L’ultima partita


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Mi costituisco spontaneamente e dalla prima riga: l’ho comprato per affetto, ho dovuto sospenderlo per l’emozione, l’ho ripreso per la curiosità e l’ho finito per passione. Si chiama “L’ultima partita. Vittoria e sconfitta di Agostino Di Bartolomei”. Lo hanno scritto due giornalisti che normalmente si occupano di tutt’altro. Ma la prefazione l’ha scritta Luca, Luca Di Bartolomei. E’ un collega che per un po’ ho incrociato unicamente nel tempio dell’imbarazzo: l’ascensore dell’ufficio. Luca ha molte qualità ma tra queste non includerei l’affabilità a prima vista. Ci siamo a lungo attenuti a un classico “Ciao-secondo?-terzo-grazie-ciao”. Dovendo esemplificare al massimo il collega era stato archiviato al file “scostante” e lì avrebbe potuto tranquillamente continuare a stare.

Senonché poi a volte la vita si incarica di farti sdoganare i file. E dunque con Luca mi sono ritrovata a dividere anche il tempio dello stipendio: l’ufficio. Non che allargando la cubatura comune si fossero proporzionalmente dilatate le conversazioni però, indubbiamente, il passaggio al “Ciao come va bene tu grazie novità prego ciao” era avvenuto con reciproca soddisfazione. Oddio, reciproca. Vabbè. Insomma viene il giorno che accendo un televisore e Luca lo trovo lì invece che al piano. Ed è il giorno che gli sento dire “Ago”. Non “mio padre”. Ago. La mia preparazione calcistica è pari a quella culinaria, assai rivedibile. Ma Ago non è stato solo un grande giocatore che se ne è andato troppo presto e troppo male. Per una romana romanista leggermente attempatella è un riflesso condizionato. E’ il “Costantinopoli” di Woody Allen. E’ un moto dell’anima seguendo il quale sono automaticamente uscita dal tempio dello stipendio ed entrata prima in quello dei libri, Feltrinelli, e poi in quello di un’intimità che mai avrei pensato di vedermi scorrere tra le mani da una riga all’altra.

 Ed è così che dopo appena due pagine ho dovuto mollare il libro e prendere prima fiato, poi un fazzoletto di carta e infine un telefono per fare una cosa che mai avevo fatto prima d’ora in vita mia: comporre il numero, aspettare qualche squillo farmi coraggio e dopo il “Pronto” dirglielo: “ciao papà. Volevo sentirti”.

“L’ultima partita – Vittoria e sconfitta di Agostino Di Bartolomei”
di Giovanni Bianconi e Andrea Salerno
Prefazione di Luca Di Bartolomei
(Fandangolibri)

4 Risposte to “L’ultima partita”

  1. Sunny Dice:

    ……. Se ci fosse più amore per il campione……

    ……. Se ci fosse più amore …..

  2. Sunny Dice:

    …….il link…..

    http://www.youtube.com/watch?v=keAbNKZmKRU

  3. antonella Dice:

    Ciao Luca

  4. Gimbo Dice:

    sotto una scorza ruvida si nasconde un pennellone dall’animo generoso e dal conversare brillante

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