La valigia e tu


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Cara Meri Pop,
hai presente quando ti fissi con uno? Hai presente quando lo insegui e lui fa il prezioso? Hai presente che poi a un certo punto ti puoi pure rompere le scatole e dire ma sai che c’è vai un po’ dove ti pare? Hai presente che poi quando finalmente molliamo noi si risvegliano loro? Hai presente che quindi a un certo punto finalmente ci si trova sintonizzati sulla stessa onda? Hai presente che a quel punto, chiarisco che intanto erano passati quattro anni di io con altri e di lui con altre, finalmente scocca la scintilla? Hai presente? A quel punto, dopo altri due anni di magia e di simbiosi, ho fatto le valigie e siamo andati a vivere insieme. Hai presente quando hai appena sistemato la roba nei nuovi armadi e qualcosa cambia? Io non lo so ma è come se, una volta arrivata a destinazione, l’avessi trovata diversa da come l’avevo sognata e desiderata. Un po’ si sè messo in pantofole lui una volta che sono “arrivata” ma un po’ mi sono messa pure io a guardarmi intorno. Perché certe volte, invece, ci guardiamo tra noi e diciamo “e ora?”.
Valigie Sfatte

Care Valigie Sfatte,
qua tocca decidersi: o si desidera qualcuno o ci si va a vivere insieme. Non è che si possa desiderare ciò che già si ha e non è un problema dell’amore ma della lingua italiana. Desiderare implica un mistero. Ottenere implica svelarlo. Desiderare è essere fedeli a un obiettivo da raggiungere. Ottenere, il più delle volte, dopo un po’ implica invece cambio dell’obiettivo da raggiungere: corna, tesò, corna.
Ora noi ci possiamo fare anche un trattato filosofico, sulla bellezza della monogamia, ma sul fatto che la fedeltà sia connaturata all’uomo avanzerei più di un dubbio. E manco alla donna, diciamolo santocielo. Ma sai perché? Perchè, secondo me, tendiamo ad essere conquistati, più che dagli uomini o dalle donne, dalle cose che non conosciamo piuttosto che da quelle che ci sono ormai familiari.
Ora, a parte alcuni casi di coppie sempreverdi che me stanno a rovinà tutte le statistiche -e, per quanto rari, ce l’ho sotto gli occhi e non è che li posso sterminare col Napalm, credo- il resto cerca di barcamenarsi tra due frasi che continuano a ripetere tutti, non so se rendendosi conto dell’involontario effetto comico: “tener vivo il desiderio” e il “rinnovarsi sempre”. Mo’ io dico: ce l’hai incorporato/a come l’airbag, cosa vuoi tenere vivo il “desiderio”? Sta lì. E rinnovare che? Mica sei un passaporto.
Valiginamia, che ti devo dire? Solo che forse è meglio tornare a mantenere le distanze. Nel senso chilometrico. Perché la trasmigrazione di valigie, è provato, aiuta a tener vive le Ferrovie. E il desiderio.

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