Fabiola Gianotti, particella di Dea, riconfermata al Cern fino al 2025



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Dirige il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle ed è la prima donna in 60 anni a farlo. Eccola qua, sulla copertina che le dedicò Time

Fabiola Gianotti

Fabiola Gianotti classe 1960, è stata appena riconfermata alla guida del Cern fino al 2025.
E siccome la vita è, oltre che bella, anche molto autoironica, la sua riconferma arriva mentre la rivista Quantitative Scienze Studies ha annunciato che pubblicherà un articolo di Alessandro Strumia, scienziato già allontanato dal Cern di Ginevra perché in un convegno dichiarò che  “la fisica è stata costruita dagli uomini”. Invitando le donne a “non lagnarsi perché non sono discriminate” e sostenendo che nella scienza “non si entra con un invito”.

Infatti, oggi, è a lei che è stato chiesto di restare alla guida del Cern.
A conferma del fatto che Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana. Ma della prima non si è ancora sicuri.

Fabiola Gianotti che da ragazza legge la vita di Marie Curie e trasforma la passione per le materie scientifiche e per la Fisica nel suo lavoro e nella sua vita. Nel 1984 si laurea alla Statale di Milano con indirizzo sub-nucleare: è lo stesso anno dell’assegnazione a Carlo Rubbia del Premio Nobel. Decide a quel punto di iniziare un dottorato di ricerca sulle particelle elementari. Nel 1987 entra a far parte del CERN di Ginevra.

Comincia a lavorare sull’argon liquido e parteciperà con altre migliaia di studiosi all’esperimento Atlas insieme a fisici di tutto il mondo, ritenuto ancora oggi il più grande esperimento scientifico della storia.

Ed è proprio in veste di portavoce dell’esperimento che nel luglio del 2012 rende noto al mondo che è stata osservata per la prima volta una particella compatibile con il bosone di Higgs, la cosiddetta particella di Dio, cioè tipo la colla che tiene insieme l’Universo (mi scusi l’utenza per la sintesi).

Nel novembre del 2014 viene scelta dalla 173esima sessione del consiglio del CERN per la carica di direttore generale, diventando così la prima donna nella storia a vedersi assegnato questo incarico.

Noi con lei, invece, abbiamo scoperto che sì, la scuola italiana è incerottata e l’Università chevelodicoaffare ma alla fine i nostri cervelli e le nostre cervellesse danno lustro al mondo.

Perché Fabiola Gianotti, fra le altre cose, è stata una delle sette donne -l’unica italiana- copresidenti del World Economic Forum di Davos 2017 per discutere delle grandi sfide che il mondo dovrà affrontare.

“La conoscenza, come l’arte -ha detto una volta- è un bene che appartiene all’umanità”. E una parte importante di quella scientifica oggi porta il nome di una donna. Di una donna italiana.

Fabiola Gianotti Cern

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