Posts Tagged ‘Arfio sindaco’

Il posone di Higgs

giovedì, maggio 16th, 2013

L’autocoscienza del farsi la barba sta all’uomo come la seduta per la ceretta alle donne. Con la sostanziale differenza che la meditazione dei maschi viene fatta prevalentemente in piedi in solitaria mentre quella delle femmine -esclusi pochi e coraggiosi casi di masochistico autostrappo- avviene nella posizione sdraiata dell’analista rafforzata dalla saggezza millenaria dei moccoli sciolti. Ed è dunque questa la motivazione principale, supportata dalla seguente conversazione, che vede questo blogghe ideologicamente contrario al Silkepil.

Centro estetico interno giorno
Ciafff ciaff straaaaapppp (rumori di fondo paletta-striscia)

-Che poi so’ le nove e mezza e io sono già sfatta. Due ore, due ore pe’ arivà stammattina. Ma che te risulti, sti candidati sindaci hanno detto quarcosa contro ‘a pioggia a Roma?
-Intendi dire sul problema del traffico?
-No no io intendo proprio su che fa’ quando piove a Roma. Arfio, pedditte, che ne pensa? Uno come lui secondo me se ne sta a occupà. Che io ero pure tentata
-Da Arfio?
-Si però ci ha un problema, serio
-Quale?
-E’ troppo posone
-Eh??
-Posone, posone: se spara troppe pose (trad. s’atteggia)
-Quindi niente?
-No. E’ capace che dice che contro a pioggia a Roma se dovemo fa’ a piastra ai capelli e l’anticrespo

Ciafff ciaff straaaaapppp (rumori di fondo paletta-striscia)

Finché il lama non ci separi

martedì, maggio 14th, 2013

Vi siete divertiti col gatto di Alemanno e col matrimonio di Valeriona nostra di vestito a sirena munita? Considerate che quelle erano le buone notizie. Perché non è aprile il mese più crudele: è maggio, il mese dei matrimoni.

Qualora ad aprile vi foste convinti che dopo i pre-diciottesimi nulla potrà più agghiacciarvi è bene dare un’occhiata alle infinite possibilità che maggio vi spalanca sin d’ora. In principio fu la pagina “Matrimoni” sul socialcoso. Iniziai a seguirne le tracce un anno fa mentre si era in dirittura d’arrivo delle nozze della mia amica Sandra. Dall’abito al posto a tavola passando per bomboniere, addii al celibato e arrivederci al buon gusto si aprì uno spaccato dei nostri concittadini che il Censis e l’Istat se lo sognano.

Ma è grazie alla mia amica Laura del socialcoso che vengo a conoscenza del fatto che, archiviati decenni di foto con i genitori e pletore di parenti, la nuova immagine con la quale consegnare ai posteri l’indissolubilità del vincolo è la foto con il lama. Non con il Dalai: proprio con la bestiola.

Voi che vi immortalavate sparando cuoricini di cartone, voi che regalavate giarrettiere e tagliavate cravatte, voi che sfilavate calzoni e voi che trasformavate l’Aventino in una risaia a cielo aperto, sappiate che tutto ciò è consegnato all’archeologia iconografica. E dunque, caro David Grossman, anche il” Che tu sia per me il coltello” deve cedere il passo al rinnovamento: da oggi solo “Che tu sia per me il lama”.