Già è un trauma il distacco mo’ ci mancava pure l’attrito


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Cara Meri Pop,
ma questo professor Pi esiste veramente? Io credevo fossi sempre tu che ti sdoppiavi ma, non ti offendere, dal tipo di risposte ho capito che invece deve essere una persona molto razionale, riflessiva, affidabile, logica. A questo punto ne approfitterei per chiedergli: ma secondo lei, caro prof, si può fare qualcosa per sedurre qualcuno che apparentemente non si interessa a noi, qualche legge attrattiva di particelle nell’universo, oppure ci sono particelle inconciliabili, neanche con un paio di autoreggenti come si deve?
Grazie.
Giulietta
P.S.
Meripop, scusa ma pensavo proprio fossi tu
 
Intrusione a cura di Meri Pop
Giuliè, scusa, che sarebbe sto “invece”? Che io forse non offro garanzie alle voci “razionale, riflessiva, affidabile, logica”? Ora io la lettera gliela passo perché la mia nobiltà d’animo mi precede come fama nel mondo però c’è gente che per molto meno ha ucciso.

Risponde il Professor Pi, persona molto razionale, riflessiva, affidabile, logica. Nonché scienziato

Gentile Giulietta,
grazie per le belle parole che ha speso per me.
Per tornare alla domanda, se fossi un creativo, come lo è Meri Pop, mi verrebbe da ricordarle una famosa scena del film “Io sono un autarchico” (mi si nota di più se ci vado, se non vado, se vado e mi metto da parte…).
Come scienziato mi permetto di notare che, nei sistemi con resistenza, per mettere in moto un processo bisogna superare ciò che si chiama “attrito di primo distacco”. Bisogna cioè fare uno sforzo iniziale che è superiore a quello che si deve fare una volta che il sistema è in moto.

Visto che gli sforzi da Ella compiuti ad oggi non hanno sortito l’effetto sperato, la prima domanda da porsi è se il dispendio di ulteriori energie valgano la messa in moto del sistema o se non valga la pena cambiare sistema.
Cordialmente
Suo Pi

 

3 Risposte to “Già è un trauma il distacco mo’ ci mancava pure l’attrito”

  1. Beerbohm Dice:

    Molti anni fa ricordo di avere suscitato interesse particolare nei confronti di una giovinetta, di nome S. . Era un momento di particolare abbondanza di offerta e siccome era carina, ma mi pareva scialbetta, non la degnavo troppo dedicandomi ad altro.

    Una sera a cena fuori, un mio amico mi disse che aveva incontrato S. e che le aveva fatto una testa così parlandogli di me. Una ragazza astante disse che l’interesse di S. valeva poco, essendo lei un trojone senza confini adusa a compiere con gli uomini ogni sorta di sacrificio a Venere senza alcuna inibizione.

    Le parole lì per lì mi lasciarono indifferente, ma mi rimasero a rimbombare nella testa. S. sembrava scialbetta, ma ad immaginarla in situazioni diciamo così più creative cominciava ad avere un suo perché. Insomma, alla fine cominciai a vederla sotto un profilo diverso, cominciai a considerarla, mi accorsi che non era in fondo per nulla scialbetta ed ebbi con lei una lunghissima ed appassionata storia d’amore di alcune settimane.

  2. First Lady Dice:

    Complimenti al Prof Pi, per la spiegazione che condivido in pieno.

  3. Tina Dice:

    In Sex and the city imposterebbero la questione in modo più brutale, ma ugualmente razionale: “non è interessato a te, trovatene un altro”…

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