Posts Tagged ‘Albus Silente’

La via d’uscita

martedì, febbraio 26th, 2013

Sempre per qual famoso problema per il quale mia madre è tecnologicamente avanzata e quando non ha notizie di prima mano le rintraccia sul 2.0, volevo specificare che, si, oggi è uno di quei giorni nei quali una si alza come dopo un lutto, una separazione, un trasloco (cioè le prime tre cause di stress al mondo) ma che prima di tutto ritrova il fogliettino di Albus Silente infilato dalla giovane older nel comodino di casa l’ultima volta che è passata:

“Bisogna chiamare le cose con il loro nome, la paura del nome non fa altro che aumentare la paura della cosa stessa”. Dunque è ora di dirlo, sto nome: rughe. No. Non è rughe.

La seconda cosa che è intervenuta oggi è che, al ventesimo sms di “oddiomio. E tu come stai?” volevo dirvi che starei molto peggio senza questi sms.

La terza cosa è che, a un certo punto dei momenti complicati – e anche qui se ne son visti parecchi e di ogni tipo- interviene anche un sms di mio padre, che non è tecnologico quanto mia madre ma si spinge fino al T9. E questo sms dice:  “dici che non vedi via d’uscita? Infatti, non devi uscire. Devi restare. E superare”. Che comunque oggi anche superare è un verbo a rischio.

Infine infine: mi ha detto la mia amica che proprio ieri hanno messo l’holter (l’aggeggio per monitorare la pressione) al suo papà il quale ha chiesto che, almeno, si annoti a margine che veniva messo in corrispondenza dell’apertura delle urne.

Non so dunque se ci sia salvezza con questa pressione generale alle stelle e se e come potrebbe in questa fase contribuire anche una fornitura di holter ma per ora ci salvano i papà. E non è poco.

Tipo come una specie di fidanzato

mercoledì, gennaio 30th, 2013

La giovane older ha attraversato l’ultimo anno in compagnia della saga di Harry Potter: sette volumi per un totale complessivo di 3.678 pagine, riletture escluse. Dalla pietra filosofale, al calice di fuoco alla camera dei segreti al prigioniero di Azkaban all’Ordine della Fenice (che è il suo preferito insieme ai Doni della morte, ma è piccola e prima o poi s’appassionerà agli stravizi della vita) la pupa ha sviluppato una dipendenza assimilabile solo a Ruzzle. Con l’epilogo di una inconsolabile afflizione arrivata a pagina 3.678 e derivante dall’eterno dilemma dell’ “e ora con cosa lo sostituirò?”.

In famiglia ci si è esercitati per mesi in sopralluoghi circostanziati in libreria alla ricerca di un degno sostituto. Ho mobilitato anche l’estero –Nina a Pietrasanta, la libreria di Andrea- che pure ha offerto un momentaneo e apprezzato palliativo in un non mi ricordo cosa del Fantastico segreto ma insomma alla fine il suo cuore inconsolabile sempre là tornava.

Finché la sua mamma qualche giorno fa le ha detto (e il tutto mi è stato raccontato poco fa a tavola dalle loro stesse voci):
-Senti cara, se tu continuerai ad avere troppe aspettative su un libro, difficilmente potrai appagarle tutte. Prova ad abbandonare le grandi aspettative, affidati a quello che ti capita, cerca di prendere il meglio senza aspettarti sempre fuochi d’artificio.

E’ allora che lei si è voltata e mi ha detto:
-Insomma zia, tipo come si fa con un fidanzato?