I migliori danni della vostra vita



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Lo so, è lunghissimo, così v’imparate.

La giornata della qui presente iniziava a ore antelucane con lo squillìo del cellulare versione messaggino trasformato in una sorta di allarme antiatomico a ripetizione.

L’ufficialmente di un anno più anziana Meri Pop si cimentava in un insolito slalom fra la doccia, il dlin dlin, l’asciugacapelli, il dlin dlin, la crema per il viso da 12,99 euro, il dlin dlin, oggicheccaspitamimetto, il dlin dlin. Si inaugurava con l’occasione anche la figura dell’allertatore: “Beh, già controllato la bacheca di Fèisbuc?”. “Beh, già controllato la mail?”. “Beh, già controllato il blog?”.

Inutilmente, dalle 8,30 alle 9,30, la qui presente tentava di imboccare la porta di uscita della magione recando in mano anche il sacchetto dell’immondizia, che regolarmente doveva ripoggiare a terra in favore del telefonino e a un certo punto financo dell’Aifonio.

Alle 9,40 Meri entrava trionfante al bar di Spartaco dove il telefono continuava a squillare e squittire al punto che il titolare così esordiva al posto del tradizionale buongiorno:
“Chicca, ma oggi che ci hai la deviazione de chiamata de Palazzo Chigggi?”.

All’ennesimo “graaaaazie, si, graaaaaazie” il titolare del bar decideva di sostituire i tradizionali di sottofondo Beatles in favore di “A te” del bardo Jovanotti.

Pensando di aver così esaurito la quota “piccolo commovimento da compleanno di anziana” alle 9,50 la vostra Meri si dirigeva a passo svelto (sostenuto, diciamo) verso la fermata del 117. Non prima di aver compulsato sull’Aifonio l’indirizzo Facebook dove comparivano 50 notifiche e 10 messaggi privati. Breve attimo di commozione pure alla fermata del 117.

Nessun cenno di auguri dall’autista nè dai passeggeri.

Alle ore 10,10 Meri varcava la soglia del portone del palazzo dell’ufficio dove in portineria veniva avvolta dall’abbraccio dell’altissima e bellissima Betta con l’unico audio di accompagnamento del “Meri Pooooop”. Seguiva un ingresso insolitamente trionfale nella stanza dell’ufficio accolta da altri abbracci.

Alle 11 circa il professor Pi, che aveva già avuto modo di esprimere le proprie personali congratulazioni per il genetliaco, simulava una telefonata fuori quota chiedendo ogni 30 secondi “ma nessuno ti ha lasciato auguri sul blog?”. Inutilmente Meri Pop gli faceva presente che gli auguri si lasciano eventualmente su Fèisbuc quando, ormai seduta alla tolda di comando del computer, sintonizzata sulla pagina “Dashboard”, che sarebbe la cucina di Supercali riservata al personale, appariva un “Warning” in rosso lampeggiante. Tipo Orson Welles “ci stanno invadendo i marziani“.

In diretta coi marziani e col Professor Pi Meri Pop accedeva all’hackeraggio iniziando a leggere a voce alta finchè alla decima riga un groppo in gola bloccava definitivamente la conversazione, nel soliloquio di Pi che inutilmente cercava di rianimarla con dei “Meripoooo? Meriiiiii?”. Intuendo che la conversazione era da considerarsi definitivamente chiusa il Professor Pi infine riattaccava chiosando “eventualmente ci sentiamo più tardi. Eventualmente”.

Non riuscendo ad arginare la portata fluviale degli effetti collaterali dell’hackeraggio, Meri Pop si rifugiava nel bagno delle signore dove consumava un terzo di foresta amazzonica dal distributore asciughini. Veniva raggiunta poco dopo da Patù che, imprudentemente offrendole la spalla, veniva investita dall’ondata di piena singhiozzante interrotta solo da un
“Patù, ma sto coso che indossi si ritira con l’acqua?”
E Patù: “Si, ma me ne hai rovinati molti altri in questi anni, non è che mo’ mi formalizzo per questo”.

Avendole promesso una rapida ricomposizione, Meri Pop si attardava ancora nel cesso da sola dove, di lì a poco, la raggiungeva la seconda squadra di soccorso: Rob May, con un giubbotto impermeabile.

