Ho imparato a sorellare. E non smetterò


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Categoria: Andare, Fare   |    9 Comments »   |   

Sono giorni dolorosi. Molto. Molto dolorosi. E però sono anche giorni nei quali s’avanza ancor di più la sorellanza. Non ho trovato il significato preciso di questa parola. Nel vocabolario. Invece lo sto trovando in parecchie case. Case di donne. Nelle quali arrivo, sbarco, sorello e riparto. Apripista fu Lamicamia, sempresialodata. Seguì il viaggio in Carinzia, sempresianlodatepure Frà&Vale too.

Stavolta ne ho fatto uno apparentemente più corto. Nel quartiere accanto. Ma per arrivarci ho dovuto fare un sacco di strada. Nel senso che 1) io fino a due anni fa una cosa del genere me la sognavo e 2) che prima di aprire sto blogghe e di andare sui socialcosi non avevo una movimentatissima vita. Cioè se ce l’avevo era perché pedinavo la vita di un altro. Ma che potessi permettermi io di averne una per i fatti miei questo poi figuriamoci (e, sia chiaro, non è che fosse colpa del poveruomo. Era miaebbasta).

Insomma c’è che io sono stata invitata. A casa. Di… Ippazia. La mia amica Ippazia. Che come Lamicamia e Franca e Vale io non l’avevo vista mai. Ma ci seguivamo sul socialcoso. Ippazia me l’aveva raccomandata la mia amica Nì e Nì un’altra Nì e insomma na specie di effetto domino di amiche.

C’è che Ippazia faceva il compleanno. E aveva invitato le amicheamiche. E poi pure Meri Pop in quota “sparigliatrice”. Tra le referenze di Ippazia c’era che cucina che in confronto Ferran Adrià je spiccia casa. E io vi voglio solo ricordare che mia sorella -quella anche di Dna- mi ha regalato il curriculum adesivo “Bacio meglio di come cucino”.

Capite? Insomma io vado. E arrivo in una casa che lì proprio lì ci ha abitato venti anni la mia zia del cuore. Me stava a prende un colpo. Citofono, salgo, lei apre, ci abbracciamo, entro, mi abbraccio pure le altre insieme a un calice di Berlucchi e -non so come dirvelo- io mi sono sentita tutta una cosa emozionante nello stomaco. Era fame. Perché era dalla sera prima che facevo posto. E avevo ingurgitato solo un Bifidus Actiregularis. Ma me ne sono sentita pure un’altra di cosa emozionante. In testa. Era il Berlucchi. Rosè.

Ed è stato dal secondo bicchiere che si è aperta una delle più memorabili Woodstock del palato e della chiacchiera che si ricordino. A ricordarsele, appunto. Che dopo il Berlucchi è arrivato il Verdicchio e un altro buonissimo che non mi ricordo e poi i liquorini e gli elisir e i nettari degli dei.

Ippà, mi ricordo che quando sono uscita da casa tua-vostra-nostra ero più vicina al Nirvana che a Lungotevere. Ma che caspita ci siamo dette in quelle quattro ore a tavola io proooooooprio non me lo riesco a ricordà. Uomini, di sicuro. Tacco. Tacco 12 di sicuro pure lui. Poi tipo i rossetti. I rossetti, i tacchi e gli uomini (nell’ordine, che di solito così si conquistano). Mannaggia, poi?
So solo che, uscendo, mi sono detta:
-Meripo’, qualsiasi sia stato il prezzo per arrivare fino a qua ne valeva la pena. Ahssì, se ne valeva la pena.

Segue elenco parziale delle meraviglie patrimonio dell’umanità (che ora devo far aggiungere dall’Unesco) consumate dalle otto sorelle:

Bavaresina di gorgonzola (un piccolo Ayers Rock) con sopra una gelatina di squisitezza e uvetta al Marsala
Ravioli (fatti a mano) di melanzane e ricotta salata con confit di pomodorini
Timballino di pesce azzurro all’arancia, zenzero e cannella su letto di patate
Mozzarella sbottonata con bottarga e Saba
Tiramisù che lèvati
Parfait di mandorle glassate con squaglio di cioccolata calda
Rotolo al cioccolato con bucce di arancia candite

I dolci di Ippazia - Foto (e stomaco) Meri Pop

9 Risposte to “Ho imparato a sorellare. E non smetterò”

  1. Franka® Dice:

    hai visto mai che di sorella in sorella non ti riesca di metter su quei tre/quattro chili che ti necessitano per non volar via quando vieni qui e tira bora?

  2. Verderame Dice:

    Ordunque, m’è capitato spesso di aprire piste, e NON dal naso, ma di questa sono particolarmente fiera. E commossa. Solo che io l’ho aperta con un anticrittogamico, invece che con un banchetto. E purtroppo, non sono coriggibile. L’amicasua.

  3. MeriPop Dice:

    Frankamia se andiamo avanti così la prossima volta da te ci arrivo rotolando.
    Verderame guarda, manco Cristoforo Colombo coi traffici con l’Oriente aprì vie simili.

  4. Valerimba Dice:

    Questa idea di Meripoppa itinerante che feisbuccandodequaedelà và in giro per l Italia a strafogarsi di delizie e di chiacchere con le “babe” mi piace un sacchissimo!!!!Essendo stata io una delle “vittime” consiglio di non perdersela…è proprio uno spasso 🙂

  5. Marco GG Dice:

    Ecco, è il SEGNO tanto temuto.
    Tra Berlucchi, chiacchiere e cioccolato nel Gineceo, a Meri Pop è giunta, abbacinante come sulla Via di Damasco, l’illuminazione: noi uomini non siamo indispensabili…

  6. MeriPop Dice:

    Marco, verissimo: solo in stato di ebbrezza si raggiungono le più alte verità!
    Valerimba, guarda che ti stanno prendendo sul serio al punto che si sta organizzando una Woodstock delle Meri Pop’s friends. gesummio

  7. gimbo Dice:

    il timballino di pesce azzurro doveva essere stratosferico!

  8. MeriPop Dice:

    confermo: sublime. nonostante la mia esperienza di tenutaria sentimentale mai avrei detto che arancia zenzero e cannella potessero “sposarsi” col pesce. e invece vedimo’

  9. SuperCaliFragili » Blog Archive » Inforchèttabol Dice:

    […] cena di femminazze da Ippazia. Astenersi astemie La specifica secretata era che, tra le femminazze, ci sarebbe stata anche alta, […]

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