Daje de tacco daje de punta


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Categoria: Tacco 12   |    9 Comments »   |   

Interrompiamo momentaneamente le schermaglie aprendo una via di fuga in ambito scientifico.

Riceviamo dal professor Pi e volentieri diffondiamo

Cara Meri Pop,
per fugare l’idea che gli scienziati si occupino solo di cose astruse, lontane dalla quotidianità delle persone, mi è gradito inviarle la seguente formula, volta a determinare l’altezza del tacco che una signora deve indossare la sera che decida di uscire, elaborata presso l’Institute of Physics dell’Università del Surrey: 

 h=12 Q + 3 s/8

Glossario
s
= il numero di scarpe espresso nella misurazione anglosassone
Q= viene chiamato fattore sociologico, ha bisogno di un calcolo più complesso. Viene espresso dalla formula (che ho riadattato ragionando in Euro) dove bisogna immettere al posto dei simboli i seguenti valori

v – rappresenta la voglia che avete di mettere i tacchi quella sera, va da 0 a 1, 0 nessuna voglia, 1 desiderio assoluto di portare i tacchi.

a – indica il numero di anni di esperienza sui tacchi. Poiché sta al numeratore della formula ci dice, come v del resto, che più esperienza avete più potete osare.

c – è il costo delle scarpe espresso in Euro, lo 0,85 a moltiplicare è solo dovuto al fatto che la formula originale era in sterline e questo rappresenta il rapporto Euro Sterlina al momento attuale.

t – misura il tempo, in mesi, passati dall’acquisto delle scarpe, cioè quanto esse sono alla moda; t=0 indica scarpe nuove.

b – indica il numero di bicchieri di cocktail che si intendono bere, una sorta di misuratore del tasso alcolico, essendo al denominatore ci dice che più si beve meglio è che il tacco sia basso.

Potete adesso calcolare Q, che va da un minimo di 0 ad un massimo di 1. 0 indica che non avete nessuna voglia di uscire, 1 che non potete e volete farne a meno!

Per fare un esempio. Supponiamo v = 1 (assoluta voglia di uscire), a = 10 (10 anni di esperienza sui tacchi), serata a medio tasso alcolico, due bicchieri di cocktali, b = 2 e scarpe appena comprate t= 0 che sono costate 200 Euro

Si ha che Q vale circa 0,30 e quindi l’altezza del tacco deve essere, se per esempio il numero delle scarpe è 38 (5 misura inglese)

h =12 0,3015/8 = 5,875

cioè non più di tacco 6.

Il bere, in questa formula, ha un peso notevole: già bevendo un solo bicchiere Q diventa 0,45 permettendo un tacco 8, con buona pace di tutte coloro che hanno visto caracollare le Sex and the City su tacchi vertiginosi mentre trangugiavano un cocktail via l’altro.

Lascio a voi signore ogni commento sul lavoro dei ricercatori inglesi ed attendo suggerimenti su come modificare la formula tenendo conto delle abitudine alcoliche delle donne italiane.

Questo è il sito da cui ho ripreso la formula:

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2004-03/iop-sch031904.php
e riporto anche il commento del suo “scopritore”:

“Although at first glance our formula looks scary” said Dr Paul Stevenson of the University of Surrey who carried out the research for the Institute, “It’s actually pretty simple as it’s based on the science you learnt at school and which you never thought you would use in real life, in this case Pythagoras’ theorem
1 Applying this to shoes can tell us just how high the heel of the foot can be lifted above the ground.”

Della serie anche gli scienziati possono toppare.
Suo Professor Pi

Caro professor Pi,
sono ammirata. Soprattutto pensando alle mie 25 lettrici. Che, con questa formula, l’unica che riuscirà a calcolare con quale caspita di tacco uscire stasera è la Montalcini, che non fa parte delle mie 25. Forse anche Margherita Hack che non solo non fa parte delle mie 25 (però mi sa che fa parte delle sue),  ma che esce di sera solo per vedere le stelle e non mette tacchi.