Avvinghiata pure a Rob, Meri Pop singhiozzava frasi incomprensibili anche a se stessa. Il bagno veniva definitivamente interdetto al resto delle utenti dell’ufficio.

Il resto della giornata è consegnato alla storia: il Berlucchi rosè, le torte, i fiori, il Borsalino nero, i “Trattati d’amore”, le foto, i tantiauguri, i colleghi degli uffici vicini che si affacciano, Fèisbuc a valanga ogni minuto, ogni tanto il bagno e la foresta amazzonica depauperata pezzo a pezzo fino a sera. 

Si consideri infine che l’anno scorso era stato talmente di merda che non mi ero ricordata di farmeli manco io, gli auguri.

Conclusione: passano gli anni, le storie, gli amori, la vita, i compleanni, le Repubbliche, i partiti e i tornati. Ma sempre davanti a uno sciacquone del bagno si va a finire.

Ecco. Guardate che avete fatto. Crudeli.
Ramon, tu quoque.

E il prossimo che dice che Fèisbuc e la rete sono finti e impersonali io gli ci tiro un pugno.

Vai, Spartaco:

11 Risposte to “I migliori danni della vostra vita”

  1. Sunny Dice:

    Come non adorare una soggetta che ti fa iniziare così la giornata?

    Sabato mattina bacio Spartaco! Dopo aver stropicciato te, MeriPop. Che c’ho una lista di abbracci da consegnare che dovremo restare avvinghiate almeno fino a Natale 😀

  2. Rob May Dice:

    non riuscivamo a stare mute. ma prossimo anno ci procuriamo una muta prima di venire a stanarti in bagno!

  3. patù Dice:

    meraviglioso, come le confessioni in bagno di prima mattina.

  4. First Lady Dice:

    …vado matta per i piani ben riusciti!! 🙂

    http://www.youtube.com/watch?v=ROisoQ4MY5k&feature=related

  5. Gimbo Dice:

    me pare che anche fonzie s’era fatto l’ufficio privato nel bagno

  6. Sunny Dice:

    Grande Gimbo!

    Fonzie ed il suo ufficio nel bagno 😀

    http://www.youtube.com/watch?v=XWzYbqFBz7Y

    E già che ci siamo una prece per Tom Bosley l’indimenticato Howard Cunningham ^_^

  7. Beerbohm Dice:

    Mi unisco agli auguri. In generale io detesto il mio compleanno, l’unico pensiero che me lo fa sopportare è che non mi piace la sola maniera che mi viene in mente per evitarlo.

  8. MeriPop Dice:

    Grazie, Beerbohm. Mi compiaccio per la coraggiosa affermazione di residuo ottimismo che condivido e sottoscrivo. Però qui la notizia è soprattutto un’altra: tu sei sentimentalblog munito,hai una rubrica di cuorinfranti postali, cioé tu sei un Mario Pop?

  9. Beerbohm Dice:

    Carissima Meri, io ho un blog nel quale si tratta senz’altro di sentimenti, al quale puoi arrivare cliccando sul mio nome. Ma ho l’impressione che di essi si parli da un punto di vista lievemente anticonformista, e non necessarimente gradito ad un pubblico femminile. Ho trovato questo blog per caso (anzi per nulla per caso, ma è necessario mentire e l’ho trovato divertente ed inconsueto. E soprattutto ben scritto, e per questo mi ci fermo con piacere a leggere e vergare commenti.

  10. MeriPop Dice:

    E infatti è da lì che arrivavo(guidata dal clicca sul nome) e, pur appartenendo senza ombra di dubbio al pubblico femminile, sono stata irresistibilmente attratta dal luogo di trattazione anticonformista. Ci tengo infine a specificare che qui non ci piacciono i ciospi neanche se grossacilindrata muniti.

  11. Beerbohm Dice:

    Carissima MeriPop, grazie pell’attenzione, sempre gradyta quando viene da fanciulla di penna vivace e lesta. Sappi che io sono bellissimo, dotato di uno sguardo che al confronto quello di Gasparri è uno scherzo e con un corpo possente ma aggrazziato (la doppia zeta è indispensabile) al tempo stesso.

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