L’esame di immaturità


Tags: , , ,

Categoria: Posta melanzana   |    22 Comments »   |   

Carameripop,
sposata da 10, bambino di 5, separata da 1. Capita che finisca. Capita che lui se ne vada con un’altra. Capita che abbia il diritto di farlo e capita pure che una faccia fatica ad accettarlo. Poi capita che comunque te ne fai una ragione. Però capita anche che un giorno mi ricoverano d’urgenza e che resto in una sala operatoria per sei ore. Avvertito dai miei genitori lui risponde: “Non penserete mica che con questa scusa torno a casa?”.
Ecco Meri Pop, allora magari capita che tu trovi qualcosa da dirmi o un po’ di zucchero per mandare giù la pillola di ansiolitico, o almeno qualcosa da darmi per capire con chi sono stata sposata dieci anni?
Giovanna L.

 
Meri Pop ha riflettuto parecchi giorni prima di decidere se pubblicare questa lettera, riassunta e meripoppizzata in accordo con Giovanna. Ma siccome è sbozzata l’estate e abbiamo sbozzato pure gli sms, la lettera di Giovanna la sbozziamo oggi che iniziano gli esami di maturità per tanti ragazzi dai quali la maturità la pretendiamo già a 18 anni per poi comportarci spesso come persone che non la raggiungono mai per tutta la vita.
Dunque, Giovanna, non so dirti perchè spesso gli uomini, avendo a disposizione svariati milioni di opzioni, quando devono uscire di scena scelgono sempre la peggiore. Non so nemmeno se affidare il compito di indagare in questo mistero al Professor Pi, alla Levi Montalcini, al mago Otelma o Roberto Giacobbo. Certo è che, per quanto mi riguarda, io ho una buona notizia da darti: a te, prima o poi, passa, eccome se passa. Lui invece è probabile che rimanga per tutta la vita l’immaturo ma anche lo (siete tutti adulti e avete capito benissimo cosa) che è.

Ora però fatti bella, che stasera usciamo a festeggiare: il “problema”, mi pare, è passato nelle mani di un’altra. E noi abbiamo un sacco di cose e persone nuove da conoscere e incontrare.

22 Risposte to “L’esame di immaturità”

  1. gimbo Dice:

    odio chi mi fa cattiva pubblicità. ragazze, vi prego, non generalizzate. o almeno fate un’eccezione. io non sono così, e anzi talvolta mi è capitato di chiedermi perché una donna, dovendo trovare una via d’uscita, ha scelto la peggiore. sì, lo so, le statistiche mi danno torto. ma avete mai letto trilussa?

  2. Marilla Dice:

    Cara Giovanna,
    tutto scorre, tutto passa.
    Ma mentre passa fa un male porco. E mentre tu sei li e guardi verso il cielo e ti chiedi perchè cazzo il mondo sia così arrabbiato con te, in realtà lui sta già passando.
    Solo che tu non te ne sei accorta, perchè troppo presa a cercare quel calamitone gigantesco, attira sfiga, che deve essere nascosto in qualche parte di te, ma proprio non sai dove.
    Non so Giovanna se sto scrivendo a te o a me. Forse scrivo a noi, che fa tanto poeta maledetto. Ma tante volte mentre siamo li a chiederci quando passerà, siamo talmente sorde e sceme da non capire che in realtà è già passato. Che siamo già oltre, molto oltre.
    E che no, non ci aspettiamo proprio che tu torni a casa, ci aspettiamo solo che tu ti presenti all’esame di maturità, per poterti serenamente bocciare.
    E per poterti perdonare di aver sposato un coglione.
    Capita, Giovanna, capita. Ma poi, con comodo, ci accorgiamo che, da sole, non si sta poi così male. Forse perchè eravamo già sole, ma senza accorgercene.
    E come Dumbo, sappiamo volare. Anche senza piuma

  3. First Lady Dice:

    Mamma mia, che poveretto, dopo questa risposta, è proprio il caso di dire: ma per fortuna che è finita….meno male che se n’è andato….meglio tardi che mai!!!
    Classica risposta di quello che nei confronti degli ex-suoceri si sente in difetto, a disagio, e trovandosi in difficoltà, risponde aggredendo (con una risposta di merda, nemmeno ragionata), perchè è in imbarazzo e non sa che cosa dire…poi magari se ne è pure pentito di sta cagata, ma per orgoglio non lo ammetterà mai!!!
    Fatto sta, che ora lo puoi lasciare serenamente a quell’altra, che si crogioli nella sua immaturità, e nel suo schivare eternamente responsabilità. In bocca al lupo!

