Delle rivoluzioni e dei pranzi di gala



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Escluso che lo abbiano fatto per gestirsi in santa pace l’account Instagram, che pure aprirlo era stato un reale sgarbo ed è lì sul socialcoso più glamour che hanno dato l’annuncio urbi et orbi, dunque dicevo esclusa la ragion di social, resta effettivamente in piedi l’ipotesi che lei si sia sfracassata i cabasisi della real gabbia e della real parentela e sostanzialmente abbia realizzato che in ostaggio degli scones e dei tramezzini tondi al cetriolo delle 17 lei proprio non ci vuole stare (effettivamente ci si può pensare di stare solo se sono quelli preparati da Lady Violet). Dunque a proposito di cetriolo, lei potrebbe effettivamente aver deciso che no, mobbasta.

Dice ma lei lo sapeva che sposava un principe. E lui pure lo sapeva che sposava una recidiva dei divorzi. Ma il punto, scusate, è: davvero ci si può dimettere dalla royal family? Davvero si può fare da ogni cosa unpassoindietro? Ah sì? Pensiamo davvero che basti dare un annuncio di rinuncia per essere fuori da oneri e onori di un casato reale? Chi sarebbe -e chi sarà- la cazzuta donna che oggi rinuncia alla corona degli altri se non fosse stata PRIMA ciò che aveva accettato di essere? Non da tutto si può tornare indietro: o meglio si può annunciare di farlo e lo si può anche poi effettivamente fare ma il “Si amano, lasciateli in pace” non riusciamo a renderlo credibile neanche più nei film figuriamoci nella storia e “Qui esisto ma non vivo” sta bene sì e no in un testo per Sanremo candidato ad arrivare quarto.

La Megxit (che lui manco il nome ha potuto dare al gesto avanguardistico) avverrà -come ha osservato il mio amico Andrea- in Canada e cioè zona Commonwealth. E il vogliamo lavorare ed essere indipendenti è molto onorevole. Ma per ora poco credibile sul piano della realtà. Lei che manda un curriculum, intendo. Lo farà, certo. Ma… ci siamo capiti, no?

Per ora sembra un po’ come quei giovini che vanno a vivere da soli e continuano a portare la roba da lavare e ad andare a pranzo da mammà.

Indietro non si torna, Meghan: o meglio, ora ci si torna ma da “ex”. E non è proprio la stessa cosa. La rivoluzione non è un pranzo di gala, è vero. Ma purtroppo non basta rinunciare al pranzo di gala per farla.


(Inogniccaso leggetevi Sciandi su Il Foglio)

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