Vivere nell’ombra


Tags: ,

Categoria: Andare   |    No Comments   |   

The Wife. Basterebbero queste due parole. Neanche il conforto del nome. L’innominata, “la moglie”. Poi c’è il sottotitolo italiano “Vivere nell’ombra”. Dimenticate la malvagità di Crudelia De Mon (che pure mammamia) e la sensualità letale di Attrazione fatale (quando fece “passare un brutto quarto d’ora a Michael Douglas”) dimenticate quella Glenn Close e innamoratevi di questa. Di una donna talentuosa che, per vedere le sue opere riconosciute, decide di farsi uomo e più propriamente suo marito.

Il film si apre con la telefonata dell’Accademia di Svezia al marito, designato come vincitore del premio Nobel per la letteratura. Ma avrete già capito che la vera destinataria sta da un’altra parte: nell’ombra.

E’ così: siamo tornate indietro anche rispetto a Virginia Woolf e no, se una donna vuole scrivere, non basta più neanche “avere soldi e una stanza tutta per sé”. No, ci vuole il nome di un uomo. Il suo uomo: lei lo ama, lui la ama, io sono te e tu sei me siamo noi. Già, è così -in questo annullamento- che nascono tutti i casini di un matrimonio. Soprattutto quello di questi due. Quello di chi, giorno per giorno, si costruisce da solo questa prigione dorata, questa autoreclusione all’angolo, questa paura di vivere e rischiare in prima persona nascondendosi dietro la sagoma de “la mia metà” che, invece, alla resa dei conti, ci sta portando via da noi stessi. Eppure è difficile e quasi impossibile liberarsene. E ci si rintana dentro, giorno per giorno. Fino a scomparire.

Siccome la convocazione per vederlo arrivava da Grace l’ho dovuto ovviamente vedere in lingua originale al Nuovo Olimpia: e ve lo consiglio caldamente, anche se dovrete sguerciarvi come  me per seguire i sottotitoli. Merita anche solo per la prova di Glenn Close.

E dunque il Nobel no ma, per favore, datele almeno l’Oscar.

Settantun anni, sei nomination all’Oscar. “È una vita che la gente mi scambia per Meryl Streep; mi domando perché i membri dell’Academy non prendano finalmente quest’abbaglio (occhiolino)”.
Prendetelo stavolta, quest’abbaglio.

Lascia una Risposta

Copyleft SuperCaliFragili | Design by Riversman Entries RSS Comments RSS