  4. ragnè Dice:

    Fa un male porco.
    Sopratutto aver creduto per 10 anni che lui fosse una persona diversa. Oppure aver sperato (stupidamente) che potesse cambiare per te.
    E 10 lunghissimi anni di vita regalati alla causa, sembrano sprecati visti oggi.
    Ma il lato positivo c’è. Puoi dire che te ne sei liberata, che non sei più costretta a condividere la tua vita con una persona così.
    E il male all’anima passa, giuro che passa.

  5. MENA A BREA Dice:

    Cara Giovanna,
    leggendo quanto hai scritto…che dire??? Certa gente nasce, cresce, vive, invecchia e muore senza maturare minimamente!
    Immagino quanto stai provando, chiunque abbia avuto una delusione di questo tipo da una persona che ha amato ti può capire!
    Io tempo fa ne ho vissuta una simile, certo non con un intervento chirurgico, e comportamento relativo della persona con cui hai condiviso tanto, e non avendo una figlia in comune! Ma per fortuna sono passato dal rodimento cosmico (parafrasando il grande Leopardi), tramite la delusione per aver diviso tanto tempo con questa persona, alla convinzione che…beh meno male che è finita! Quando a mente fredda ponderi queste cose alla fin fine ti viene da pensare questo, pensare a come sarebbe stata la tua vita insieme a un qualcuno che si comporta in questo modo, cosa che naturalmente lascia a dir poco spiazzati! Posso consigliarti una cosa??? Invece di cercare di capire “con chi sono stata sposata dieci anni?” pensa soltanto a questo…se avevi fatto una rapina stavi ancora in galera, il tuo ex marito invece ti ha fatto l’indulto….. lui invece è un ergastolano!

  6. Sunny Dice:

    Cara Giovanna,
    mi é capitato di assistere alla devastazione che segue quando un figuro come il coglione che hai sposato tu, decide di uscire di scena in sella ad un caterpillar anziché uscendo dignitosamente dalla porta principale.
    Sono fatti così, i coglioni, ma va anche detto che, non fosse altro che per osmosi da anni vissuti insieme, si rincoglioniscono pure un pò le donne che pensano di aver perso qualcosa di importante.
    Io amavo tantissimo la Lei, e questa volta mi ero dovuta dire “a questo giro non ce la facciamo”, già, perché eravamo recidivi.
    Così sfranta non l’avevo davvero mai vista……

    Ma le donne sono come la fenice.
    Rinascono sempre.
    Ed alla mia Lei é bastato un click sul bottone “prenota”.
    Io, per affetto e cecità, l’avevo sconsigliata.
    Non ce la facevo a saperla in un altro continente in quelle condizioni.
    E ricorreva anche la più glicemica delle feste annuali.
    Ed invece é stato il click più azzeccato che la storia informatica conosca.

    E proprio pochi giorni fa i miei occhi hanno goduto quando hanno letto questo di lei: “e, tra l’altro, se sapevo, quel coglione lo lasciavo prima”.
    Giovanna, ci sono click che ti salvano la vita ^_^

  7. Marilla Dice:

    Caro Gimbo,
    ti lessi tardi.
    Ma hai ragione. Non si parla solo di bastardi in azzurro, ma anche in rosa. E credo che i calci sui denti facciano male nello stesso modo.
    Statisticamente le donne sono più sofferenti, ma forse solo perchè hanno la voglia di raccontare il loro dolore. Il maschio non sempre lo fa. Scatta forse il pudore dell’esternare i sentimenti, che, per retaggio, è tipicamente femminile.
    E gli stronzi abitano sia Marte che Venere

  8. MENA A BREA Dice:

    Marilla, magari il dolore lo si esterna in modo diverso! Tutto qui!
    I maschietti si rivolgono a pochi/e amici/e fidati/e, che hanno il compito gravoso di sopportare e dare una mano… a volte in faccia per svegliare da un torpore mentale, dovuto a un dolore sentimentale (sì uno shock dicendo cose che possono soltanto far rialzare la persona), l’amico di turno!
    Fatto sta che, come dici te, che i calci sui denti fanno male nello stesso modo, solo che i maschietti sono così pavidi da pensare che sia poco virile mostrare la loro sofferenza!

