Giovedì sono stata a pranzo con la mia amica Grace. Al posto dove fanno le insalate, in una bella piazzetta romana. Era la prima giornata di luce. Nel senso primaverile. O comunque la prima che a me sembrasse così. Lei mi ha fatto i complimenti per i capelli (“Uh e che bella piega che tieni, Meripo’” “Beh l’ho lavati io” “Ah si? E allora stavolta ti son venuti bene”, e voi capite che dunque ciò gettava un’ombra di inquietudine a ritroso su tutte le autopieghe della collezione autunno-inverno). Poi mentre leggiadre ci godevamo quel sole mi ha fatto il bodyscanner e ha aggiunto:
-Meripo’ mo’ però ti dovresti togliere pure le calze coprenti 100 denari
Ed è stato da quel momento che, giuro, ho focalizzato che il peso che mi accompagnava da qualche giorno era, si, determinato da tutto il nostro italico, scoraggiante contorno. Ma stava anche lì: nelle calze 100 denari. Total black. E’ così che, congedatami da miss Calzedonia, mi tuffavo nel primo Oviesse su un 20 denari. A pois. E, magicamente, tutto ha iniziato a sembrare più lieve. Sembrare, eh.
Ve lo scrivo oggi, che a Roma è esplosa la primavera. E la prima cosa che ho fatto stamattina è stata ritirare il piumone dalla lavanderia e, quasi mi avesse letto nel fumetto, la signora ha detto: -Signò, me raccomanno, pure se dovesse venì na glaciazione sto coso da oggi lo deve inchiavardà (trad. chiudere a chiave ma proprio bene, antiscasso).
Poi sono tornata a casa e ho messo le calze a pois.
Ecco io mica lo so se gli uomini hanno questa fortuna. Quella di alleggerirsi l’animo al prezzo di 3, 70 euro.









