Posts Tagged ‘amore’

Strumenti di riparazione per cuorinfranti: la vasca

lunedì, settembre 25th, 2017

Un evergreen

Un gruppo di studenti va in visita in un centro psichiatrico. Il direttore del centro fa da guida. Uno studente chiede al direttore

-Signor direttore, che criterio seguite per decidere quali pazienti devono essere ricoverati nel centro?
-Uno molto semplice: mettiamo il paziente davanti a una vasca piena d’acqua e gli diamo un cucchiaio, una tazza e un secchio. In base a cosa sceglie per svuotare la vasca decidiamo

-Certo -dice lo studente saputello- la cosa più logica è il secchio, che ha una capienza maggiore rispetto al cucchiaio e alla tazza…

-No, caro, l’unica cosa logica è togliere il tappo della vasca. Preferisce la stanza che dà sul giardino o quella sul torrente?

Ad uso dei devastati e inondati dallo tsunami della fine di un amore: il tappo. Dovete togliere il tappo…

(da “Trattato sui postumi dell’amore”, Juan Bas – Castelvecchi)Vasca con rana

Tutto quello che vuoi

giovedì, settembre 21st, 2017

-Lei non ha mai scritto poesie?
-No, io non…
-Si scrivono quando non si sa dove mettere l’amore

Si chiama “Tutto quello che vuoi” è un film e ormai sta uscendo dalle sale, a Roma lo fanno solo al Madison e di sera però se ancora ce l’avete a portata di poltroncina andate. Regalatevi due ore di poesia. Che non serve a niente, non si vende, non tira, non prende like su facebook ma è il posto in cui va a finire l’amore che non si sa dove mettere. Come dice Giorgio, l’anziano e un po’ svampito poeta al giovane Alessandro, coatto romano che lo bada.

“Tutto quello che vuoi: e fu quello il saluto. Tutto quello che voglio alla fine l’ho avuto”. E’ uno dei versi che il poeta scrive sulle pareti della propria casa. Scrive sui muri, come Alda Merini. Ci scrive poesie per fermare la memoria che gli sta scappando via, perché Giorgio ha l’Alzheimer, scrive per parlare d’amore, ricordare il passato che la testa non riesce più a trattenere. Magari andateci proprio oggi, che è un’ennesima GiornataMondiale ed è quella dell’Alzheimer. Andateci per ritrovare l’amore che non sapevate dove mettere e quello guardate un po’ dove è andato a finire.

Tutto quello che vuoi

Giorgio è uno straordinario e commovente Giuliano Montaldo. Si ride, ci si commuove. Andateci per amare chivvipare. Perché, come dice Giorgio, “nella poesia si ama chi ti pare. Nella vita si ama solo chi ti sta accanto”. Andateci perché è bello. E “non ci si abitua mai alla bellezza”.

L is for the way you look at me – L è per il modo in cui mi guardi
O is for the only one I see – O è per l’unica che vedo
V is very, very extraordinary – V è veramente, veramente straordinaria
E is even more than anyone that you adore can – E è molto più di quanto possa chiunque tu adori

P.S.
Meripo’ perché ci metti questa? Perché lo capirete quando sarete in sala

Tutto quello che vuoi
di Francesco Bruni
con Giuliano Montaldo, Andrea Carpenzano

La regola delle 3 C

mercoledì, settembre 13th, 2017

A seguito di una recente nuova ondata di straziamenti amorosi postumi vieppiù complicati dalla distanza ravvicinata delle scrivanie frontali o dell’attraversamento di pianerottolo, mi è qui d’obbligo ricordare a tutta l’utenza che -come spesso nella vita- meglio prevenire che rattoppare.

E dunque sono qui a ricordarvi che mai mai e poi mai bisogna infrangere la regola delle TRE C

-No Capo
-No Collega
-No Condomino

Dice
-Ma scusa Meripo’ ed esclusi questi chi rimane?
Infatti non so se vi è chiaro: bisogna restare single.

Tre di picche

Lo bailado nadie te lo quita

lunedì, luglio 31st, 2017

C’è un’isola nell’Oceano Atlantico che si chiama Fuerteventura.
C’è una casa incastonata su Fuerteventura che si chiama Matas Blancas.
C’è stato un tempo in cui andavo spesso a Fuerteventura e c’era una strada che mi portava a casa passando da Matas Blancas.
Da Matas Blancas si veniva irresistibilmente attratti, come Ulisse dalle sirene, con un’inspiegabile voglia di accostare, scendere e andarle incontro.
Matas Blancas è stata un tempo una vecchia e nobile casa coloniale, poi abbandonata a se stessa e all’Atlantico con il cartello “Se vende”.
Cigola, scricchiola, arrugginisce, si copre di rovi ma non perde l’incanto. A conferma del fatto che il fascino non sta nella perfezione ma nella personalità.

A Matas Blancas si entrava scavalcando recinti e divieti, poi le si girava intorno sorpresi da un silenzio spettrale interrotto solo dal rumore delle onde dell’Oceano e dal sibilare del vento. Ma Matas Blanca ha sempre avuto un prezzo di vendita folle, ingiustificabile. Tutti si chiedevano perché, mentre passavano gli anni, il prezzo non scendeva e per Matas Blancas non arrivavano offerte.
Non ne ho più saputo nulla e a Fuerteventura non sono più andata.
Ma da lei torno ogni tanto: chiudo gli occhi, accosto, scendo, mi avvicino.

