Amelia Earhart, la donna che sussurrava alle ali



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Amelia Earhart, una vita racchiusa già nella scritta di inizio e fine:

Atchinson, Kansas 1897 – Oceano Pacifico 1937

“Sono convinta che uomini e donne siano in grado di raggiungere tutto ciò che desiderano”. E lei desidera volare. Ma desidera farlo quando alle donne è consentito, a malapena, camminare.

Sopravvissuta al pregiudizio degli uomini, alla spagnola e alle devastazioni della guerra, lascerà la scuola per frequentare un corso da infermiera e portare aiuto dove serve.

Ci chiediamo spesso cosa sia l’amore e dove trovarlo. E beh per Amelia quella scintilla scocca un giorno del 1920 quando il padre, con un biglietto da un dollaro, la fa salire su un biplano per un volo turistico su Los Angeles. E’ amore a prima vista, indissolubile. Un anno dopo, con sacrifici, lavoretti e prestiti, già vola sul suo primo biplano, color giallo acceso, che chiama Canary e con cui stabilirà il record femminile di altitudine. Arriverà poco dopo anche il brevetto da pilota, sedicesima donna al mondo a ottenerlo.

Ma è solo nel 1928 che arriva la telefonata della vita, da un uomo che le rivolge la fatal domanda. Che non è “Vuoi tu Amelia Earhart sposarmi?”ma è “Vuoi tu Amelia Earhart essere la prima donna a volare sull’Atlantico?”. La sventurata rispose.

Tra i coordinatori di quell’impresa c’è anche l’editore George Palmer Putnam che innamoratosi di lei le chiederà anche di sposarlo, e lo faranno effettivamente nel 1931.

Amelia sale a bordo con Wilmer Sturz e Louis Gordon. «Wilmer pilotò per quasi tutto il tempo. Io –dirà- ero solo un bagaglio, venni trasportata come un sacco di patate».

Eppure all’atterraggio in Galles l’interesse è tutto per lei, la “Regina dell’aria”.  Queen Amelia, da quel momento in poi, si impegnerà in ogni modo per promuovere l’aviazione per le donne. Altro che “paura di volare”, Erica Jong perdonaci. Amelia partecipa a conferenze, scrive articoli, libri ma soprattutto vola. L’avventura del primo volo in Atlantico, quello del sacco di patate, lo intitolerà “20 hours-40 minutes”.

Inizia  a macinare record e imprese e nel 1932 sarà la prima donna al mondo a compiere la trasvolata dell’Atlantico in solitaria. Prima di lei ce l’aveva fatta solo Charles Lindbergh. E dunque da ora in poi Lady Lindy alzerà l’asticella della sua passione e della sua audacia sempre di più. Il 20 maggio del 1932 parte da Harbour Grace, a Terranova, ai comandi di un Lockheed Vega. Dopo quindici ore di volo avrebbe dovuto atterrare a Parigi ma il meteo non lo consente, per cui arriva a Culmore, in Irlanda del Nord, il 21 maggio 1932. Ed è così che descrive l’impresa:

“Dopo aver spaventato la maggior parte delle mucche del vicinato mi sono fermata nel cortile di un contadino”.
Il quale le chiede se arrivasse da molto lontano.
“Dall’America”, risponde.

Dalle Hawai alla California, da Los Angels a Città del Messico i suoi voli in solitaria non si contano. Finché si mette in testa l’impresa delle imprese: la circumnavigazione aerea del globo seguendo la rotta equatoriale, la più lunga.

Amelia e Fred Noonan decollano da Miami su un bimotore il 1 giugno 1937 facendo rotta verso est. Attraversano Sud America, Africa, India e Indocina, arrivando a Lae, in Nuova Guinea, il 29 dello stesso mese. Hanno percorso circa 35000 chilometri e ora devono affrontare l’ultimo pezzo attraverso l’Oceano Pacifico. Il 2 giugno decollano da Lae alla volta di Howland Island – a oltre 4000 chilometri –dove è previsto che facciano tappa.

Le tracce del Lockheed Electra si perdono invece 1000 chilometri dopo Lae.

Nonostante una mobilitazione senza precedenti di navi e aerei di soccorso, Amelia e Fred Noonan non verranno mai ritrovati. Ogni tanto qualcuno annuncia di aver ritrovato le ossa di Amelia. Ma finora nessuno sa con certezza dove sia.

“L’unica cosa al mondo che desiderassi era vagabondare. Nel cielo”.
Forse Amelia si trova proprio lì: sta ancora navigando nel cielo.

2 Risposte to “Amelia Earhart, la donna che sussurrava alle ali”

  1. Elvira Dice:

    Articolo stupendo mi è parso di volare tra l’entusiasmo di Amelia
    Grazie

  2. MeriPop Dice:

    Ma grazie! Onorata

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