Poveri ma belli/2


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Che poi a proposito del vintage di ieri , di donna Caterina ormaipaceallanimasua, ho trovato su un altro blogghe quello che scriveva Cesare, che ormaipaceallanimasua anche lui e sempresialodato pure: 

“A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e traversare la strada, per diventare come matte, e tutto era cosí bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che qualcosa succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, e magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare camminare fino ai prati e fin dietro le colline. – Siete sane, siete giovani, – dicevano, – siete ragazze, non avete pensieri, si capisce –. Eppure una di loro, quella Tina che era uscita zoppa dall’ospedale e in casa non aveva da mangiare, anche lei rideva per niente, e una sera, trottando dietro gli altri, si era fermata e si era messa a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all’allegria.”
— Cesare Pavese,La bella estate 

1950 - Premio Strega a Cesare Pavese per "La bella estate"

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