Posts Tagged ‘alcol’

La rivoluzione della carezza

martedì, ottobre 27th, 2015

Ieri sera sono andata al piccolo Eliseo dove la mia amica Alessandra Di Pietro (che gli assidui del quippresente blogghe ricorderanno per aver dato alle stampe il programmatico Godete!) presentava il suo ultimo libro: “Il gioco della bottiglia – Alcol e adolescenti, quello che non sappiamo”. Essendo io interessata agli adolescenti quanto al dibattito sul sistema elettorale afghano (per quanto pure quello italiano…) e pur avendone ormai una in casa per il tramite di mia sorella (di adolescente, non di sistema elettorale), mi son recata in loco per l’unico motivo del vincolo di amicizia con Alessandra. E anche perché mi aveva detto che ci sarebbero stati Edoardo Camurri (una delle pelate più fighe che ci sia, contenente una moltitudine di pensieri belli assai pure quelli) e una batteria di amichemie.

Apperciocchè mi inabissavo nella poltrona pronta a riemergerne eventualmente dopo una pennica (che la giornata era stata impegnativa assai) quando mi destava subitanemanete prima la pelata di Camurri ma poi anche l’anticipata canizie sbarazzina di Federico Tonioni, che al Policlinico Gemelli si occupa di dipendenze da Internet e anche da altro, smartphone e tablet compresi.

Tonioni, parlando del gioco d’azzardo che come tutte le dipendenze nasce come forma di dissociazione, azzardò a un certo punto un parallelo con l’innamoramento. E a lungo si soffermò sui sentimenti.

Ed eccovi dunque l’elenco di ciò che, ascoltando una prolusione sulla dipendenza da strumenti digitali,  appuntai aprendo sulla mia protesi Ifonica la funzione “Utility” sottofunzione Note:

-L’innamoramento ti estrania dalla realtà,  ti fa perdere la cognizione spazio temporale. E anche qui chi ne “soffre” ha lo spazio mentale completamente occupato… E’ in sostanza una psicosi benevola che non tutti possono permettersi.

-Il corpo dice un sacco di cose e dice sempre la verità

-Anche gli occhi: sono l’unico nervo scoperto di tutto il corpo. Pure dal punto di vista fisico, sono un nervo cavo, un canale per guardare dentro. Perciò lo sguardo di una persona amata può farci innamorare

-Online però il corpo non c’è. Ed ecco che la cosa che è diventata più difficile di tutte è arrossire. Ma anche fare una carezza e trovare qualcuno in grado di accettarla. Lo stesso vale per l’addormentarsi fra le braccia di qualcuno: è lì, e non nello sballo artificiale, il vero lasciarsi andare. Un’operazione difficilissima. Per questo forse stiamo diventando più inclini a farlo prendendoci una pillola. O una sbornia.

Carezza

Concludendo, e citando, stasera tornando a casa… fate una carezza.

Alessandra Di Pietro “Il gioco della bottiglia”
Add editore
192 pagine
14 euro
ebook 6,99

Il gioco della bottiglia

Due gocce di Nocill n.5

mercoledì, settembre 26th, 2012

Diciamo che in linea di massima è uno dei miei App Store di riferimento quando sono tormentata da questioni di stile. La mia amica Grace. Non è neanche raro che le chieda una ricetta di cucina ma solo per il gusto di sentirgliela raccontare. L’utenza forse la ricorda per la mirabile performance della patataalforno che, si sa, deve girare (sostanzialmente ne scippò l’ultima porzione disponibile al vicino di tavolo dello chicchissimo ristoro). Assidua frequentatrice di coiffeur e smaltatrici di unghie, Grace non disdegna la vita agreste. In Agrestia va ogni tanto per il weekend. E sempre la immagino, avvolta in candidi parei, preservando messeinpieghe sotto un cappello di paglia di Firenze a larghe tese e i profondi occhi dietro occhialoni oscurati, affacciarsi sulla vallata di Agrestia tipo la Baronessa Blixen sulle colline Ngong.

Senonchè mentre mi spiaggiavo sulla rena etrusca, nel giorno del Signore 24 giugno scorso, mi arriva un Sms:
-Meripo’ ti piace il Nocillo?
Escludendo si potesse trattare di un sondaggio per gli Alcolisti Anonimi le rispondo la verità
-Ne vado pazza
-Bene allora te ne faccio una partita dedicata
-Grace scusa non ho capito
-Tesora oggi è San Giovanni, sto raccogliendo i malli
-Eehhh? Che stai raccogliendo?
-Le noci, tesò, le noci per fare il liquore

Ecco, io la prima cosa che ho pensato è stata “noncipossocredere, cioè questa invece di stare a fare la Baronessa von Blixen sta a fa’ la spigolatrice di noci?” che prontamente mi rassicurava
-Con i guanti, così non si rovinano neanche le unghie.

Nel frattempo è arrivata anche questa foto con la scritta “quello a sinistra è il tuo”:

Il Nocillo di Grace

E siccome me sto proprio a rincoglionì io mi sono sentita tutta un calore sul petto. Che poteva pure esse un attacco di ipertensione o l’eritema solare e invece era che mi stavo a squaglià ma di affetto oltre che di caldo.

Anche perché poco dopo di sms ne ha mandato un altro:
-Che poi, Meripo’, ti devo confessare una cosa: a me il nocillo non piace. Ma mi piace far contenti gli amici.

E dunque fra poco avremo il Nocillo di Grace. Che anche la lunghezza dei preparativi e i tempi di posa e riposo dicono per quanto tempo Grace ci ha pensati mentre agita alambicchi e sorveglia infusioni. Che l’amore non si misura solo in effusioni, quindi. Ma anche in infusioni.

E la sera finalmente anche io potrò dire
“What do I wear in bed?? Why, Nocill Number five of course”
Che indosso prima di andare a dormire? Due gocce di Nocill numero cinque, ovcors.