Posts Tagged ‘amore’

Sì l’amore ma

mercoledì, novembre 30th, 2016

Amiche e amici spajati, sì l’amore. Ma vi pregherei di non sottovalutare un pezzo di pizza bianca calda alle 11.

pizza-bianca

SupercaliMoon

martedì, novembre 15th, 2016

L’annunciano, l’aspetti, ti dicono che eccola, la vedono pure le amiche e quando t’affacci tu c’è l’invasione di nuvole che manco alla Lavazza.

In linea di massima l’amore funziona come la SuperLuna.

supermoon

Non sempre il matrimonio è la tomba dell’amore

mercoledì, novembre 2nd, 2016

Lei cattolica, il marito protestante. Non gli permisero di essere seppelliti insieme. E loro…
Roermond, Olanda, 1888

tomba-matrimoniale

La cosmologia delle relazioni amorose e la sula dai piedi azzurri

lunedì, settembre 19th, 2016

Galapagos 9

Cos’è l’amore? Da cosa si origina? Come si evolve? E cosa diventiamo noi, quando siamo innamorati?

-Meripo’ hai esagerato col canelazo? Che c’entra ‘sta deriva cosmologica con le Galapagos?

Vado a illuminarvi. Prima di partire ero andata a cena dalla mia amica Patrizia, che alle Galapagos c’è stata un po’ di anni fa. E, tra una portata di pesce e una Falanghina, a un certo punto aveva riscartabellato le foto e me ne aveva mostrata una sola: quella della sula dai piedi azzurri. E m’aveva detto: solo lei vale il viaggio.

In sostanza, per la gioia dei feticisti, sono partita in cerca di un paio di piedi palmati blù. E, dopo alcuni trasbordi nautici con conseguenti approdi tra un’isola e l’altra, li ho finalmente trovati in quel di Espanola. Scoprendo, o meglio confermando, che non si è mai pronti a incontrare davvero ciò che si è molto desiderato. Perché in luogo di quel mitizzato uccello del desiderio (marescià stia calmo) si faceva avanti una delle cose più ridicole che abbia mai incontrato in vitamia, questa:

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Una specie di Mr Bean palmato. Che raggiunge il picco del ridicolo nella danza d’amore. La sula, come tutte le donne possono ben comprendere, ritiene che il massimo della libido -per scatenare il sesso a sé avverso- risieda nelle estremità (per noi anche detta Sindrome Imelda Marcos).

Senonché qui parliamo di un maschio. Che si gioca tutto, quando va all’imbrocco, con una danza ancora più ridicola della sua espressione generale che già lo sarebbe abbastanza, sollevando a intermittenza prima una palmotta poi l’altra e contemporaneamente dandosi delle scrollatine.

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Sula Hoop – Foto Angela Faller

E si vede che ci crede. E si sente figoassai. Per meglio dire irresistibile: e più si autocompiace e si esibisce più innesca un effetto comico parossistico.

Il punto è che la sua partner, effettivamente, ce casca e in quel Mr Bean inizia a vedere Roberto Bolle e si dice

-Anvedi che Sulo

Vi ricorda qualcosa? Vi ricorda qualcuno? Cos’è dunque -come cantava il poeta- che ci spezza il cuore tra canzoni e amore che ci fa cantare e amare sempre più? E’ l’effetto-sula: guardi Mr Bean e vedi Bolle. Poi un giorno ti svegli e dici

-..Azzo è diventato Mr Bean

No, tesoro, lo era anche prima. Ma tu eri persa nel blu dipinto di blu. Dei piedi.

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Blue Footed Booby – Foto Sofia

 

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La sula e il sulino (figlio) – Foto Angela Faller

 

Come un uomo. Come quest’uomo

martedì, luglio 12th, 2016

In una giornata già funesta di suo se n’è andato anche Lorenzo Amurri. No, non lo conoscevo di persona. Lo conoscevo attraverso il racconto di amici che gli vogliono molto bene e che in questi anni gliene hanno voluto ancora di più. Che in linea di massima è il modo migliore per conoscere una persona: attraverso ciò che lascia di sé negli altri. E l’avevo “incontrato” vedendolo in una trasmissione televisiva, una sera. Dopodiché ve ne avevo parlato così. E così mi piace riparlarne anche oggi:

Nelle ultime tornate di riunioni più o meno alcoliche di amiche si è spesso rincorsa la domanda: “le donne possono fare sesso come un uomo”? Con ciò intendendo senza coinvolgimento emotivo. La domanda è rimasta come la risposta: inevasa. Non lo so. Alcune hanno testimoniato a favore altre con pollice verso. In poche si sono chieste se un uomo potesse farlo come una donna. Pochissime se abbia senso fare la differenza.

