Dimmi quanto, quanto quanto


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Caro professor Pi,
riguardo alla sua branca di riferimento della Fisica quantistica mi rivolgo a lei non tanto per la parte della Fisica quanto per la “quantistica” per chiederle: avendo io accumulato negli ultimi sei mesi una serie di n.3 “due di picche” nel mio itinerare da un happy hour a un appuntamento con esponenti dell’altro sesso, secondo lei quanti altri ne devo accumulare per arrivare finalmente a un esito positivo?
Grazie
Sabina

Risponde il professor Pi
Cara Sabina,
come lei certamente saprà, la meccanica quantistica ci dice che eccitando il sistema (almeno un quanto di energia) gli elettroni (per semplificare) modificano il loro stato da stazionario in transitorio nel quale, in modo casuale, iniziano a “saltellare” da uno stato ad un altro e questa transitorietà non termina se non quando si smette di eccitare il sistema, di fornirgli, cioè, quanti di energia.

E’ anche noto che un eccesso di eccitazione può portare ad una frantumazione con conseguente scissione.
Mi permetto infine una nota personale: nella mia lunga (ahimé) carriera di scienziato ho alla fine realizzato che i risultati migliori non li ho mai ottenuti nei momenti di maggior eccitazione ma quando, con serenità, sono riuscito a elaborare i dati a mia disposizione.
Sperando di essere stato esauriente e soddisfacente mi è caro augurarLe un sereno domani.
Suo, Pi

Traduzione a cura di Meri Pop
Sabì,
è tutto da rifare. Noi pensavamo che il sistema lo dovevamo eccitare e invece questi vogliono essere lasciati in pace, che sennò gli viene la frantumazione, dei cabbasisi.
Però, scusi eh professor Pi, io i saltelli più che da uno stato all’altro li ho visti, eccome, da una cubista a un’altra e non sarà certo il suo caso ma Le assicuro che era gente che pure doveva elaborare i dati a sua disposizione, quelli del popolo italiano per dirne uno, e lo faceva saltellando.
Però se lei dice che Sabina il sistema non lo deve eccitare noi Le crediamo: lasciamo che continui a farlo Ruby. Sabì, statt’a casa.

 

3 Risposte to “Dimmi quanto, quanto quanto”

  1. Beerbohm Dice:

    Carissima Sabina,

    io mi permetto di citarle l’autorevolissima opinione di un mio caro amico, noto per terminare sempre le serate con una gradevole compagnia momentanea ma appassionata dopo un numero infinito di tentativi infruttuosi che si svolgevano in un lasso di tempo notevolmente breve. Di fronte alla mia perplessità derivante dal gran numero di ragazze alle quali proponeva una conoscenza carnale ed al fatto che quasi tutte rispondevano in maniera negativa alle sue pressanti richieste, lui mi rispose con una frase che io ti riporto e che sintetizza mirabilmente il giusto atteggiamente da tenere:

    “il no è come niente.”

    In altre parole, lui riteneva il due di picche una carta che si poteva tranquillamente scartare nell’attesa di pescare il jolly che, ti ricordo, è presente in duplice copia in ogni mazzo di carte che si rispetti.

  2. Sunny Dice:

    Dunque. Ricapitolando.
    Basta happy hour che so ancora troppo eccitanti.
    Chiudere con appuntamenti con l’altro sesso.
    Cercare luoghi e stati d’animo sereni che sappiano valorizzare il due di picche.
    Tornei di burraco.
    Iscriversi ai tornei di burraco dove il due di picche, detto anche pinella, é pregevolissima carta 😀

    P.S. Io, elaborando serenamente i dati a mia disposizione, continuo ad adorare il Prof Pi 🙂

  3. Gimbo Dice:

    meno happy hour, più pranzi e cene con camino tavolaccio e vino! e dopo, briscola-tressette

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