Giovanardi Vainhouse


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Mi stupisce ogni volta la capacità di lettura della realtà che dimostrano alcuni chiamati a governare la realtà. Giovanardi, ad esempio.

Già che muore Amy Winehouse e qualcuno senta l’irrefrenabile desiderio di conoscere il parere di Giovanardi mi sembra, anche questo, significativo. Sarà per quella “delega al contrasto delle droghe”. Che però, allora, se moriva per incidente stradale che facevi, chiedevi un parere all’Aci? Comunque. Carlo Giovanardi così oggi esordisce:

Credo che una morte tragica di questo tipo non possa che far riflettere i giovani e giovanissimi su come la droga tolga la cosa piú importante che una persona può avere e cioè una vita pienamente vissuta, le soddisfazioni di avere una famiglia, di avere dei figli e di godere della propria esistenza da giovani, in mezza etá e durante la vecchiaia“.

Ma non sarà che, però, sta poveraccia assumeva droghe per manifesta incapacità di costruirsi “una vita pienamente vissuta, le soddisfazioni di avere una famiglia, di avere dei figli e di godere della propria esistenza da giovani, in mezza etá e durante la vecchiaia”? La droga, Giovanà mi scusi, non è la causa: è l’effetto. L’ultimo.

Perché le domande che ci facevamo ieri mia sorella ed io, davanti a un caffè, in assenza di alcuna sottopresidenza di Consigli, né di deleghe ad alcunchè, così, nella nostra analisi all’amatriciana di una domenica in famiglia, era: possibile che questa donna non abbia avuto accanto a sé nessuno, ripeto: nessuno, né in famiglia, né nello staff, né nelle sanguisughe che pure avevano tutto l’interesse a tenerla in vita, che potesse mettere un argine a quella solitudine e a quella disperazione?

E un po’ mi fa impressione pensare che uno che si occupa di droga se ne occupi così. Che a volte alcuni sarebbe meglio che si occupassero di andare a casa e pensarci meglio. Va’, in house.


(Grazie ad Andrea, che ha trovato questo video)

2 Risposte to “Giovanardi Vainhouse”

  1. Sunny Dice:

    Mia cara Meri, se è vero che la mamma di Amy ha detto “era solo questione di tempo”, io mi incazzo come un giaguaro.
    Non si può rinunciare così ad una figlia.

    Segnalo questo link:
    http://assante.blogautore.repubblica.it/2011/07/amy-winehouse-2/?ref=HREC1-8

    Personalmente sottoscrivo: “Non c’è nulla di romantico, di poetico, di ribelle nel morire a 27 anni, c’è solo una terribile solitudine. Perchè viene da pensare che nessuno abbia avuto abbastanza coraggio, abbastanza forza, abbastanza amore per farla smettere, per fermarla, per arginare il caos che aveva dentro e che la portava a vivere una vita fatta di eccessi.”….

  2. gimbo Dice:

    non l’ho mai seguita, la povera winehouse, quelle sopracciglia spennellate mi facevano da respingente. ma con tutta la pietà che si può provare per una vita così dissipata, in confronto a giovanardi doveva essere un genio.

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