Senonché poco fa, sintonizzata sulle Invasioni Barbariche mi appariva Lorenzo Amurri, figlio di Antonio. Scrittore. Tetraplegico. In studio, seduto sulla sua carrozzina sulla quale sta da una ventina d’anni, se non ho capito male, dopo un incidente sugli sci, parlando del libro che esce domani e che si chiama “Apnea”, senza fiato invece ha lasciato me quando, rispondendo ad una delle domande sul tema sesso, che variavano da “ma se sei insensibile dalle spalle in giù come fai col sesso?” e “funziona ancora?” e “e come funziona?”, ha spiegato che

1) funziona
2) funziona un po’ per i fatti suoi
3) si che faccio l’amore
4) no che non provo orgasmo fisico tradizionale
5) ma si che provo, e come, degli impagabili orgasmi di testa.
Ha detto proprio questa cosa, non ricordo secon queste precise parole ma ha descritto l’evoluzione di una insensibilità fisica che ha acuito quella mentale e che questa è diventata condizione imprescindibile per farlo. Per farlo serve l’empatia, un feeling, un’intesa con la persona che ha davanti. Diversamente tutto si trasformerebbe solo in una ginnastica su e giù della dirimpettaia alla quale non può, anche volendo, partecipare. Ma quell’empatia di testa è bellissima. Indescrivibile. Impagabile.

Si. La risposta è si. Possiamo farlo come un uomo. Come quest’uomo.

Lorenzo Amurri presenta Apnea @ Fandango Incontri

Lorenzo Amurri presenta Apnea @ Fandango Incontri

I dieci stadi dell’amore

martedì, giugno 28th, 2016

A proposito dei recenti risultati divorzili oltreManica, dei recentissimi tifi a sfregio in onore di Geysercity e a chitemmuorto per Albione e dunque anche a proposito di stadi, ritengo utile dare una rinfrescata all’utenza riproponendo la

Classificazione in scala Pop dei dieci stadi dell’amore:

1 Che stronzo
2 Che dannatissimo stronzo
3 Apperò
4 Granfico
5 Mio
6 Stronza
7 Che dannatissima stronza
8 Suo
9 Stronzo
10 Che dannatissimo stronzo

Islanda haka

Amare è un lavoro duro

domenica, maggio 1st, 2016

Dovete perdonarmi ma per me il Primo Maggio sono sempre e ancora loro.

Giacomo e Maria, sposati da quindici anni. Avete presente, si? Quando va di lusso ci si sente come due fratelli. Altrimenti insopportabili. In ultima istanza estranei. Eccola dunque la linea Maginot: è a quel punto che Giacomo inizia a farsi reticente, cambia le password al computer, si porta il cellulare al bagno, sparisce per non meglio identificati sopraggiunti impegni. Avete presente, si?

E’ lì che Maria dice “Meripo’ ma secondo te?”. E beh avete presente si? N’altra linea Maginot fra la bugia pietosa e l’attesa che Maria lo capisca da sola che l’amore dura tre anni e al quindicesimo continuare a infierire è disumano.
Però per quel po’ di prudenza che la carta d’identità, lo stato civile e questo blogghe mi hanno aiutato a sviluppare mi taccio. E dico, anzi scrivo, che Maria io non l’ho mai incontrata di persona ma solo di tastiera, le scrivo che “parla, chiedi. Ma solo quando sarai pronta a ricevere risposte sennò statte zitta e aspetta”.
E niente, Meripo’, quando squilla il cellulare si allontana, quando usa il computer si incacchia se gli passo alle spalle. Avete presente si? Assente, teso, basta cinema, basta pizze il sabato, basta vacanze insieme. Ci sono due bambini e in vacanza ci si va, poco, lei e loro.
Insomma questa storia va avanti più di un anno. E lei zitta. E io pure. E lui anche.

Finché il mese scorso Giacomo l’ha fatto: l’ha invitata a cena fuori e le ha detto quelle due paroline con le quali di norma si apre ogni separazione che si rispetti:
-Dobbiamo parlare
Beh lo hanno fatto. Lei la prima cosa che gli ha chiesto è stata:
-Saltiamo le premesse, lei come si chiama?
Ed è stato allora che lui glie l’ha detto: lei si chiama disoccupazione. Giacomo un anno fa è stato licenziato. Ha continuato ogni giorno a uscire alle otto e rientrare alle sette, ha continuato a pagare bollette, dentista e vacanze dei bambini. Ha chiesto prestiti e ha dato fondo ai risparmi. Per un anno ha risposto al cellulare in bagno alle agenzie di lavoro interinale. Per un anno ha continuato a lavorare così: senza lavoro.
Ora una piccola offerta è arrivata: lo pagheranno di meno e lavorerà di più. Quindi a cena ha detto a Maria che quest’anno in vacanza ci si torna tutti insieme. Ma al campeggio.

