Rosetta Stame, vivere per ricordare


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Non bastava che le SS avessero preso prigioniero suo padre, torturandolo a Via Tasso, quando lei era una bimba di sei anni.

Non bastava aver dovuto vedere, subito dopo, sul corpo del padre, il tenore e partigiano Nicola Ugo, i segni della barbarie nazista.

Non bastava neanche averlo visto trucidare alle Fosse Ardeatine, che lui fu uno dei 335 massacrati per rappresaglia dopo Via Rasella.

No, Rosetta Stame aveva dovuto subire -nel 2003- anche l’umiliazione della condanna a risarcire Eric Priebke.

Perché lui aveva denunciato lei, Presidente dei familiari delle vittime delle Fosse Ardeatine, per diffamazione (per aver detto in un’intervista che il padre fu torturato, presente Priebke, a Via Tasso) Che a volte la vita, davvero, ti si accanisce contro. (In appello -e in extremis per la imperitura vergogna- la condanna al risarcimento fu annullata)

Rosetta Stame se ne è andata stanotte, a 81 anni. Non ci sarà quest’anno, il 24 marzo, a ricordare l’irricordabile.

E allora lo ricorderemo noi, anche per lei.

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