  9. Peter Dice:

    Cara (spero tu me lo permetta) MENA A BREA, pur concordando con Marilla, finisci con un giudizio tranciante sui maschietti pavidi, a tuo dire, di non voler e/o saper mostrare la loro sofferenza. Non pensi che il problema possa essere, almeno a volte e da entrambe le parti, l’incapacità di leggere il dolore altrui? Che ad entrambi i sessi spesso manchino gli strumenti di lettura del’altro?
    Rimane il fatto che gli stronzi rimangono tali sia in rosa che in celeste

  10. MENA A BREA Dice:

    Peter…ma dai per scontato che io sia una donna!!!!
    Gli strumenti di lettura… mancano eccome se mancano! Forse son sempre mancati, ma, ultimamente, sono sovente del tutto assenti! Il dramma forse è questo!

  11. Sunny Dice:

    Clap clap clap.
    Voglio fare i complimenti ai rappresentanti dell’azzurro che hanno commentato.

    Temo siate una razza in via di estinzione, ma é rassicurante sapere che in giro per il mondo ci sono ancora uomini come voi, perché siete fiocchi azzurri, vero?…..

    P.S. Ci si trasferisce tutti al MeriBar, perché ho almeno un caffè pagato.

  12. Marilla Dice:

    Cari azzurri,
    mi complimento con voi. Probabilmente la mamma, da bambini, vi fece lavare i piatti e pure fare la spesa, il che vi ha resi maschietti migliori, a parte Peter che non capì che Mena a Brea trattavasi di maschio, coniugando, ello, i verbi al maschile singolare. Ovviamente, ora faccio la furba, perché corcazzo che io l’avevo capito… Forse perché i nomi che terminano per A sono solitamente femminili, come la birra?
    Mio delirio a parte, credo che la sofferenza sia patrimonio dell’umanità. Rosa e azzurro.

    @ Mena (dono della sintesi)
    E’ vero: i maschietti si sfogano dieci minuti con l’amico, mentre trangugiano un panino e porconano guardando l’Italia. Noi donne siamo allucinanti ed allucinogene. Parliamo ore ed ore ed ore, e, buffamente, troviamo sempre un’altra donna pronta a subire i nostri ettolitri di lacrime che devastano quintali di patatine. Forse perché sa che, poi, potrebbero invertirsi i ruoli.
    Ed è vero che molti uomini considerano estremamente poco virile lasciarsi andare in questo modo vergognoso. Forse per il disgusto per le patatine umide..

    @ Peter
    Il problema non credo sia la totale incapacità di leggere il dolore altrui, ma solo l’egoistico desiderio di ognuno di stare meglio, a discapito di ciò che prova/sente/desidera il secondo membro della coppia. Non penso manchino gli strumenti, ma la voglia. Perchè, in fondo, che male c’è nel voler star bene, nel cercare nell’altro la panacea di tutti i dolori? A quanto pare non è politicamente corretto (me lo dice il mio psyco, io si che ne so).

    @ Sunny
    cara PPDP (Più Presente Del Prezzemolo), per una volta mi tocca concordare con te.
    Clap clap clap
    PS
    Ti raggiungo al Bar. Se paghi tu

  13. MeriPop Dice:

    Vabbè, io vi lascio le chiavi. Spegnete le luci prima di andarvene.

  14. GIMBO Dice:

    sarò scemo io, ma le tre volte che una donna mi ha fatto piangere (ok, forse erano quattro), non sono mai andato da un amico, né ci ho parlato. come se sapessi, anche inconsciamente (la prima “botta” vera avevo 21 anni, ora mooolti di più), che non avrei avuto da un mio “simile” nessuna consolazione, nessun conforto, nessuna “risposta”. no, il più delle volte mi sono macerato da solo. o con un’amica, e ogni volta ne sono uscito con più dubbi sulle donne e meno certezze sulla mia capacità di comprenderle

  15. paola Dice:

    Forse ci innamoriamo dell’idea che ti fai di una persona e non della persona stessa che neanche vediamo. Ci innamoriamo della proiezione dei nostri bisogni, del nostro modo di essere, ma lei/lui è diverso/a. La delusione, o meglio la mazzata, arriva quando finalmente lo/a vedi come realmente è e non come tu volevi o speravi che fosse. Lei/lui è stato sempre così (cinico/a, indifferente, immaturo/a eec.) ma noi non lo abbiamo visto perché lo vedevamo come in uno specchio e vedevamo noi stessi.

