Posts Tagged ‘Audrey Hepburn’

Sei e settantacinque tassa federale compresa

Sunday, January 20th, 2013

E’ l’unica della quale abbia invidiato più o meno tutto ma una cosa per volta, ogni quinquennio circa: la magrezza filiforme, le braccia lunghissime, la frangetta cortissima, il cappello nero a falde larghe, Humphrey Bogart, l’incedere elegante anche con un asciugamano in testa, il gatto Gatto, Tiffany, l’Unicef, persino il sito. Di Audrey Hepburn è probabile che non ci sia più nulla che non sia stato già scritto, fotografato, riprodotto, stampato, gadgettato. Non credo lei ne sarebbe entusiasta ma così è andata. Cose che succedono alle immortali. Anche dopo vent’anni che siamo senza.

A lei dobbiamo la via d’uscita dalla frustrazione di impegni e di anelli che non arrivavano mai perché, si sa, i brillanti prima dei quaranta fanno cafona. E ha funzionato anche dopo i quarantuno. A lei dobbiamo anche lacrimevoli serate a consumare Dvd di “Colazione da Tiffany” che, a una prima sommaria indagine, è tra tutti i suoi film il più looppato nella fascia di età femminile 9-79 (mia nipote mia madre, per capirci). Ed è a Holly Golightly che, in tempi di crisi, possiamo guardare con fiducia e senza paura: l’unica in grado di passare alla storia per aver trovato da Tiffany un regalo da sei dollari e settantacinque tassa federale compresa.

E, dunque, qual è la lezione primaria che vent’anni dopo vale più di prima? State in guardia dai formanumero telefonici: puntate piuttosto sui pacchetti di noccioline.

E’ previsto l’abito oscuro

Wednesday, January 18th, 2012

Oscuramento è una parola che non mi piace. Anche usata a fin di bene.
Sopa e Pipa chevvelodicoaffà.
E così l’idea di autocensurarsi per combattere la censura.
Però dalle 14 di oggi e fino alle 2 di stanotte sui blogghe e sui socialcosi si protesta con un “blackout  per la libertà d’informazione”.
Che purtroppo magari scopriamo pure che a star zitti in certi casi si fa solo del bene. Però ecco oggi è previsto l’abito oscuro. Qui lo spiega Wikipedia. Qui Audrey:

A domani

Via Margutta 51

Thursday, March 3rd, 2011

Capisco che nel generale crollo morale, civile e idrogeologico del Paese la notizia rischia di destare turbamento solo a parlarne. Però, a fronte del trauma causato dai recenti sfratti dell’Olgettina, c’è un’altra emergenza immobiliare che rattrista: sta andando in pezzi il Palazzo di Via Margutta 51. E’ la casa nella quale si sono amati la principessa Anna e Joe Bradley. Audrey e Gregory.

Una casa nella quale l’amore sapeva ancora di tenerezza e non ancora di bunga bunga, il che relega il tema nella categoria dell’antiquariato rischiando di archiviarlo definitivamente. Epperò in quella casa ci ha sognato tutto il mondo. E continua a farlo.

E allora capisco che non si riesca a salvare il mondo dal progressivo declino, nè -a quanto pare- un Paese, neanche una città che pure è ancora Capitale di questo disastrato ma da tutto il mondo amato Paese. Ma che non si riesca a salvare dall’ondata di distruzione dei Palazzi neanche un palazzo, quel palazzo, questo poi no. Non si tratta di mettere in salvo un condominio. Ma un sogno di amore. 

Perché proprio ora che ci avete sfrattati dal buon gusto, dalla dignità, dal rispetto almeno questo ce lo dovete: mettere in salvo i sogni. E questo sogno, oggi dopo tanti anni, abita ancora a Roma, in Via Margutta 51.