21 novembre. Quello



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“Tutti coloro che si troveranno ancora in paese o sulle montagne circostanti saranno considerati ribelli e ad essi sarà riservato il trattamento stabilito dalle leggi di guerra dell’esercito germanico”. Cioè la fucilazione sul posto. E no, gli abitanti di Pietransieri non ubbidirono ai nazisti. Si rifugiarono nel bosco di Limmari. Ma fu proprio lì che li raggiunsero e li fucilarono, uno per uno: morirono così 128 persone fra le quali 34 bambini al di sotto dei 10 anni e un bimbo di un mese. Era il 21 novembre 1943. I corpi restarono abbandonati nella boscaglia, sepolti dalla neve, fino alla primavera del 1944.

I tedeschi, comandati dal tenente Schulemburg, all’inizio si accanirono contro il bestiame razziato, mitragliato e abbandonato. Poi passarono alle persone. La strage si compì fra il 16 e il 21 novembre. “Alcuni pietransieresi,vennero sorpresi e fatti saltare all’interno dei casolari. Molti altri vennero uccisi, con fucilazioni di massa, l’unica superstite fu Virginia Macerelli, una bambina di sei anni che fu occultata e protetta dalle vesti della mamma”.

Eccidio Pietransieri

“Il sangue dei Limmari” (foto da http://chieti.blogspot.it/2009/08/per-custodire-la-memoria.html)

L’eccidio di Limmari, o eccidio di Pietransieri, è rimasto, fra gli orrori di guerra, un po’ come quei corpi sotto la neve nella boscaglia: occultato. Così come nascosti sono rimasti l’eroismo e il sacrificio della Valle del Sangro, nell’autunno del 1943, dove i tedeschi sul Trigno contrastarono più duramente l’avanzata degli alleati.

Pietransieri, oggi frazione del comune di Roccaraso, non ha dimenticato mai. Ha eretto anche un sacrario, nel quale mi accompagnò qualche anno fa il mio amico Pasquale di San Pietro Avellana. Arrivò un giorno sulla piazza del paese e mi disse

-Vai a cambiarti, scarpe comode e pelo sullo stomaco
-Ma dove andiamo?
-Nell’inferno

Arrivammo al sacrario di Pietransieri, in cima a una salita, un tempio le cui le pareti sono interamente coperte di targhette di pietra con il nome e l’età di ciascuno degli uccisi. Tutto intorno silenzio. E in silenzio siamo stati lui ed io anche per il viaggio di ritorno a San Pietro.

Sacrario di Pietransieri

Sacrario di Pietransieri (foto da http://www.goticoabruzzese.it/pietransieri-eccidio-limmari/)

Su questo eccidio, dimenticato, è arrivata solo l’anno scorso una sentenza storica, dopo quasi 75 anni: la Germania, in quanto Paese successore del Terzo Reich, è stata dichiarata colpevole dell’eccidio dei Limmari e condannata dal tribunale di Sulmona anche al risarcimento (1,6 milioni di euro al Comune di Roccaraso e circa 5 milioni di euro da versare a gran parte degli eredi delle vittime).

Una sentenza storica e coraggiosa che porta la firma di una donna, la giudice Giovanna Bilò, magistrato dal 2012. “La verità -scrive- è che una simile strage fu resa possibile proprio dalla sistematica accondiscendenza, quando non dalla sollecitazione, da parte dei vertici dell’esercito tedesco di tali atti di assassinio, sterminio, deportazione e violazione della vita privata ai danni della popolazione civile e con il dichiarato fine di contrastare qualsivoglia pericolo alla supremazia tedesca”.

A che serve, 75 anni dopo? Serve.
Perché “E’ proibito piangere senza imparare,
svegliarti la mattina senza sapere che fare
e avere paura dei tuoi ricordi”.
(Pablo Neruda)

Una Risposta to “21 novembre. Quello”

  1. Doriana Dice:

    Una precisazione è d’obbligo, quello che oggi chiamiamo Sacrario dei martiri dei Limmari era una chiesetta consacrata a San Rocco, fu deciso in seguito di trasferire nella chiesetta i resti di tutte le vittime dell’eccidio dei Limmari e di conseguenza fu chiamato Sacrario ma la chiesetta esiste da molto prima della guerra,ed esattamente al centro, sul pavimento, c’era un rosone apribile adibito ad ossario. Quando la chiesetta fu ristrutturata creando loculi alle pareti,quelle ossa furono traslate dove era più giusto che fossero, cioè nel cimitero. Il 15 luglio 1967, l’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat conferì la medaglia d’oro al valore e con una cerimonia, le piccole urne contenenti le ossa dei morti nell’eccidio, furono deposte nei loculi della piccola chiesa

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