Cosa ho imparato da Nilde



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Nasceva oggi cento anni fa la prima donna -e pure comunista- a ricoprire una delle più alte cariche dello Stato, Presidente della Camera per tre legislature e nessuna l’ha ancora eguagliata, non solo in durata.

Nel primo nucleo di politici che ha preparato il Parlamento Europeo.

Partigiana, staffetta, combattente, indomita.

Madre Costituente: fu eletta con 15mila voti di preferenza ed entrò così tra le prime ventuno donne sbarcate a Montecitorio. 

Quando si scrive l’articolo 51 della Costituzione, che disciplina l’accesso ai “pubblici uffici e alle cariche elettive”,  sottolineando che “tutti i cittadini” possono accedervi “in condizioni di eguaglianza”, molti deputati chiedono di aggiungere una frasetta: “Conformemente alle loro attitudini, secondo norme stabilite dalla legge”. Lei e le altre Costituenti ne intravedono la trappola: limitare le donne, specie nella carriera di magistrato. Previsione azzeccata. La loro protesta porterà alla cancellazione della riga del trappolone.

Nonostante i ruoli pubblici non rinunciò a un amore per il quale fu offesa, osteggiata, oltraggiata anche dai suoi stessi compagni di partito

Con il Migliore il primo sguardo se lo scambiano nell’ascensore della Camera: “Non ci parlammo, ci si guardò solo”.

Con quell’amore illegittimo ha anche adottato una figliola.

In prima fila, sempre, in tutte le battaglie in difesa dei diritti delle donne

Prima donna a ricevere un mandato esplorativo per la formazione di un governo, nel 1987.

Ha rinunciato a tutti gli incarichi per motivi di salute pochi giorni prima di morire. La sua lettera fu accolta alla Camera con un grandissimo applauso.

A un certo punto scrisse: “Le cronache di tutti i giorni ci dicono di violenze di ogni genere all’interno e fuori della famiglia, nella società, compiute da anziani su giovani e bambini, da figli contro i genitori, come se si stesse diffondendo uno spirito di rivolta, contro i sentimenti e i valori della persona umana. Quale cultura sta generandosi, forse anche per i nostri ritardi? È con inquietudine che mi pongo queste domande”.

La Fondazione a lei intitolata ha lanciato, tra le tante iniziative per ricordarla, anche una campagna “Cosa ho imparato da Nilde Iotti?”. Alcune testimonianze si possono già leggere sul sito, compresa quella di Livia Turco, attuale presidente.

Nilde Iotti: ragione e sentimento. Ma soprattutto il fascino dell’intelligenza.

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