Travolte da un insolito casino


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 (Mettetevi comodi che ‘sto post mi ha preso un po’ la mano)

 A vederci lassù, sul piccolo palco in penombra, dietro al banchetto matrimoniale, con un occhio di bue sparato a palla e il microfono del tiggì in bellavista come la spigola, più che Mari e Meri sembravamo Thelma e Louise.

E’ che io a Marina glie l’avevo detto: certo, che te lo presento il libro. Ma che ci devo fare con questo quarto d’ora che mi hai messo nel programma? Dopo che avrò detto “Io adoro questa donna” come li riempio gli altri 14 minuti e 58 secondi?

E invece eri stata tu, per sfiancanti e complessive tre settimane, a irrompere quotidianamente sul mio cellulare, come il cannone del Gianicolo a mezzogiorno, con un ansiogeno “si, Meri, ma io che dico?”. Essantamarina ci hai scritto un libro di 100 pagine, ciccia (affettuoso esortativo), riuscirai pure a trovare 40 righe, noo?

Fatto sta che alla fine l’altro ieri, appollaiate lassù, con la sala di quel localino strapiena, mentre Alessia ci annunciava il count down tipo arbitro che conta i pugili alle corde (annuncio i 5 minuti, eh? Signori fra 5 minuti cominciamo) ci siamo improvvisamente guardate e per la prima volta da quando ti conosco – che è poco ma è già abbastanza- sei ammutolita e hai lanciato i tuoi azzurrissimi occhi in cerca di una via di fuga. Purtroppo hai avuto subito un frontale con i miei, ugualmente increduli ma rassegnati. Ed è a quel punto che il palchetto è diventato l’abitacolo della macchina nel quale io, piede fermo sul pedale del freno lo sposto lentamente a sinistra su quello dell’acceleratore, ti guardo e citando una delle scene consegnate ormai alla storia del cinema, dico: “Marì, sembriamo Thelma e Louise, sei pronta?”. Ma tu come al solito invece di sceneggiare scemeggi e dici “Meri, io voglio essere quella che si faceva Brad Pitt, sei sicura che fosse Louise?”.

E dunque cara Mari, mentre smontavi uno dei capisaldi della cinematografia motivazionale femminile, a count down ormai quasi scaduto e sempre con quell’occhio di bue puntato addosso che ugualmente pochi minuti prima ti aveva suggerito solo un “siamo certe che ‘sta lenta rosolatura sia inevitabile?”, ecco dicevo mentre stavo lì per affondare il pedale nell’acceleratore, tu mi perfori improvvisamente il timpano con quel “Meriiiii scusa eh ma chi è quello spilungone là in fondo?”.

Che anche tu, professor Pi, che vivi solo nei tomi scientifici e nelle risposte melanzana, hai scelto un bel momento per il colpo di teatro, uscendo dalla lampada di Aladino e dal Frecciarossa per minare definitivamente le coronarie di Meri Toc. Quello del tiggì si era raccomandato assai: niente mani sul tavolo che il microfono è sensibile (lo capite, no, che solo un uomo può dire una cosa del genere riferendosi unicamente alla qualità dell’audio? Vabbè), che stavo a dì?, ah si mentre preservavo il microfono dalle mie mani ci sono invece praticamente svenuta sopra dalla sorpresa, iniettandoci dentro in diretta, accertato che l’occhio di bue mi stava accecando come Polifemo ma tu eri tu anche da cecata, un irrefrenabile “Osssssssssantoprofessorpichecaspitacifaituqui” con una contestuale mitragliata di “s” e di imprecazioni del povero tecnico del microfono del tiggì.

E quante persone, eh Mari.
Anto, mo’ te lo posso dire: io proprio non ci credevo che arrivavi sul serio. Pensavo che al massimo saresti arrivata al Meri’s bar che comunque è un gran bel posticino lo stesso. Che però certe volte diciamo sempre che ‘sti cosi dell’Internet sono impersonali. Ecco, abbracciatevi la Anto, poi ne riparliamo.

E quanti magri, eh Mari. Che il bello è che arriva il giorno che le amiche e l’amico ti dicono “Meripo’, allora veniamo pure noi, sabato” e Meri Pop dice “grazie, troppo gentili” e loro rispondono “eh ma mica per te Meripo’, per capirne di più noi”. Che Meripo’ ci è andata fino a Cuba per conoscerli e ce l’aveva due sotto al Cupolone e uno a Monteverde (e lo so fabiolì che a te ti ho conosciuto direttamente a Roma e non a Cuba ma mo’ non è che possiamo allegare il Garmin e l’Atlante al post).

E dunque vi vorrei dire pure di Alessia che, quando è salita sul palco a presentarci, sembrava la Carlucci ma risparmiandoci il principe che incespica nell’italiano e nei piedi. E vi vorrei dire di Bea, che stava in piedi da due giorni per finire un lavoro e le ore della nanna le ha usate per cucinarci l’aperitivo. E vi vorrei dire di Giovanni, unico uomo con il coraggio di salire su un palco e dire: ero un obeso e oggi non ho solo recuperato la linea ma anche il rispetto di me stesso. E vorrei dirvi anche di Paola che sta per strada ma mo’ arriva pure lei e di tutto quel colpo d’occhio sulla strafigaggine recuperata scippandola a chili e chili di zavorra e io lo voglio fare l’elenco, Louise, le voglio nominare tutte ma è l’una di notte e non è che ti posso telefonare per chiedertelo, che tanto trovo occupato pure a quest’ora.

