Sex and the Cipol
Tags: Cappadocia, cipolla, cucinare, Professor Pi, riso pilaf, Roma, sex, tramonto, viaggiare
Categoria: Siparietti | 10 Comments » |
E’ successo che il Professor Pi doveva partire per la Cappadocia. Ma stavolta io non potevo andare. E’ un uomo fortunato, a volte.
Dunque io non potevo andare però lui ha detto
-Meripo’ visto che ho l’aereo all’alba che dici se passo a salutarti e con l’occasione mi ospiti la sera prima?
-Certo Professor Pi anzi se con l’occasione poi mi insegni qualche altra ricetta, che sono cinque inviti a cena di seguito che faccio la tua pasta alla siciliana rivisitata
E lui ha detto
-Certo Meripo’, potremmo fare il riso pilaf , ora ti dico cosa comprare.
E così io sono uscita a fare la spesa e lui ha preso un treno ed è venuto a trovarmi.
Io, ve lo devo dire, non è che avessi mai ospitato uno scienziato e allora mi sono preparata. Ho studiato. Ho studiato tutta la settimana. Come dovevo vestirmi. Tipo gonna tattica, maglietta, tacco 12. 10. 8 (no, scusate, se mi presento col tacco 12 a Termini potrei dare adito a pettegolezzi).
E insomma sono andata a prenderlo e me lo sono trascinato e l’ho accompagnato a casa.
Sapete com’è, una chiacchiera tira l’altra e intanto avevo stappato un 15 gradi rosso e cin cin e salutino e sorsetto e poi questo caspita di Professor Pi me ne fa passare di tutti i colori e mi porta in posti che manco so dove stanno e come si pronuncino e però ecco lui ha un suo fascino. Così beh, avete capito, si era creata una certa atmosfera, io avevo messo pure Chiara Civello di sottofondo, a Roma c’era il tramonto che faceva capolino dalla finestra e allora lui si è avvicinato e anche io e lui ancora un altro po’ e io pure e sostanzialmente eravamo come la collisione del Titanic con l’iceberg, ho chiuso gli occhi, ho sentito la sua bocca avvicinarsi al mio orecchio ed è allora che mi ha sussurrato
-Meripo’ hai una cipolla?
Ha detto Meripo’ haiunacipolla
Io prima ho visto se c’era la telecamera di Scherzi a parte poi ho guardato il calice del rosso chemagarihoesgaeratoehocapitomale e poi ho guardato lui che ancora stavo stesa, nel senso dallo stupore e allora lui ha detto
-Mi sono dimenticato di dirti di comprare la cipolla. Non ne hai vero?
-No.
E lui allora ha sfoderato il sorriso da bel tenebroso
E io mi sono detta: Ambeh me stava a prende in giro, volevo dire…
E lui a quel punto si è alzato in direzione suo zainetto, l’ha aperto e ha tirato fuori un incartamento argentato e, sempre come il beltenebrosando ridens, me l’ha sventolata, la cipolla d’argento, e ha detto:
-Lo immaginavo, non importa, l’ho portata da casa.
Poi si è messo a cucinare.

Adesso, guardate, ci deve solo provare a dirmi che mi vuole portare tipo dai cannibali. Anzi, ci provi: che gliela do’ io la ricetta a quelli per sbocconcellarselo in casseruola.
Il Professor Pi-laf, lo faccio diventare.
Con la cipolla, s’intende.
Giuro che me la porto da Roma.
May 18th, 2012 at 16:28
Ineccepibile.
Missione fondamentale di un gentiluomo che gioca in trasferta (a casa della Signora) è dissimulare le proprie intenzioni come nemmeno il Paul Newman de La Stangata (scena del poker sul treno).
Negare, negare, sempre negare!
Qualsiasi sia il territorio della comunicazione: verbale, gestuale, onirico.
Dal punto di vista maschile è evidente che il Professor Pi era soggiogato-no-prisoners, come e più del fido Dinamite di Tex Willer, sconfitto dal fascino torrido di Meri Pop, stregato dal tramonto Romano, ottuso (nerzenzo di ottundere) dalle calde vocali aperte della malinconica Civello e inebriato dal 15° rosso.
Geniale il colpo della cipolla.
Ben giocata!
May 18th, 2012 at 17:14
Mi spiace, caro Marco, non c’è nulla da dissimulare e da negare.
Se una fanciulla mi invita a cena a casa sua, mi prepara (nel mio caso non c’è alternativa: non so cucinare) una cenetta, apre una buona bottiglia di vino rosso a 15 gradi, mette Chiara Civello di sottofondo, si attarda a guardare con me il tramonto di Roma e alla fine mi manda in bianco io non mi arrabbio.
La denuncio per truffa.
May 18th, 2012 at 20:25
All’università (studiavo da antropologa) avevo fatto una tesina sulla rappresentazione simbolica del cibo e per l’occasione avevo trovato alcune ricette originali (centroamericane, non mi ricordo se azteche, o maya o giù di lì) del perfetto chef cannibale. Se vuoi posse cercarle la prima volta che capito a casa dei miei…
))
May 18th, 2012 at 21:00
Daniè, cerca e manda.
May 18th, 2012 at 23:49
Il professor Pi è cortesemente invitato a passare via mail i bigliettini del riso pilaf affinché la sottoscritta possa pubblicare la ricetta sul cookblog aperto per la scapestrata (e la di lei sorella) tenutaria di codesto blog, la quale invece di cucinare va a spasso in lungo (e anche un po’ in largo) per l’Italia
May 19th, 2012 at 07:26
Ma noooo! Non c’è più religione! Allora è l’ora dei replicanti! Diamo soldi alla ricerca.
May 21st, 2012 at 16:28
Però pure tu, i professori di cose pratiche non ne vogliono proprio sapere. La prossima volta, prima di invitarlo, chiedi a un super commissario di stilarti una sexing review. Lo manderà in estasi. Soprattutto se prevede l’utilizzo della cipolla nella colonna e…(autocensura…
May 21st, 2012 at 18:41
Professor Pi forza co sti bigliettini
The Mac: Professorpithon
Tina: sexing review! bellissima, basta co sta spendind
July 19th, 2012 at 23:13
io avrei lanciato in aria la cipola e l’avrei trascinato in camera…da letto!
A’ la guére comme à la guére. Meripo’, eh!
July 30th, 2012 at 15:39
[...] ora che ci penso ma po’ esse che io poi parto romantica e mi ritrovo sempre alle prese con le cipolle? Ma come caspita è sto fatto?) [...]