Love me Fender


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Cara Meri,
hai qualche consiglio su come distogliere uno che alla veneranda età di anni 48 ha deciso di emulare Jimi Hendrix, scoprendo un’insana passione per la chitarra elettrica, così elettrica che lo sta distogliendo dalla mia, di passione?
Capisco che il mio problema possa sembrarti secondario rispetto ad altri ma ti assicuro che essere preferite a una Fender è più frustrante che essere preferite alla Hunziker.
Suonata 65

Cara Suonata 65,
intanto ti giro il parere di Gimbo Hendrix del Comitato Lasciauncommento, accomunato al Nostro tuo dalla grande ammirazione per Jimi: “Cara, la prima cosa da fare sarebbe chiedersi come mai, alla veneranda età di anni 48, il soggetto in questione preferisca emulare Hendrix anziché dedicarsi a te. Chiediti: in cosa ho sbagliato? Datti una risposta e prova a risalire la corrente. Elettrica”.

Quanto a me, cara Suonata, non sono d’accordo con il collega Gimbo: non vorrei che tu ti chiedessi dove hai sbagliato, vorrei che lui si chiedesse dove ha svoltato. Prima di andare a sbattere.
E prendendo spunto dalla Fender di Jimi, la Stratocaster, dirigerei la mia attenzione sulle migliorie apportate con “l’introduzione del ponte mobile e di conseguenza della leva del vibrato”, nel senso che, esperito un portentoso tentativo di tornare a farlo vibrare senza chitarra, gli farei capire che il ponte più che mobile è levatoio: e se non si dà una mossa tu lo alzi. Il ponte. E te ne vai. Chiaro?

E adesso, per favore, rimbocchiamoci le orecchie. E gli occhi. Io e Anne. E Norah.

13 Risposte to “Love me Fender”

  1. Tina Dice:

    Cara Suonata 65,
    lo sanno tutti che gli uomini alla veneranda età di 48 anni cominciano a sentire quello che in gergo si chiama “rincoglionimento senile”. Il problema è che non si sa mai quanto duri…(astenersi dalle battute sull’ultima affermazione, prego).
    Il mio consiglio è: assecondalo. Quando si troverà a suonare con Jimi in erba che potrebbero essere i suoi figli vedrai che apprezzerà il posto d’onore in bacheca che nel frattempo tu avrai creato per la sua Fender…

  2. MeriPop Dice:

    Jimi in “erba”. Prospettiva avvincente.

  3. mena a brea Dice:

    Cara Suonata,
    ok il mio intervento potrà risultare stonato, ma, stiamo parlando di una fender… una fender (stratocaster?)!
    Quella chitarra ha dato la voce alle più belle note di George Harrison , Stevie Ray Vaughan, Johnny Winter, David Gilmour, Frank Zappa, Eric Clapton, Yngwie Malmsteen, e soprattutto il mitico Buddy Guy, se non vogliamo parlare di Muddy Water. Sinceramente penso debba proprio essere frustrante pensare di essere preferita a una chitarra, invece che ad esempio a qualche Hunziker (si scrive così?), ma qui stiamo parlando della M. Monroe della musica, una bellezza eterna! Ok forse è rifarsi la bocca con l’aglietto, come si dice a Roma!
    Comunque guarda il lato positivo, pensa se si fosse appassionato al GONG!!

    Mi associo alla grande Meri, una passione è bella, ma quando diventa quasi ossessiva, bisogna interrogarsi, e non devi farlo tu, ma il tuo gentil consorte (naturalmente è solo una mia idea, sicuramente fallace), ma alla fin fine, le passioni passano, gli affetti rimangono, quindi non ti dico di portare pazienza, ma prima o poi questa fase gli passerà!

    Se non succede, ti consiglio di farti dedicare questa canzone:

    http://www.youtube.com/watch?v=T7qpfGVUd8c

    che in questo video è suonata, tra l’altro, con due fender e una gibson, e magari lui capirà che non è la chitarra che dolcemente piange!

  4. MeriPop Dice:

    La “Marilyn Monroe della musica” rischia di assolverti da qualsiasi altra abiezione rintracciabile.

  5. Peter Dice:

    Scusatemi se sarò politicamente scorretto, ma come avrebbe detto Shakespeare molto rumore per nulla, o ricordando un vecchio carosello dell’amarena fabbri (e qui si capisce l’età). porta pazienza tu..
    Ha coltivato l’amore per te per molti anni (bene anzi benissimo) e ha represso l’amore per la Fender per molti anni (male anzi malissimo). Alla fine questo è esploso, e si sa, quando esplode, esplode.
    In fondo è come per l’auto nuova, ma …
    tu aspetta, aspetta la prima corda rotta, il primo graffio sulla cassa e vedrai che anche la Marilyn delle chitarre tornerà ad essere (o comincerà ad essere) la Sora Lella delle chitarre e lui tornerà a te o almeno tornerà a dividersi (anzi ad unirsi) fra te e lei.
    Mi raccomando, nel frattempo e quando tornerà non fare l’errore di fargli rimarcare niente, non puntare l’indice o altro, non rendere palese la tua sindrome d’abbandono. Questo si potrebbe portare ad una crisi di serie proporzioni.
    Nel frattempo …… riacquista una tua libertà da usare come meglio credi e, soprattutto, compra un paio di tappi per le orecchie.

  6. MeriPop Dice:

    La “Sora Lella” della musica. Io st’elenco lo passo a Saviano, stasera.

  7. Peter Dice:

    E comunque, cara Meri vista l’età, il soggetto e l’oggetto la scelta della colonna sonora non doveva essere nell’interpretazione da te scelta ma nell’originale
    http://www.youtube.com/watch?v=HZBUb0ElnNY

  8. MeriPop Dice:

    Caro Peter, mi sono giocata il jolly puntando anche sul video motivazionale.

  9. Peter Dice:

    Più che un jolly mi è parso un due di picche 😉

  10. MeriPop Dice:

    Caro Peter, l’abbiamo pubblicato da poche ore: diamogli il tempo di guardarlo, ‘sto video, prima di certificare la persistenza del due di picche.

  11. Gimbo Dice:

    per esempio, jimi diceva: “Qualche volta tu vorrai rinunciare a suonare la chitarra, tu odierai la chitarra. Ma se le sarai fedele, lei ti ricompenserà”. ma anche: “La storia di una vita è più breve di un battito di ciglia, la storia di un amore è ciao e addio finché non ci rivedremo”.

    http://www.youtube.com/watch?v=bXqxXrjoOf0

  12. MeriPop Dice:

    Sigh.

  13. Marilla Dice:

    Cara Suonata 65,
    se ti può consolare, in gioventù, io fui rivale con una chitarra basso. Alla quale, sistematicamente, si spezzava, accidentalmente, una corda.
    Finchè, colta in flagrante, fu spezzato il mio ditino.
    Quello che ancora mi chiedo è perchè sia rimasto così turbato dal fatto che io preferii un altro a lui.
    E l’Ivan Graziani la sapeva lunga: Se la mia chitarra piange dolcemente, stasera non è sera di vedere gente

    Quindi, cara Suonata, che lui stia a casa, a non vedere gente, e tu esci con quello che gli vende le chitarre.

    http://www.youtube.com/watch?v=VEFEmG6BC7U

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