Lost in Colesterolèscion


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Categoria: Dancalia   |    7 Comments »   |   

Che uno direbbe: vabbè, ringraziate il Padreterno (Marx, Professor Pi, Marx) che ve ne siete usciti vivi da , fatevi il segno della croce (l’addizione, Professor Pi, l’addizione) e non pensateci più, no? E invece noi non solo ci pensiamo, a lei là, ma ci pensiamo pure fra noi qui. E allora Niki Sventola ha detto “e vabbè e allora vediamoci pureqquà”.

E così venerdì, in occasione dei festeggiamenti dei 150 dell’Italia e dei 105 di Strafanto (eddai, stiamo a scherzà), abbiamo rifatto lo zainetto e siamo atterrati dal Professor Pi che ci aveva invitati e mal gliene incolse: aò, tutti puliti, azzimati, pettinati, improfumati, benvestiti mica ci riconoscevamo, eh. Al punto che Matteo ha dovuto esibire la carta d’identità (le infradito nere) e Giorgio le fotocopie dei diari del Nesbitt. A Rosetta abbiamo invece chiesto il replay dell’indimenticabile acuto esibito nella hall dell’etiopico albergo a seguito della locale inospitalità.

Insomma ci siamo blindati in quel della Valdichiana per tre giorni, che sembravamo l’anello di congiunzione fra Little miss Sunshine e Il grande freddo. Che in effetti ieri tirava una giannella mica da poco.

E comunque diciamoci la verità: io questi l’avevo visti una volta sola in vita mia, per 15 giorni, e che caspita di quindiciggiorni lo sa solo Dio (Engels, Professor Pi, Engels) con tutto quello che abbiamo passato là. E mo’ lo sapete pure voi, però, dopo quelle 57 puntate di resoconto del viaggio che in confronto Sentieri vince il festival del corto.

Epperò a me questi mi sembra che siamo amici da quando ero piccola (Strafanto, non è però che non si può fare manco una  battuta, eh. Lo so che tu non eri nato quando io ero piccola, sennò mo’ le amiche lettrici pensano che tu sia un babbione e quando ti sistemiamo attè?). E allora abbiamo deciso di vederci anche senza gli Afar, le guardie del corpo, i kalashnikov, le munizioni, gli interpreti, le guide, i cuochi, i tagliatori di sale e quelli di teste, gli sgozzatori di capre e quelli di cristiani. Poi però per non perdere l’abitudine soprattutto alle ultime quattro categorie abbiamo visto bene di trastullarci con lo sbranamento di una quantità inenarrabile di sanguinolente fiorentine. Nel senso di bistecche, Mario, bistecche, si hai ragione lo specifico. Che sennò non ci tiri fuori dalle patrie galere manco se sei Ghedini.

Mo’ però sarà che a ogni corpo immerso nella Dancalia corrisponde una spinta uguale e contraria allo stesso corpo immerso nella Valdichiana, fatto sta che vi volevo tanto raccontare di questo elenco di amarcord di affetti del cuore ma non riesco a ricordarmi altro che elenchi di affettati nello stomaco; che abbiamo spazzolato via come fa la lava sull’Erta Ale, bruciando in meno di 48 ore anni di palestra, pilates, trekking e corsa campestre. Quindi come lì si era fatta praticamente l’alimentare fame qua si è fatta concretamente la gastrica strage.
E dunque vogliate gradire la Pop Ten della gastronomica emozione, elencata non già per scalata di bontà ma come i contestuali, svariati tipi di alcol riescono a farmeli vagamente ricordare in ordine di transito nel palato:

10) sfogline alle noci, cioccolata e uvetta traslate dalla Padania dai Lost in Traslèscion Patrizia e Massimo
9) collane di salsiccette e salamini traslati da Voghera da Antonello Colonna, alias Stefano
8 trancio XXL di mortadella traslato dal giovin bolognese Strafanto
7) Morellino di Scansano traslato dal senese Giorgio insieme ai biscottini di riso della Hoppe (la Coop quando la pronuncia il Giorgio)
6) Pici all’aglione, al pecorino e pepe e al ragù d’anatra
5) Stracotto al Chianti
4) Gnocco alla crema
3) Oh Susina (marmellata autoprodotta dal Professor Pi)
2) Vinsanto (laico, professor Pi, laico) autoprodotto dal padrone di casa o eterodiretto dal proprietario della Maggiolata sul tavolino del ristorante
1) mi repelle la sola idea delle fauci mai sollevate dal fiero sanguinolento pasto ma pare che ‘ste fiorentine di ieri a pranzo fossero paradisiache (spaziali, Professor Pi, spaziali).

E quindi, come cantavano quelli, “No, non puoi avere sempre ciò che vuoi. Ma se cerchi a volte trovi. E trovi ciò di cui hai bisogno”.
E insomma io mi sa che l’ho trovato. Non (solo) nel palato.

E buona primavera a tutti. Ovunque vi sia spuntata.

7 Risposte to “Lost in Colesterolèscion”

  1. Boss Dice:

    Mitica!!!!

  2. Sunny Dice:

    Quando un gruppo di viaggiatori si trasforma in associazione a delinquere di stampo colesterol*culinario 😀

  3. ROSETTA Dice:

    però abbiamo anche camminato tanto in quel delle colline e dei borghi… e fatto molta ginnastica a ridere del recupero mutande di giorgeppe…

  4. MeriPop Dice:

    Rosè, manco se “annamo” a piedi al Santuario dell’Annapurna…

  5. Infradito Dice:

    MeriPop, sei grande!!

  6. gimbo Dice:

    bistecche siderali… OBBLIGHEREMO P. a portarcele anche qui da noi. al vino ce sta chi ce pensa!

  7. SuperCaliFragili » Blog Archive » À la recherche du slip perdu Dice:

    […] perduto delle quali solo dopo il terzo bicchiere di Morellino di Scansano, in quel della Valdichiana, ha finalmente trovato il coraggio  di metterci a […]

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