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La partigiana del crochet

martedì, marzo 1st, 2016

E’ arrivata dal nord un sabato mattina ventoso ma senza ombrello, in una busta gialla morbida al tatto. Un sabato che non aveva nessuna voglia di esserlo e sembrava piuttosto un lunedì. E’ stato così che aprendola mi è apparsa lei

Golinelli crochet

una striscia di pensieri di filo fatti apposta per me. La striscia di una perenne combattente: la mia amica Antonella. Una che se le fai girare la trebisonda prima s’incacchia poi va a tirar qualche metro di sfoglia. O a cuocere un ragù. O a rammendar calzini. O a incrociar uncinetti. Una tosta, cresciuta senza scorciatoie. Una combattente senza esercito regolare.

Una partigiana. La partigiana del crochet. Sanno più cose quei punti catenella che i suoi familiari. E in certi momenti sanno darti più informazioni quelle mani operose, che all’occorrenza sono state anche operaie, che tutta wikipedia messa insieme.

Ho messo quella striscia dei pensieri sul pianoforte. All’ingresso della casa. Perché ogni volta, entrando e uscendo, possa ricordarmi sempre che, qualsiasi cosa accada, c’è chi quotidianamente combatte. Punto per punto.

Quelli che

giovedì, ottobre 6th, 2011

Meri Pop, a 16 mesi esatti dalla prima volta che sei entrata nella mia vita (17 Giugno) io mi riprendo la mia (17 ottobre bypass).
Tutto sommato il tempo di organizzarsi!
TE AMO MERIPO’’!!!
Antonella

Cari, scusate, dove eravamo rimasti?
Ve lo ricordate, si, che eravamo quattro amici al bar che, avendo rinunciato a cambiare il mondo, volevano fa’ cambià almeno Antonella? Nel senso di abito. E farla uscì di casa? E che poi io lo dicevo che era meglio se restava dentro? E poi invece quella s’è messa vestito e cappello ed è uscita sul serio? E insomma era un anno fa che passò da “sto a terra” a “sto a Termini”, che nella vita è un attimo, eh.

Beh sapete com’è, che ieri sera ho trovato al Meri’s bar il commento 476  che vi ho messo lassù.

Insomma vi volevamo dire di non prendere impegni il 17. Ci si vede tutti qui, che Gimbo, al commento 475, stava riaprendo il juke box da solo con l’inno dei matrimoniabili:

e Ramòn stava a spolverà i bicchieri. Insomma il 17 facciamo il grande raduno né dei matrimoniabili, né dei singoli, né degli spaiati ma di quelli che un perdente trova sempre una scusa, un vincente trova sempre una strada: magari sono vicoletti, persin sgarrupati.
Ma, porca miseria, almeno non sono più vicoli ciechi.

Mentre nascevi

sabato, novembre 6th, 2010

Cara Antonella,

per quelle circostanze della vita che solo un superficiale potrebbe chiamare coincidenze, tu ed io siamo nate nello stesso giorno pur avendo compleanni diversi. Però, sia chiaro, io sono una Bilancia con i caspita di guai che ormai sa tutta la blogosfera e tu sei uno Scorpione e dunque io 20 ottobre del lacrimario, tu oggi.

Ma noi non siamo nate solo al compleanno. Noi siamo quelle, come direbbe Marina, della seconda possibilità e anche della terza e della quarta. E la mia seconda possibilità è nata l’anno scorso, nei giorni del tuo compleanno. Da una batosta. Che pensavo che non mi sarei rialzata mai più. E per questo te l’avevo raccontato. Perché in quel momento per terra ci stavi tu. Ma, diciamolo, non ci avrei puntato manco 1 euro che tu avresti risposto. E che un giorno avresti aperto quella porta. E saresti uscita. E avresti preso un treno. E scesa fino all’abbraccio stropiccioso che ci siamo date in una pizzeria dell’Esquilino qualche settimana fa.

Nessuno può raccontare cosa succedeva mentre nasceva. Io e te si. Perché noi siamo nate che eravamo già grandi. E succedeva un bel casino, Antonè, perché ‘sta nostra sala parto ammazza se è affollata.  Piena di bella gente, di abbracci e di emozioni. Pure di altro, in verità, che qua le mazzate magari continuano a darcele ma noi abbiamo imparato anche a schivarle e, se serve, a ridargliele con gli interessi.  Però  mo’ te lo devo proprio dire: mazzate o no, io non sono mai stata così viva in vita mia. E se ci pensi bene sai che lo sei pure tu. Perché le seconde possibilità hanno già pagato un bel pedaggio alla sfiga che, sia chiaro, sempre stronza imprevedibile è, ma almeno non è più un’anteprima, al massimo un rewind, un cold case.

Insomma tutto ‘sto sproloquio per dirti che guarda come ci siamo arrivate da strafighe, al tuo Buon compleanno. 

E ora ti devo scegliere pure la musica, capirai, insorgerà tutta la sala parto, il caposala Gimbo, la badessa Marilla, nel senso che bada, Menabrea chettelodicoaffà, Sunny per fortuna pensa al semolino, il Professor Pi alle disequazioni e Pres e First Lady ad arredare casa nuova, Curly è all’estero, Rob sul trono, Patù a colazione da Tiffany, Barbara in macchina, Ragnè, Alessia, Tamy, Anto l’altra, Manu e tutte le Sex and the ciccia al concorso di bellezza, Effegreenhouse beve Amarula ma lo so per certo che, insieme a tutti quelli del Comitato Lasciauncommento mi faranno rimangiare le sviolinate che gli ho scritto prima.

Vabbè, Bagliò, muoviamoci.