  16. Sunny Dice:

    E se ai fiocchi azzurri ho riservato l’applauso, paola, la mia omonima (un nome una garanzia) merita direttamente la olaaaaaaaaaa!.

    MeriPop, sei stata te a mettere su questo ambaradam. E sei semre tu che frequenti gli ultimi esemplari di uomini pensanti e provanti sentimenti (la Marilla mi lapiderà per questa licenza poetica). Smettila di fare la preziosa e contribuisci alla causa.
    E comunque almeno dimmi quante mandate di serratura dobbiamo dare ;o)))))

  17. Marilla Dice:

    Cara Meri Pop,
    ma devo anche lavare i piatti sporchi che hai lasciato li?
    Eh no, ciccetta… Torna a casa Lassie

  18. Peter Dice:

    @ Mena a brea.
    Non mi ha incantato lo pseudonimo che chiaramente riportava ad una birra, la mia preferita (in quanto tale maschile?) ma la sostanza e la presentazione dei commenti.
    Se sono stato presuntuoso chiedo venia.

    @ Marilla
    Car* Marilla (lo star è neutro, così non sbaglio 🙂 ) non c’ dubbio che ognuno di noi voglia stare bene, anzi meglio, ma questo, di per se, non nega l’umanità della comprensione. Voler star bene ci rende meno umani?indica una capacità di scelta che spesso non abbiamo, perché non abbiamo gli strumenti, non siamo né preparati né pronti.
    Penso anche che lo spessore umano che ti permette di sentire e comprendere l’altro possa estrinsecarsi solo accettando e vivendo con pienezza il proprio dolore ( e ogni adulto ne ha patito più d’uno).
    Chi tende, piuttosto, all’elisione finisce con l’averlo compagno per sempre, e questo porta, spesso all’insensibilità.
    Potrei quindi concludere che è l’incapacità di soffrire ci priva degli strumenti di comprensione dell’altro/a.

  19. Marilla Dice:

    Caro Peter, (propendo per il maschile)
    non siamo nè preparati nè pronti. Stravero. Mai preparati e quindi spontanei, se vogliamo
    E capaci di soffrire. Di provare dolore, in un modo degno. Almeno, in questa piazzetta virtuale, anzichè no, io la vedo questa capacità. E ne esulto.
    Perchè molto mi fa sperare che non tutti scompariremo come i dinosauri, ma lasceremo tracce di noi, oltre le ossa in un museo

  20. MENA A BREA Dice:

    @Peter: scusami tu, il mio messagio era un po’ da superbo!!
    Comunque…ottimo gusto per la birra a quanto vedo!

    @Marilla: Marilla…. io alla fin fine credo che il dolore, oltre a farci “crescere”, al contrario di chi spesso ci determina questo stato d’animo, sia un ottima medicina per godere della felitictà, che a mio avviso è uno stato effimero e fugace, ma quando c’è…. che bello!
    Sulle ossa….beh anche quelle servono alla scienza!!

    Meri…. dove hai messo la chiave?????
    Non la trovo! Poi ti finisco la menabrea eh!!!

  21. Sunny Dice:

    Ho avviato il programma di disintossicazione da su per cali fragili. Domani mi connetterò solo nella pausa caffè verso le ore 11,30, nella pausa pranzo verso le 14,30 e prima di chiudere baracca e burattini.
    Mi piacerebbe leggere le repliche di Peter a Marilla e di Marilla a Mena.
    L’argomento si fa avvincente 🙂

    Meri, s’é fatta ‘na certa, io chiuderei anche le persiane che fa freschino.

    Slammmmmmmmmmmm (oddio, porta sbattuta 😉 )

  22. Marilla Dice:

    Seee e noi siamo qui a scrivere a comando per la Sunny. Distributori perle ai porci on strike. Io vado al bar.

Lascia una Risposta

Copyleft SuperCaliFragili | Design by Riversman Entries RSS Comments RSS