L’uomo che sussurrava alle Meri Pop


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Se n’è andato pure Robert Sherman “che aveva scritto Supercalifragilistichespiralidoso“.
Lascia come è evidente la qui presente Meri Pop, tenutaria del blog sentimentale che a Supercali si ispira, inconsolabile. Ma, appurato che dai 20 agli 80 anni tutte le vedove si rivelano poi consolabilissime ed appurato anche che la qui presente rientra, seppur di poco, nell’intervallo anagrafico succitato, l’occasione mi è gradita per dirgli quanto gli devo.

Caro Robert,
sono già circa due anni allorquando, reduce da uno di quei disastri emotivi che in confronto Demi Moore sta un fiore, mi accingevo a ulteriormente stressare le poche amiche rimaste nonché l’inamovibile sorella, quando mi sovvenne non ancora l’eterno ma il provvisorio pensiero che “magari se invece di stressare i superstiti per telefono cominciassi a scrivere così se lo leggono quando je pare, anche mai, può essere che magari un po’ mi sento meglio pure io”.

Il valente grafico chiamato a occuparsi del caso al posto dello strizzacervelli disse che
“mi serve un nome pe’ sto blog e un nick tuo”.
Io Nick pensavo fosse uno, pensa come stavo. Poi mi disse che voleva dire pseudonimo. E così passai dal tormento di Coso (il poveruomo, l’ex marito) a quello di Nick. Pensa che ti ripensa cominciai a stilare liste di improbabili nomi di blogghe e di tenutarie di blogghe. Finchè in un momento di particolare giramento di cabbasisi misto a lacrimazione sfrenata mi iniziasti a suonare tu nella testa e mi venne in mente lei, Mary Poppins:

proprio così, che volava trascinata via dall’ombrello. Ebeh, che avrei dato per potermi sollevare un po’ pure io ma fu proprio canticchiandomi “eeee-sssupper-cali-fragi-listi-chesp-irali-do-so” che mi chiesi: e perché non posso essere anche io una Mary Poppins? E sto blogghe lo chiamiamo proprio con questa parola che vuol dire sia “super cali fragili” (che stavo effettivamente piuttosto in calo e instabile assai) ma anche “su, per cali fragili” (che l’ottimismo è sempre della volontà, come diceva pure il poro Gramsci, mi scusi se lo cito insieme a Cancaminin).

Insomma Robert ma lo sai che anche se ti sembra che abbia un suono spaventoso se lo dici forte avrai un successo strepitoso pe’davero??? Che io da allora, non lo so perché, non solo sono stata un fiore ma “giro in lungo e in largo, e sempre ovunque vo’, la tua parola magica mi da notorietà. Coi duchi e i marajà, coi mandarini e i vicerè, mi basta appena dirla che m’invitan per il the”?? Insomma, Robbè, FUNZIONA!

E quindi state in campana perché “Se tu non sai che dire non ti devi scoraggiar ti basta una parola e per un’ora puoi parlar
ma attento a usarla bene o la tua vita può cambiar”.

Ma soprattutto Per esempio, l’ho detto un giorno ad un ragazzo (beh insomma) e quello non mi ha sposata pe’gnente!! Fantastica, Robbè. Grazie

2 Risposte to “L’uomo che sussurrava alle Meri Pop”

  1. Isabel Dice:

    mi piace un sacco!
    questo post è una genesi!
    daje meripò!

  2. MeriPop Dice:

    ci piace un bel Pop! Grazie (e canta pure tu che funziona, eh)

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