La Parlanza e la Presenza



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Una volta mia nonna, richiestole di dare un giudizio su un presunto amore e riferendole di profferte e portandole a testimonianza lettere, rispose
-Belle. Ma – e questo ti valga sempre- degli uomini, tutti, non ascoltare ciò che dicono: guarda ciò che fanno. Non ascoltare la parlanza, guarda la presenza.

La presenza. Che non è solo starci. E’ esserci.

Mi è tornato in mente vedendo questa foto: è Sergio Mattarella che, insieme al papà e alla fidanzata, accoglie la salma di Antonio Megalizzi sulla pista di Ciampino.

“Il vero contatto fra gli esseri si stabilisce solo con la presenza muta, con l’apparente non-comunicazione, con lo scambio misterioso e senza parole che assomiglia alla preghiera interiore”, diceva Emil Cioran (L’inconveniente di essere nati).

La presenza muta. Che, in una centrifuga impazzita di parole, è la cosa più preziosa che io abbia visto da tanto tempo. Rinchiusa in quel signore anziano, curvo, schivo, mesto, solo. Che si chiama Sergio Mattarella. Un uomo che sa salvare l’onore di tutte le persone perbene solo stando lì. Fermo e zitto.

Tra le parole evocative del 2018 avevo messo La Restanza. Oggi metto anche La Presenza. La presenza muta. Ricordiamoci di guardarla -e ascoltarla- sempre, fra le nostre cose e persone preziose.

2 Risposte to “La Parlanza e la Presenza”

  1. tina castaldi Dice:

    bellissimo post.

  2. MeriPop Dice:

    Grazie

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