Comunione e Liberazione femminile


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Categoria: donne toste   |    2 Comments »   |   

Anche le cielline nel loro piccolo s’incazzano. Oggi qui. Con questo:

Insomma, dove non poté la bufera giudiziaria poté un sofà: che la signora Carla Vites coniugata Simone lì davanti sbottò. Davanti all’immagine del «governatore a tutto campo mollemente adagiato su un letto megagalattico del Salone del mobile che se la ride soddisfatto». Nel giorno del «58mo compleanno del suo migliore amico Antonio Simone detenuto nelle patrie galere di San Vittore». Che della ciellina signora è marito. Il nuovo problema del governatore Formigoni oggi, dunque, potrebbe chiamarsi Divani e Divani. E Carla, soprattutto. Ma sbaglierebbe chi pensasse che è problema esclusivo del padàn presidente: perché la lettera che Carla Vites consegna alla storia, oltre che al quotidiano che ieri l’ha pubblicata, segna l’inizio di un potenziale smottamento, quello femminile.

Della delazione per mano di donna avevamo avuto un assaggio con la tendenza Veronica, Lario. La rasoiata che Carla Vites infligge in punta di penna richiama molto quel mo’ basta: è una lettera vendicativa, che rinfaccia, sgraditamente ricorda, tranchantemente rievoca e nulla risparmia. Ma ciò che quella rasoiata squarcia è soprattutto un sistema: donne accondiscendenti e mute all’ombra di potenti uomini. Carla Vites imbraccia la penna e vendica un marito a suo dire lasciato solo. È un gesto dalle conseguenze imprevedibili che apre l’era della paura: della possibilità che tutto crolli per mano di donna.

A parti invertite quanti uomini avrebbero scritto una lettera così? Quanti farebbero prendere alla bile esondata la via di una pubblica denuncia? Quanti uomini scenderebbero all’Inferno per amore? Che l’ultimo, come risulta da approfondita ricerca del mio amico Marco, pare sia stato Orfeo. E s’è visto com’è andata a finire.

2 Risposte to “Comunione e Liberazione femminile”

  1. gimbo Dice:

    ho letto la missiva: ho il dubbio se sia stata scritta da una donna vendicativa o (ipotesi che mi intriga assai di più) da una militante ciellina che non ne poteva proprio più. anche se con enorme (e colpevole) ritardo. don gius, come lo chiamavano loro, da vivo chiudeva un occhio (a volte due), poi ha cominciato a fare carpiati nella tomba con coefficienti sempre più alti…

  2. Oscar Wilde Dice:

    “delle donne ammiro il coraggio. Sono capaci di fare qualunque cosa, a patto di sapere di essere notate.”

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