Un cuore grasso da slegare


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Categoria: Tacco 12   |    2 Comments »   |   

di Marina

Domenica. Da sola a casa a piangere come poche volte prima. A cascatella, a rivolo, a fontana e a diga. Del Vajont. Mica pizza e fichi.

Riguardo le vecchie foto, vedo quella Marina così grassa, così ingombrante, così con quasi una persona in più sulle spalle, con oltre 40 kg a circondarla, e, con l’occhio affogato dal prodotto delle sacche lacrimali, mi chiedo come sia possibile che, ora, in questo istante, io la rimpianga.

Perché lo faccio? Perché quella Marina li aveva il cuore sotto grasso. Come i salami in Piemonte. Protetto e conservato. Anti-urto, anti-inganno, ben arrotolato. Nessun rischio di amare, perché il grasso le bastava. Allontanava chiunque. Compresa la stessa Marina.

Oggi. Quei 40 kg meno l’hanno di colpo spogliata. Resa vulnerabilissima, spaventata e temuta. Perché quel rimbombo nello stomaco non è più la peperonata della sera prima, ma è un cuore grasso, grasso da slegare. Solo che Marina è una dilettante. Si è dimenticata la lezione dei suoi primi 25 anni, o forse allora non serviva neppure studiare. E oggi il suo aspetto le fa orrore. Più di 40 kg fa. Perché oggi ha comprato uno specchio. E ci si guarda, si prova vestiti, si cambia, ma non sa davvero chi sia sta Marina nuova. E di fondo nemmeno le piace, perché, benchè se la racconti, non guarirà mai dall’ossessione del cibo. E forse, solo questo, la salverà.

Si ama così poco che non si concede neppure il beneficio del dubbio. Da grassa, grassissima, pensava: “Nessuno mi può amare perchè faccio splendidamente schifo.”. Da grassa, mediamente dimagrita, pensa: “Nessuno mi può amare perché faccio sempre splendidamente schifo”. Il tetro motivo conduttore non è affatto cambiato.

Pur comportandosi da donna da manuale, il minchia grande amore non appare. Non vede altre possibilità. E’ perchè è grassa. Meno grassa, ma grassa.

E poi, dopo questa valanga di lacrime domenicale, perdurata fino al lunedì mattina, come una batosta in mezzo alla fronte, un pensiero, l’unico sensato che poteva nascere, riesce a perforare la calotta cranica.
ECCHECCAZZO.
Un sano ECCHECCAZZO di quelli che sgorgano dal cuore. Anche da quelli magri.
E’ solo fottuta paura. E’ solo sostituire il grasso con qualcos’altro. In questo caso con un muro altissimo. E’ fingermi ciò che non sono e poi pretendere che qualcuno scavalchi quel muro di 20.000 mattoni che ho costruito con pazienza certosina, per trovare dietro una che ti chiede se vuoi giocare a Monopoli?

Credo di aver capito che, se non mollo io la paura, quella non mollerà mai me. Se non corro io il rischio, non saprò mai se ne sarebbe valsa la pena. E’ sempre la paura che fa 900, non solo 90.

E, di botto, ho sorriso. Facendomi largo fra le lacrime. E ho ricordato nonna che mi diceva: “Se una cosa si può sognare, si può fare”. E io, soffocata dalla paura, non ho più sognato.
Voglio riprendermi i miei sogni, là dove li avevo lasciati, voglio mollare un po’ di zavorra e concedermi il rischio di soffrire, ma avendo investito davvero me stessa nel tentativo di vivere…

Io sono una donna, mediamente grassa, consapevole di esserlo. Ma ancora troppo impaurita per non togliere quel grassa vicino alla parola donna. Quel grassa che, per anni, l’ha tutelata dalle emozioni. Ma posso lasciare li quel “grassa” e sbilanciarmi lo stesso.
Almeno in questo, essere donna di peso potrà aiutarmi.

2 Risposte to “Un cuore grasso da slegare”

  1. manu Dice:

    dal forum, 25 marzo 2008

    vi racconto cosa mi è successo ieri sera.
    vado a letto verso le 23 e mio marito a letto ascoltava la radio, c’era una canzone degli anni 80, di quando ero bambina…… improvvisamente è stato come una diga che si rompe, come un fiume in piena che rompe l’argine e….. mi sono messa a piangere come una fontana!!!!
    mi sono rivista a 10 anni, una bambina triste e sofferente, ero grassa e brutta, non avevo amiche, io non le volevo, loro erano tutte belle e io no…. ero follemente innamorata, ma lui mi prendeva in giro a scuola e mi chiamava cicciona…. e più soffrivo e più ingrassavo, ma questa storia voi la conoscete bene…. insomma, ho avuto un’infanzia, un’adolescenza, una gioventù di merda, non sono mai stata a mio agio insieme agli altri. quanta sofferenza, quanta intelligenza ho soffocato con una corazza di grasso…. io ero una bambina sveglia, brillante, ma nessuno lo sapeva perchè a causa del mio aspetto fisico mi rinchiudevo e non parlavo con nessuno.
    ebbene, ieri sera, finalmente, ho pianto per quella bambina.
    ora che la mia corazza si sta sciogliendo, ora che i chili di troppo se ne vanno e io vedo allo specchio finalmente una donna, ora posso piangere per quella bambina ferita a morte.
    adesso sono aperta, vulnerabile, ora i ricordi dolorosi possono venire a galla ed essere affrontati, non nascosti e repressi in un angolino del cervello e sovrastati da strati e strati di ciccia. la ciccia se ne va, e torna manuela. ora sono io, senza scudi, posso piangere.
    piango per quello che ho passato, se solo avessi fatto prima il bypass, quanti anni buttati via….
    grazie bypass per avermi dato la possibilità di vivere una vita vera, grazie di avermi aperto alle lacrime che da tanto mi tenevo dentro.
    vale, è vero questo è uno sfogo, ma vorrei condividerlo con le mie amiche di bypass che frequentano questa sezione, tu per prima, spero che non mi sposti…..
    vi voglio bene e, oggi posso dirlo, mi voglio bene.
    manu

  2. Illybaby Dice:

    Perchè, MarinadettaMarilla, ogni volta che leggo qualcosa di tuo mi viene un magone forte ma così forte che mi stropiccia il cuore?!!
    Forse perchè qullo che vivi e provi tu è esattamente quello che vivo e provo io e leggerlo nero su bianco fa sempre un certo effetto.
    Ultimamente ti sento lontana ma leggendo queste tue righe adesso è come se fossi sul divano con me.
    Grazie…

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