Il matrimonio della mia migliore amica


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Cara Meri Pop,
un anno fa mi sono sposata. Ma non come si sposano tutti. Eravamo sdraiati nell’erba, nel posto più bello del mondo. Quei posti dove vedi solo verde e nuvole, senti il rumore della natura, alzi lo sguardo e ti chiedi se sei in paradiso.
Ci conoscevamo da meno di due mesi e quel giorno siamo stati sdraiati un sacco di ore ad ascoltare i nostri cuori.
Sdraiati sulla schiena, guardando il cielo, mi ha chiesto: perchè non ci sposiamo?
E io ridendo e col cuore gonfio ho risposto che potevamo anche sposarci subito.
Perchè i testimoni indispensabili erano solo i nostri cuori.
Mi sono alzata e ho cercato due legnetti. Di quelli teneri da arrotolare. Le nostre fedi. E lì ci siamo promessi che, l’uno per l’altro, saremmo stati sempre come quel giorno sdraiati in riva al nostro lago.
E’ stato un anno fa, che mi sono sposata la prima volta.
Poi sabato scorso, improvvisamente, mi ha guardata e mi ha chiesto: mi vuoi sposare? Così, improvvisamente, inaspettatamente. E io gli ho semplicemente risposto che noi siamo già sposati.
Mi ha guardata: ma non sposati in quel senso, sposati come fanno le persone normali.
Noi non siamo persone normali, amore.
E se sposandoci come le persone normali poi diventiamo normali?
Io quello che dovevo promettere l’ho promesso al suo cuore un anno fa. Gli ho promesso che mi sarei impegnata a conoscerlo, ad ascoltarlo anche nei giorni in cui non aveva nulla da dire. Ho promesso che mi sarei emozionata e l’avrei fatto emozionare. Ho promesso che, qualsiasi cosa fosse successa, noi due saremmo sempre rimasti i due che si sono sposati quel giorno al lago.

Concludendo, Meri Pop, mi tremano le gambe.
Non è che poco poco, io non sono normale? Ogni donna sogna il giorno del matrimonio da quando è bambina.
Io no.
Mi vedo pronta alla fuga, su un tacco 12, vestita di bianco, con gli invitati che cercano di bloccarmi. Ma io mi sono già sposata. E nell’unico modo che poteva risultarmi credibile.
Promettendo davanti al mio cuore.

Squinter Nata

 
Cara Nata Squinter e Ps, Parzialmente saggia,
a me sembra mancasse solo una cosa: la colonna sonora. Ho una proposta e te la lascio qui sotto. Se il Comitato Lascia un commento avesse suggerimenti in proposito è pregato di farsi avanti ora o di tacere per sempre.
E, davvero, il resto c’è tutto. Il problema è far sì che duri. Ma non c’è, per questo, polizza, certificato o attestato che possa minimamente aiutarti.
Meri Pop
P.S.
Ti prego, fai tutto quello che ti pare tranne una cosa: diventare “normale”. Che poi ci vogliono decine di anni e un avvocato per riuscire a ridiventare io.
  

4 Risposte to “Il matrimonio della mia migliore amica”

  1. Pres Dice:

    Io sono assolutissimamente d’accordo con la nostra NS&PS.
    Quando due persone si amano, ma soprattutto si vogliono bene e decidono di condividere insieme un percorso di vita, non c’è bisogno di nessuna unione formalizzata.
    Matrimonio o non matrimonio, la cosa che conta è il rispetto dell’altro.
    La realtà insegna che il matrimonio non è un vincolo che sancisce l’indissolubilità di un rapporto. E’ ormai un gesto fatto perchè si deve fare (della serie “è una tappa” obbligata della vita di coppia) e non per il significato che dovrebbe avere (o almeno che ha nell’immaginario collettivo).
    Quindi vedo nel ragionamento della nostra NS&PS molta più normalità rispetto alla “normalità convenzionale” che a volte sfocia nell’ipocrisia simbolica della coscienza.
    Quindi cara NS&PS, che tu decida di sposarti o meno, tieni il timone ben saldo sulla rotta del cuore…

  2. First Lady Dice:

    @Pres: però ti ricordo solo un numero, che incomincia per 14!!!!!

    No vabbè, anche io concordo, il matrimonio è una cosa che si fa più per i parenti che per se stessi….
    se stai bene con la persona che ami, non hai mica bisogno di spendere svariati mila euro in fiori, ristorante, vestito, bomboniere e compagnia bella per dimostrarglielo…
    ecco, magari in caso di figli la cosa cambia…ma in quel caso anche il semplice matrimonio civile va benissimo, perchè fondamentalmente il matrimonio è un contratto; quello che invece prometti col tuo cuore è una cosa che senti solo tu e alla quale solo tu sai di poter essere fedele sempre, indipendentemente da cavilli burocratici, bomboniere o preti vari…

  3. Peter Dice:

    Io credo che la sua richiesta, anzi la sua offerta fosse un atto d’amore, un ulteriore atto d’amore. Perché, se è vero che l’atto in se è solo un dato burocratico statistico è anche vero che il farlo implica una scelta dell’altro che porta l’impegno al di là della coppia stessa. Inoltre, per quanto oggi possa sembrare lontano e poco importante, garantisce ad entrambi una serie di diritti e tutele sociali che altrimenti mancherebbero, per non parlare delle ricadute sui figli e dei conseguenti problemi.
    Non penso inoltre che sposarsi renda normali così come non penso che la specialità sia nel negare il matrimonio.
    Per concludere, un augurio di cuore ad entrambi di perenne felicità

  4. Marilla Dice:

    A me la parola matrimonio crea solo orticaria…
    Ma, cara Squinter Nata, che Dio te la mandi buona

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