La decadenza del maschio/ Porto un gelato


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Categoria: Santocielo, Siparietti   |    7 Comments »   |   

Alla luce di numerosi nonchè molto alcolici e approfonditi giri di cene con mie sodali di sesso -donne- fascino e congiuntivo munite,  intelligenti, brillanti e prevalentemente spaiate, si rende necessaria l’apertura di un’ulteriore pagina di geomaschiologia che possa, alla luce dell’esperienza di eroiche pioniere colleghenostre, salvarne il più possibile delle potenziali posteriori.

Ristorante, interno sera, tavolo per due. In attesa di due Menabrea e due gricie

-Meripo’ chettedevodì?

-Scusa ma mi hai accennato che finalmente si era deciso, allora??

-Aspè, dunque dopo mesi di melina, corteggiamento e appuntamenti della categoria “adessosiquaglia” poi rimandati, si decide e dice che mercoledì alle cinque starà in zona e che “beh se ci sei magari ci prendiamo un caffè”.

-Uh bene, quindi?

-Aspè. Ora tu capisci, sei mesi per il primo appuntamento serio, al che io rilancio

-Rilanci che?

-Dico: beh se sei dalle parti di casa mia allora magari sali e il caffè te lo faccio io e lui mi fa: maccerto, con grande piacere anzi se vuoi porto un gelato

-Vabbè insomma?

-Aspè. E allora io gli dico: “si bella idea il gelato”

-Alloraaaa??
Intanto sono arrivate le Menabrea, la gricia e valutiamo il da farsi pure noi due per il dopo gricia

-Meripo’ benissimo. Fino al gelato

-Eeeh??

-Insomma quando lui è arrivato a casa m’è apparso subito quale il gran figo che è: ci ha la moto, Meripo’ l’Harley. E poi dei pettorali che lèvati, è anche un ingegnere, insomma ti dico quest’estate ha anche letto dei libri

-Anvedi, alloraaaa???

-E beh mi entra in casa con giubbotto di pelle e casco in mano, casco pure io ai suoi piedi in senso figurato, poi poggia il casco sul tavolo ma non vedo il gelato e allora mi dico ma chi cazz caspita se ne frega importa del gelato

-E vorrei vedè, dai allora Francèèèèè??

-Meri, da dietro il casco tira fuori una cosa e dice: eccoti il gelato. MERIIIIIII UNA COPPETTA, una coppetta singola. Una-coppetta-singola-da-due-euro-due ancora arrotolata col tovagliolino di velina del bar

POSTILLA
Ora, donne ma anche uomini, io mi fermo qua. Famo proprio il fermo immagine su sta scena di-una-coppetta singola. Una-coppetta-singola-da-due-euro-ancora-arrotolata-col-tovagliolino-di-velina-del-bar.

Guardate io così però non ce laposso fare. La situazione è seria. Anzi direi agghiacciante.

Passionfruit maddeche?

 

7 Risposte to “La decadenza del maschio/ Porto un gelato”

  1. Daniela Dice:

    Scusa, ma cosa pretendi da un ingegnere? Ha detto porto il(articolo singolare) gelato, quindi ha portato UNA coppetta di gelato. Rientra nella mentalità dell’ing. medio (parlo/scrivo con cognizione di causa, avendone sposato uno).

  2. Frà Dice:

    Mollalo.
    Subito!

  3. Vale Dice:

    Meri, credo che tu debba cominciare a raccogliere queste testimonianze magari ne “La posta del cuore di Maripò” perchè avoja quante ce ne sarebbero da dire…

  4. MeriPop Dice:

    Ecco allora care Frà e Vale, io direi famo proprio l’Albo, un dossier con le foto segnaletiche.
    Daniela, se hai qualche altra avvertenza questo spazio aspetta a te: manuale d’uso dell’ingegnere.

  5. Click ;-) Dice:

    La coppetta era simbolica. Appresso aveva anche ‘due palle’ di gelato appeso. Vuoi mettere che gran dono?! Mai fermarsi alla sola apparenza. Messaggi subliminali impliciti a base di ‘passion cream’ (& risparmio economico)! AhAhAh 🙂

  6. Verderame Dice:

    E meno male che non ha detto “porto la cena”. Niente niente te toccava pure il pulcino pio.

  7. l'Oka Dice:

    Iiiihhhh!! Quanto la fate difficile! Non sapete niente voi.
    Io avevo un moroso, medico, belloccio, affettuoso e sufficientemente lontano da permettermi di averne un altro vicino; era pure ricco. Ma avaruccio, sicché si faceva sempre alla romana. Una sera: estate, caldo, passeggiata, gelato. Si faceva alla romana pure per il cono gelato, quindi caccio il portafoglio e scopro di avere solo una centomila (bei tempi eh, quando si avevano ancora soldi?) E lui, galante, premuroso e sorridente: “Te lii presto io i soldi gelato, poi me li rendi”. Mi sono immediatamente ricordata che il treno partiva dopo 15 minuti e dovevo sbrigarmi

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