La moglie di Christo



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Perdonate il titolo ma è l’unica volta, presumibilmente, che potrò farlo. Perché ieri non è morto solo un grande artista: è morto un sodalizio artistico e amoroso. Quello che ha unito Christo Vladimirov Javacheff, meglio noto come Christo, morto ieri, a Jeanne-Claude Denat de Guillebon meglio nota, ma meno di lui, come Jeanne-Claude.

Nati lo stesso giorno dello stesso anno, il 13 giugno 1935, come nelle storie d’amore per antonomasia si erano conosciuti a Parigi mentre lui, sconosciuto e squattrinato, dipingeva ritratti. Lei era nata a Casablanca, vissuta a Berna e Tunisi, laureata in latino e filosofia era poi partita per Parigi. E lì lei gli commissiona un ritratto per la madre. Lui nato in Bulgaria poi in fuga da Praga verso Vienna, Berna e infine Parigi.

Ma per l’amore serve altro tempo e altro casino. Serve aspettare che lei lasci il marito quando, tornata dalla luna di miele col neosposo, si accorge di essere incinta di Christo (anche qui, quando mi ricapita di scriverlo?). Lui intanto frequentava la sorella di lei.

In ogni caso l’11 maggio 1960 nasce Cyril. È del 1961, l’anno dopo, invece, la loro prima collaborazione nel porto di Colonia a cui segue l’anno seguente a Parigi la loro prima opera monumentale: Rideau de Fer, un muro di barili d’olio a bloccare rue Visconti, nei pressi della Senna, in segno di protesta al muro di Berlino.

E da questo momento la loro unione di amore, passione e arte non si fermerà più.

Nel 2009, per le complicazioni di un aneurisma cerebrale, Jeanne-Claude muore. Come lei desiderava, il corpo è stato donato alla scienza. 

“Lei è sempre qui con me”, continuerà a ripetere lui. E lì Christo annuncia il suo desiderio di completare le opere Over the River e Mastaba

Ed è proprio per restare in qualche modo legato, impacchettato a lei, che nel 2016, sette anni dopo la perdita della moglie, realizzerà quel progetto che come molti altri avevano progettato insieme, che tanto ci ha fatto sognare e fluttuare: il Floating Piers, il famoso ponte dorato sul Lago d’Iseo.

Christo ha poi vissuto poi a SoHo, a New York, nella casa che aveva condiviso per anni con lei. Ed è da lì che, ieri, l’ha raggiunta. Avvolti insieme come fossero quei teli con i quali hanno impacchettato il mondo.

 

 

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