meripo’, leggi Rep a pag. 19 dall’inviato a New York

E dunque precipitatami in loco ivi vi leggo che “Barack Obama ha finalmente trovato la parola d’ordine per frenare l’ascesa nei sondaggi di Mitt Romney: “Supercalifragili” – con tutto quel che segue. Sì, l’inno di Mary Poppins è l’ultima sorpresa della campagna elettorale più aperta degli ultimi vent’anni”.

Ora è evidente che io a Obama ho già mandato, nell’ordine, er linko del blogghe. E soprattutto l’Iban.

Obama BarPop

E daje. Vabbè, riscaldateve l’ugola democratica:

Meri Pop cheeffettotifaavervintolacorsa? diventarericcaeffamosa? vedertifotografataperigiornali? eppergiuntaesserecosìbbellasepossodirlo?????