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Le password del vostro cuore e quelle della vostra mail

mercoledì, giugno 1st, 2016

E dunque sì, accolgo l’invito di Francesco&associati a fare il punto sul fattore PT.

Intendiamo con il fattore PT non le Poste e Telegrafi ma quella necessaria Prudenza Tecnologica che sempre e ovunque noi femminazze ma anche voi masculi (che anche di psicopatiche è pieno il globo) dovremmo ergere a santa patrona di tutte le relazioni con il prossimo, in primis quelle sentimentali nella ordinaria quotidianità.

1) La mail
Vi amate. E lui è la cosa più travolgente che vi sia mai capitata. Viviamo all’unisono, tu sei me io sono te. Bene. Ma per piacere non apritevi la mail insieme. L’amore, è accertato, sopravvive anche a due distinti indirizzi di posta elettronica ciascuno con la propria password. Se in ogni caso proprio non resistete a farvi travolgere da questa ondata di cicciepucci@gmail.cuor almeno cambiate la mail quando cambiate l’uomo.

2) Profili social
Idem come la mail. Vi amate e il mondo deve sapere. Anche la stronza che aveva prima. Dunque Cicci&Pucci si aprono insieme pure il profilo Facebook. Bene. Ma nell’eventualità, remotissima ma pur sempre probabile, che la questione vada a finire a schifìo APRITEVENE UNO DA SOLE non mettendoci password tipo “Giovannivaffanculo” e neanche paroline che usavate nell’intimità con Coso

3) App e localizzazioni
Quel coso che tenete in mano tutto il giorno (marescià è il telefonino) non è solo un Selfometro ma è anche una fonte di notizie su di voi e sui vostri spostamenti, oltre a essere la prima fonte di divorzi e separazioni. Quanto alla App che localizza il telefonino in caso ve lo rubino o lo perdiate il problema non è la App: è la password di accesso. Sì, all’inizio è tutto meraviglioso E TUTTO ciò che tuo è mio e ciò che è mio è tuo ma per favore TUTTO TRANNE LE PASSWORD.

In definitiva la regola è sempre la stessa: non dategli mai le password di accesso non dico al vostro cuore ma almeno ai vostri account. E in ogni caso CAMBIATE PASSWORD QUANDO CAMBIATE UOMO.

Password

Il finto fidanzato noi ce l’abbiamo già. Gratis

mercoledì, gennaio 28th, 2015

Dice
-Meripo’ ma che pensi della App finti fidanzati?
Dunque, si chiama Invisible boyfriend.
L’acchiappo pubblicitario dice “Finalmente! Un fidanzato credibile per la tua famiglia”.
E’ una app che permette di messaggiare con fidanzati immaginari con sms scritti però da operatori veri.
Nelle intenzioni vorrebbe essere un dissuasore degli scassamaroni che si intromettono nella vita sentimentale. Tipo parenti fino al quarto grado, amici, condomini.
Ti iscrivi e imposti l’identikit scegliendo caratteristiche fisiche, interessi, personalità, hobby e tutto il cucuzzaro.
Lui ti scriverà, risponderà ai tuoi messaggi ma senza alcun coinvolgimento sentimentale e in assenza di alcun tipo di appuntamenti reali o reali intenzioni di progetti di vita: sfruttamento intensivo del tempo presente scritto con divieto di ipotesi sul tempo futuro di persona.
Poi strisci la carta di credito e inizi a pagarlo 20 euro al mese.
Caitlin Dewey del Washington Post l’ha provato. E ha dovuto smettere perché si stava affezionando.

Ora il vero limite di tutta questa operazione è uno solo: che noi i finti fidanzati ce li abbiamo già. Veri. Ma sono gratis

Black Blocker

mercoledì, luglio 24th, 2013

C’è dunque “qualcosa chiamato Ex Lover Blocker, un sistema che avvisa i tuoi migliori amici se, invece di tagliarti la mano, stai telefonando a un tuo ex che ti ha fatto soffrire” (Annalena Benini, Il Foglio). E questa mi pare oggi anche l’unica parte di rassegna stampa spammabile di qualche interesse.

Pare l’abbia ideata né Brin né Page né Zuckercoso, che pure agli amori sfigati deve tutto, ma la Guaraná Antarctica, il secondo soft drink più venduto del Brasile. Segno che ormai per dimenticarsi è inutile anche bere ma occorrono solo sistemi coattivi di privazione della libertà personale: “‘Ex-Lover Blocker’ invita l’utente a selezionare i 5 amici più stretti che avranno il compito di prendersi cura di lui e di controllare gli eventuali tentativi di riavvicinamento”.

Siamo dunque all’autocommissariamento, all’auto Wanted, altrimenti detto Fermateme. “Se l’innamorato tenterà di effettuare la chiamata, gli amici saranno immediatamente avvisati e accorreranno da lui per dissuaderlo da questo patetico intento e risollevargli il morale”.

Capite che se ci tocca trasformare i cinque migliori amici in bounty killer di noi stessi vuol dire che quella cosa che impropriamente chiamiamo amore è più realisticamente solo l’anticamera della seminfermità mentale.