Work

Caro amore, ecco perché ti lascio andare

mercoledì, aprile 13th, 2016

Caro amore,

Ho fatto tutto per TE
perché è quello che fai
quando qualcuno ti fa sentire vivo
come tu mi hai fatto sentire.

Un amore così profondo che ti ho dato tutto
dalla mia mente al mio corpo
dal mio spirito alla mia anima.

Ma non posso amarti più con la stessa ossessione.
Questa stagione è tutto quello che mi resta.

Il mio cuore può sopportare la battaglia
la mia mente può gestire la fatica
ma il mio corpo sa che è ora di dire addio.

E va bene.
Sono pronto a lasciarti andare.
E voglio che tu lo sappia.

Ci siamo dati entrambi tutto quello che avevamo.
E sappiamo entrambi, indipendentemente da cosa farò,
che rimarrò per sempre quel bambino
con i calzini arrotolati
bidone della spazzatura nell’angolo
5 secondi da giocare.
Palla tra le mie mani.
5… 4… 3… 2… 1…
Ti amerò per sempre,
Kobe

Signori, l’addio di Kobe Bryant al basket. Stanotte. E no, non sta parlando solo al pallone.

(l’integrale della lettera è qui)

Le tre regole dell’armadio

domenica, aprile 3rd, 2016

C’è un momento preciso in cui esci una mattina e ti rendi improvvisamente conto che tutto ciò che hai addosso è sbagliato. Pesante. E non sono solo i vestiti.

Non so cosa sia, una luce, un’aria, un qualcheccosa che lo dice chiaro e tondo. Dalle calze 40 denari allo stivaletto, dal piumotto alla borsona, l’imperativo è solo uno: alleggerire.

Appena varcato il portone senti nell’aria c’è già, e vorresti risalire immediatamente a cambiarti e a cambiare. Posponi. Ma è lì’ che si annida il germe del butting.

Il butting è quell’irrefrenabile voglia di alleggerirsi. Dai vestiti dell’illusione Poilometto, ai cibi, alle suppellettili in casa, alle cataste di imperdibili ritagli di giornali accumulati per il Poiloleggo, alla piramide di caricatori Nokia a carbone.

Il butting non è solo il cambio armadi e non è il pedaggio pagato al senso di colpa consumista: il butting è soprattutto quella cosa che inizia buttando oggetti e non sai mai dove ti porterà a buttare. Per fare spazio. Spazio al nuovo. A volte si inizia dall’armadio e si finisce al letto passando per la dispensa.

Ecco dunque una breve guida al Butting. Consapevole del fatto che, non sfuggirà a un occhio attento, la terna vale anche come Prontuario Scegli Compagno.

E dunque dopo la Ballata di uomini e cani ecco quella di uomini e armadi:

1) se non ti è stato utile nell’ultimo anno non ti serve

2) se non ti dà soddisfazione portarlo è inutile conservarlo

3) se non ti dà gioia pensare di averlo può essere che sia addirittura dannoso

 

Regole dell'armadio

Le tre regole dell’armadio e degli uomini. MeriPop

I 10 segnali dai quali capire che stai per cacciarti in un guaio

giovedì, marzo 31st, 2016

Cara Meri,
ma secondo te esiste un metodo per capire dall’inizio se una storia ha futuro oppure no? E soprattutto per capire che futuro? In sintesi: un vademecum anti-sòla è possibile?
Tua Vera

Cara Vera, primaVera,
secondo me manco Othelma. Però forse una google map della sòla in agguato te la possono dare le prime frasi che ti si affacciano nella capoccettabbella appena ti imbatti nell’oggetto del tuo desiderio. Il presente vademecum, a ben guardare, vale dal fumo alla Nutella, passando anche per i rappresentanti del sesso a noi avverso.
Ecco dunque i 10 segnali dai quali capire che stai per cacciarti in un guaio:

10 Non mi interessa proprio
9 Figuriamoci
8 Che poi che ci troveranno
7 Mah, proprio al limite
6 Più che sopravvalutato
5 See ciao
4 Ho già dato
3 Casomai solo una volta
2 So quello che faccio
1 Smetto quando voglio

E ricorda sempre, con Ennio Flaiano, che
“I grandi amori si annunciano in un modo preciso, appena la vedi dici: chi è questa stronza?”

Top ten