Io sabato ho addirittura avuto cinque minuti di ottimismo: Mari, dai, che forse ce la facciamo entro il secolo a vedere i magri che non ridono più dei ciccioni, la tua associazione senza manco più un iscritto e il centrosinistra unito. Non esageriamo, dici, in che senso? Ah, per il centrosinistra.

Che stavo a dì? Si, che sabato dovevamo presentare il libro di Marina. Ma quello magari lo facciamo un’altra volta. Perché sabato, come avete visto, ci abbiamo avuto un sacco di cose da fare.


Marina Biglia
“Il Peso irragionevole. Storie di ordinaria obesità
Presentazione a cura del Prof. Nicola Scopinaro
Collaborazione del dott. Marco De Paoli ”

 

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16 Risposte to “Travolte da un insolito casino”

  1. Sunny Dice:

    Belle così non vi ho mai viste.
    Le parole che escono dal cuore e dalla passione per una buona causa arrivano dritte dritte all’anima.
    E lasciano il segno.

    Grazie Meri.
    Grazie Mari.

  2. Alessia Princess Dice:

    le mie amiche c’erano, belle, magre ed emozionate e domenica mattina questo è stato il primo messaggino che mi hanno mandato: “e’ stato emozionante condividere questo momento con te…i perdenti trovano scuse, i vincenti delle strade”
    cara mari pop che effetto fa essere citata?! 🙂

    P.s. Scriverai di politica, ma sabato eri molto più simile a carrie di Sex&the city (e per me è un vero complimento) anche perchè le tue parole arrivavano dritte al cuore!
    Piccola nota glamour: quel taglio di capelli ti sta da Dio!! 🙂

  3. MeriPop Dice:

    E’ l’effetto Sex and the ciccia: voi avete salvato me, io però ora affosserò voi se non mi fermate in tempo. Ale, prima o poi io a Vanity ci arrivo. Pronte al decollo.
    Sunny è di parte. Però oggi voglio credere persino a lei.

  4. Pi Dice:

    E’ stato un piacere condividere con te, Mari, tutte le altre e gli altri un emozionante sabato di passione ed impegno.

    Inltre 🙂 dopo anni dedicati alla Scienza ed alla scienza fa piacere esse citato come lo “spilungone”

  5. manu Dice:

    non c’ero, avrei voluto tanto esserci. però lo vedo che siete belle. grazie meri, grazie mari.

  6. Sunny Dice:

    Avviso ai naviganti: la Meri ha le idee confuse sui pedali di un’automobile “……l’abitacolo della macchina nel quale io, piede fermo sul pedale del freno lo sposto lentamente a sinistra su quello dell’acceleratore,”
    MeriCarPop se sposti il piede dal freno a sinistra, incontri la frizione, non l’acceleratore!……
    Fatele presentare libri, fatela scrivere, fatevi consigliare un look appropriato, fatele raccontare storielle ed aneddoti, ma ricordatevi di guidare sempre voi! ^_^

  7. Gimbo Dice:

    oppure andate a piedi. con quell’interessante tecnica pedalistica, arriverete senz’altro prima voi di meri

  8. Valerimba Dice:

    Io me lo devo ricordare ogni tanto che meripop non è un obesa dimagrita perchè davvero a sentirla parlare il “farlo da fuori” non si sente proprio,mari come al solito è stata un pesce nell acquario,alessia mi ha proprio colpito,sta ragazza è nata per fare l intervistarice,ha condotto la serata da dio.
    E poi…tante parole,tante emozioni fra di noi..l unica cosa che ho deciso che non farò più è ordinare le trippe alla romana.

  9. Marilla Dice:

    Oh Meri…

  10. MeriPop Dice:

    Oh Mari…

  11. Martina Sorella Si Anto la Corta Dice:

    Ciao Marilla, detta Marina, e Mary Pop detta Tiziana! Mi presento. Sono Martina, sorella minore, ma più alta, di Anto la Corta. Complimenti per lo splendido lavoro che avete fatto nel vostro weekend romano di cui ho ricevuto entusiastici commenti da parte di Anto. E per il libro, Marilla, sei stata davvero grandissima! Un abbraccione forte! Martina

  12. SuperCaliFragili Dice:

    […] comunque di portarsi avanti con il lavoro e sabato mattina, per prepararsi adeguatamente alla presentazione del “peso irragionevole”, ha ritenuto maturi i tempi per liberarsi di un altro, […]

  13. Marilla Dice:

    Più rileggo sto post e più mi piace..
    E mi ronzano idee. Scappa Meri

  14. MeriPop Dice:

    E’ tardi. Ronzano pure a me. Tocca smezzarci Brad.

  15. Marilla Dice:

    O si cambia film.
    Thelma e Louise in gita scolastica

  16. SuperCaliFragili » Blog Archive » Togliamoci il peso Dice:

    […] che ne ha perso un bel Pop. E un bel libro. Io, perdonatemi, l’ho amata perdutamente tanto in quell’altro (e non se ne abbia Carlo Gargiulo, son robe da donne). Ma mi sono molto felicemente perduta anche in […]

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