Vedo che i fisici del Surrey hanno cassato completamente il fattore “FDA” fidanzato da accompagnamento, che per le italiane è determinante per il calcolo tacco molto più degli Spritz da scolarsi. E non vedo neanche il “FSI”, fattore strafigaggine indotta, cioé la considerazione che, comunque, il tacco 12 offre una chance in più a chiunque, per il prosieguo della serata.

Ciò detto Meri Pop si è arenata -tipo leone marino nella baia di San Francisco- già alla quinta riga, prima di “Surrey”.

Non è che il tacco me lo può calcolare Lei direttamente, prof, se le dico che ci sono 40 cm. che mi distanziano dallo spilungone col quale devo uscire? Io nel frattempo, stasera, mi leggo un libro. Scalza.
Meri

9 Risposte to “Daje de tacco daje de punta”

  1. First Lady Dice:

    Noooooooooo…ma questa cosa è FANTASTICA!!!!…confermo però che quanto scritto con tutti quei numerini, letterine e quelle parentesi, per me equivale ad arabo! Incaricherò il Pres di risolvere l’enigma, adattandolo alla mia persona! Seguiranno aggiornamenti…. 😉

  2. patù Dice:

    Ci sono dei giorni che anche con i tacchi cammino sotto il livello stradale. Come dire, mi sento un incrocio tra una cunetta e un fossato. Non è che esiste una formula pure per definire l’altezza del tacco che una signora deve indossare per emergere da una cunetta?

  3. MeriPop Dice:

    Ecco, Professor Pi, noi come siamo messi quanto a formule per l’emersione dall’umore nero?

  4. Sunny Dice:

    …….. omissis….. “Il bere, in questa formula, ha un peso notevole: già bevendo un solo bicchiere Q diventa 0,45 permettendo un tacco 8, con buona pace di tutte coloro che hanno visto caracollare le Sex and the City su tacchi vertiginosi mentre trangugiavano un cocktail via l’altro.”
    Cercherò di farmene una ragione.Io, astemia dalla nascita e senza alcuna speranza di redenzione, condannata almeno in questa vita a meno di tacco 6……
    Sigh…… Sob….. Sgrunt…… Argh……
    😀

    Ecco, Esimio Professor Pi, semmai il bere dovesse avere un peso notevole anche nella formula emersione dall’umore nero, le sarei estremamente grata se volesse cimentarsi in una formula con variabile alternativa…..

    Aaahhhhhhh (sospiro) e meno male che il Professor Pi c’é!

  5. Pi Dice:

    Gentile Patù,
    a me pare che la risposta, in questo caso particolare, sia relativamente semplice e non abbia bisogno di formule particolari.
    Tacco 12 a spillo.
    Dodici perché tira decisamente su e a spillo perché usato come arma contro i cunettatori è più efficiente di qualunque altro tipo di tacco.
    Con cordialità il Suo Prof. Pi

  6. Gimbo Dice:

    http://www.youtube.com/watch?v=bXTdaWlCY9o

  7. patù Dice:

    Professor Pi, con un tacco 12 a spillo non c’è cunettatore che possa resistere. Grazie di cuore. Sempre sua. Patù

  8. ragnè Dice:

    Caro professor Pì
    Essendo io una donna tacco 12, ho meticolosamente eseguito l’espressione. Pare proponga un tacco 5, ma non ne sono sicurissima, in quanto c’è un passaggio a mio parere poco chiaro.
    Ma di chiaro invece per me c’è il concetto che per una serata importante, meno di tacco 10 è oltraggio al pudore. Il tacco ideale rimane sempre l’amato 12.
    E ricordiamo che quest’anno va l’open toe con la calza in tinta sotto. Rigorosamente tacco 12.

  9. Spora Dice:

    Ma fantastico!!

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