E forse, dopo un po’ di anni, l’ho anche capita: il senso di Matas Blancas non è quello di essere comprata ma desiderata. E’ un luogo dell’anima, è il nostro “altrove” possibile.

Matas Blancas, finché non sarà di qualcuno, sarà di chiunque. Certamente sarà anche un po’ mia anche se non dovessi rivederla. Perché “Lo bailado nadie te lo quita”, quello che hai ballato non te lo toglie nessuno.

E in fondo viaggiare è proprio questo continuo esercizio: cercare, trovare, godere, ripartire, lasciar andare. Che se ci pensate è lo stesso ciclo vitale dell’amore.

Conclusione: chissà se, a desiderare senza voler possedere, si scopre anche la chiave della felicità. Facendo di ogni luogo e di ogni persona che incontriamo la nostra Matas Blancas.

 

Fuerte Pop

FuertevenPop

Addio ma pure un poco Assòreta

mercoledì, luglio 5th, 2017

Il presente titolo è un omaggio al genio di Donatella Esposito che l’ha partorito ieri in occasione della saga della Abramovich e della parte convenuta Ulay. E il post potrebbe per una volta esaurirsi così, solo nel titolo. Perché stamattina, davanti allo specchio, pensando a qualche Addio non andato a buon fine (e gli Addii sentimentali difficilmente ci vanno specie se non ce li mandi per tempo), pensando a qualche Addio sospeso (che la Esposito chevvelodicoaffare partenopea è e con i sospesi ci sa fare, non solo con i caffè) dicevo pensando a qualche Addio sospeso a un certo punto ho visualizzato nello specchio il destinatario, il bellimbusto, e a voce alta gli ho detto

ADDIO. MA PURE UN POCO ASSòRETA

Ragazze, credetemi, funziona. Basta pippe: se qualcosa di qualcuno vi sfastidia, nel dubbio, a sòreta.

A soreta

L’albero cui tendevi la formuletta in mano

mercoledì, giugno 7th, 2017

Se pensate che la matematica sia complicata provate con l’amore.

Cartello albero cerco ragazzo

Il Tardellazio

giovedì, maggio 25th, 2017

E’ sempre stucchevole, oltre che inutile, mettere in guardia su cose d’amore. Anche perché, come dice Ligabue
Ho messo via un po’ di consigli dicono è più facilè
li ho messi via perché a sbagliare sono bravissimo da me
Tutto ciò premesso, alla luce della cogente e cocente attualità riterrei opportuno aprire un faldone sulla categoria di uomo Tardellazio. Il Tardellazio ha un nome innocuo che, soprattutto se non sei del Lazio, ti produce un pericoloso senso di sicurezza.

Il Tardellazio se ne resta silente mesi, anni. Tu procedi. Lui mai contraddice. C’è ma è come non ci fosse, tutto sommato una pacchia. Caro quindi io faccio. Caro quindi io vado. Caro quindi io dico. Una vita basata sul silenzio assenso. Fermo, come un semaforo (qui prodiani e guzzantiani possono fare la ola). Tu magari scazzi pure. Lui silente. Fermo. Paziente. Una sfinge. Finché un giorno, all’improvviso, il mondo ti si capovolge addosso.

Dice ma scusa mi avevi detto che mi amavi. Sì ma ora amo un’altra. E ma da quando? Silenzio.
Scusa ma dovevamo andare a vivere insieme, io ho affittato la casa, ho dato pure seimesi anticipati. Silenzio. E vuoto: perché è già scappato con un’altra o da un’altra. Un’altra parte.
Il Tardellazio è quella cosa che ti arriva direttamente la sentenza. Senza il processo. Quindi era in realtà basato sul silenzio dissenso.

Perché il Tardellazio è così: irrompe -e sbaracca- direttamente. All’improvviso. Tipo l’Etna. Senza avvisaglie. Aveva deciso diversamente. E ne ha diritto, ci mancherebbe altro. Solo che non te l’ha mai detto.

Lapilli, lava, sipario.

A wooden judge gavel and soundboard isolated on white background in perspective

(Il presente post funge anche da Pse per Martina. E per chiunque abbia un Tardellazio nel curriculum)
Inogniccaso ascoltatevi Ligabue, che fa sempre bene.

Sì l’amore ma

mercoledì, novembre 30th, 2016

Amiche e amici spajati, sì l’amore. Ma vi pregherei di non sottovalutare un pezzo di pizza bianca calda alle 11.

pizza-bianca

SupercaliMoon

martedì, novembre 15th, 2016

L’annunciano, l’aspetti, ti dicono che eccola, la vedono pure le amiche e quando t’affacci tu c’è l’invasione di nuvole che manco alla Lavazza.

In linea di massima l’amore funziona come la SuperLuna.

supermoon

Non sempre il matrimonio è la tomba dell’amore

mercoledì, novembre 2nd, 2016

Lei cattolica, il marito protestante. Non gli permisero di essere seppelliti insieme. E loro…
Roermond, Olanda, 1888

tomba-matrimoniale